Caivano (Napoli) – Diplomi conseguiti senza mai sedersi tra i banchi, registri compilati a tavolino e presenze inventate per trasformare l’assenza in promozione. È il quadro emerso da un’articolata indagine coordinata dalla sezione criminalità economica della Procura della Repubblica di Napoli Nord, guidata dal procuratore capo Domenico Airoma, che ha portato i carabinieri del nucleo operativo della compagnia di Caivano ad eseguire un’ordinanza applicativa di misure cautelari interdittive nei confronti di responsabili, addetti e docenti di un istituto scolastico parificato e di un centro di formazione professionale operanti tra Crispano e Caivano.
L’associazione e i diplomi “facili” – Secondo quanto emerso allo stato delle indagini, gli indagati avrebbero promosso e comunque partecipato a un’associazione per delinquere stabilmente operante sul territorio campano, finalizzata alla commissione di una serie indeterminata di delitti di falso. In particolare, sarebbero state riportate fittiziamente presenze e voti nei registri scolastici di studenti sistematicamente assenti dalle lezioni, così da consentire il conseguimento di falsi diplomi di scuola media superiore.
Minori e obbligo scolastico – Le condotte contestate riguarderebbero anche la frequenza di numerosi minori ancora soggetti all’obbligo di istruzione, impegnati esclusivamente nella formazione professionale presso il centro e in alcuni casi avviati precocemente al lavoro. Presso l’istituto parificato, inoltre, sarebbero stati falsificati i curricula scolastici per attestare in modo non veritiero l’assolvimento dell’obbligo formativo.
Accordi illeciti e sconti sulle rette – Le indagini avrebbero, inoltre, fatto emergere l’esistenza di accordi tra i vertici dell’istituto parificato e quelli del centro di formazione professionale: alle famiglie dei minori venivano prospettati sconti sulle rette in caso di iscrizione o trasferimento, con l’obiettivo – secondo l’ipotesi accusatoria – di incrementare in modo illecito i profitti, a discapito del diritto all’istruzione e alla formazione degli studenti.
Ipotesi corruttive e depistaggio – Tra gli elementi raccolti figura anche l’ipotesi di un accordo corruttivo finalizzato al rilascio illecito di un titolo di studio superiore dietro pagamento di una ingente somma di denaro. Contestato anche un episodio di depistaggio durante le attività di acquisizione documentale presso l’istituto parificato, nonché un’ipotesi di induzione indebita nei confronti di un appartenente alla polizia municipale, di un’addetta e del responsabile del centro di formazione professionale, per ottenere un’iscrizione ai corsi a condizioni economiche inferiori rispetto a quelle correnti. Alle società coinvolte sono stati contestati anche gli illeciti amministrativi previsti dalla normativa vigente.

