Napoli si prepara a riaprire una pagina rimasta sospesa per oltre cento anni. Dopo l’unica esperienza del 1921, la città torna a discutere di Biennale d’Arte con un progetto che ambisce a restituirle centralità nel panorama culturale nazionale e mediterraneo. È questo il cuore del “Manifesto Pro-Biennale d’Arte a Napoli 1921–2026. Napoli riemerge Biennale dopo oltre un secolo”, iniziativa promossa congiuntamente da I.S. – Idea Service S.C., Associazione Culturale La Fonte delle Muse APS, Biennale Internazionale di Napoli (B.I.N.) e dal professore Enzo Ruju.
La presentazione ufficiale – L’appuntamento è fissato per venerdì 13 febbraio, alle ore 17, presso la chiesa di San Lorenzo Martire, nel quartiere Pianura, nell’adiacente sala conferenze. La conferenza stampa istituzionale illustrerà presupposti storici, teorici e programmatici del progetto Biennale Internazionale di Napoli. Attese autorità civili, rappresentanti istituzionali, accademici ed esponenti del sistema imprenditoriale e culturale partenopeo. Tra i presenti annunciati figurano l’onorevole Ira Fele, l’avvocato Giuseppe Catapano, il dottore Jamshid Ashoug, Rosario Lavorgna.
I promotori e la rete culturale – L’iniziativa nasce dalla convergenza ideativa e strategica tra il professore Enzo Ruju e il dottor Quirino Martellini, imprenditore culturale ed editore, già presidente della I.S. – Idea Service S.C., della Biennale Internazionale dell’Etruria e della Rete Internazionale di Associazioni e Imprese, oggi alla guida della Biennale Internazionale di Napoli. A loro si è unito il contributo del dottore Gennaro Castaldo, studioso in ambito filosofico, storico e letterario, nonché autore di ricerche archeologiche, e della dottoressa Flora Rucco, vicepresidente della R.I.A.I. Il progetto si fonda su una rete multidisciplinare che intreccia competenze curatoriale, editoriale, storico-artistica e progettuale, con il coinvolgimento di personalità del mondo accademico e scientifico.
Il precedente del 1921 – Dal punto di vista storico, Napoli ospitò una sola Biennale d’Arte, nel 1921, allestita presso il Palazzo Reale di Napoli e inaugurata da Benedetto Croce. L’esposizione, aperta da maggio a ottobre di quell’anno, presentò opere di artisti regionali e nazionali nelle discipline della pittura, scultura, incisione e fotografia. In un contesto segnato dalle conseguenze della Prima Guerra Mondiale, l’iniziativa rappresentò un intervento di rilancio morale e civile, con un forte valore simbolico per la città.
Il confronto con Venezia – Diversamente da quanto accaduto a Biennale di Venezia, istituita nel 1895 e capace di mantenere continuità e riconoscimento internazionale, l’esperienza napoletana non ha avuto alcuna prosecuzione. Una discontinuità che i promotori definiscono una criticità strutturale nel sistema culturale italiano e una perdita di centralità simbolica per Napoli.
Una visione per il 2026 – Il Manifesto si propone come atto di responsabilità culturale e progetto di lungo periodo, rivolto a istituzioni pubbliche, università, enti di ricerca e fondazioni. L’obiettivo è riattivare una piattaforma capace di coniugare memoria storica e progettualità contemporanea, restituendo a Napoli il ruolo di polo culturale mediterraneo. Il richiamo alla tradizione artistica cittadina — dal Barocco caravaggesco ad Artemisia Gentileschi, fino alla stagione pittorica di Luca Giordano — si intreccia con l’intenzione di valorizzare le pratiche artistiche contemporanee.
Il programma degli interventi – Alle ore 17 sono previsti i saluti istituzionali dell’onorevole Ira Fele e di Marco Nonno. Dalle ore 17.30 prenderanno la parola il professor Ruju, il dottor Quirino Martellini, il dottor Gennaro Castaldo, l’avvocato Giuseppe Catapano, Rosario Lavorgna, il dottor Jamshid Ashoug e la dottoressa Flora Rucco. Il pomeriggio sarà arricchito da anticipazioni sui prossimi appuntamenti organizzativi della B.I.N. e da performance musicali.

