Attacco Usa in Venezuela, Caracas sotto le bombe. Trump: “Catturato Maduro”

di Redazione

Donald Trump fa sapere, su Truth, che il presidente venezuelano Nicolás Maduro è stato catturato e portato via dal Paese dopo un “attacco su larga scala” condotto dagli Stati Uniti contro il Venezuela. Un annuncio che segna un punto di svolta drammatico nella crisi apertasi nella notte a Caracas, ancora privo, al momento, di riscontri indipendenti e di dettagli operativi.

La notizia della cattura si inserisce in un quadro già esplosivo. Poco prima, la capitale venezuelana era stata scossa da una serie di violente esplosioni registrate intorno alle ore 2 locali, con almeno sette deflagrazioni e il rumore di aerei in volo a bassa quota. In diversi quartieri, cittadini spaventati sono scesi in strada, mentre il governo denunciava quella che ha definito una “gravissima aggressione militare” da parte degli Stati Uniti.

La notte dei bombardamenti – Secondo testimonianze raccolte sul posto, i boati sono stati distinti e ravvicinati. “I bombardamenti su Caracas sono iniziati intorno alle 2, orario locale. Ho sentito un forte boato, il primo, che mi ha letteralmente buttato giù dal letto”, ha raccontato un italiano residente in Venezuela all’Ansa. “Il palazzo presidenziale di Miraflores, Fuerte Tijuna, il ministero della Difesa, l’aeroporto della Carlota e il porto della Guaira sono sotto le bombe”.

La reazione del governo venezuelano – Prima dell’annuncio di Trump sulla cattura di Maduro, l’esecutivo di Caracas aveva dichiarato lo stato di emergenza e chiesto la mobilitazione della popolazione, accusando Washington di un attacco diretto al Paese. Solo venerdì, però, il Venezuela si era detto disponibile a negoziare con gli Stati Uniti un accordo per contrastare il narcotraffico, dopo che l’esercito statunitense aveva preso di mira presunte imbarcazioni venezuelane coinvolte in traffici di droga.

Il contesto politico – In un’intervista preregistrata trasmessa nei giorni scorsi, Maduro aveva accusato gli Stati Uniti di voler imporre un cambio di governo per ottenere l’accesso alle vaste riserve petrolifere venezuelane, parlando di una campagna di pressione durata mesi e iniziata con un massiccio dispiegamento militare nel Mar dei Caraibi. Parole che ora tornano al centro dell’attenzione, mentre la stessa presidenza venezuelana viene data per “neutralizzata” dall’annuncio del leader statunitense.

L’allerta per la comunità italiana – In questo scenario di estrema incertezza, l’Ambasciata d’Italia a Caracas ha invitato gli italiani presenti nel Paese “a non uscire di casa ed evitare gli spostamenti”. L’ambasciatore Giovanni Umberto De Vito ha parlato di una “situazione incerta” e ha invitato i connazionali a mantenere contatti costanti con ambasciata e consolati, sottolineando che “la priorità in questo momento è l’incolumità”. Secondo quanto riferito dalla rappresentanza diplomatica, la comunità italiana in Venezuela conta circa 160mila persone distribuite sull’intero territorio nazionale, tra cittadini con doppio passaporto e italiani presenti per ragioni di lavoro o turismo.

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