La notte di Capodanno si è trasformata in un incubo a Crans-Montana, in Svizzera, dove un incendio devastante ha distrutto il locale Le Constellation, lasciando dietro di sé un bilancio provvisorio di almeno 40 morti e oltre 100 feriti. Molte delle vittime, in gran parte giovani, sono irriconoscibili a causa delle gravi ustioni. I numeri sono destinati a cambiare: l’identificazione procede lentamente ed è considerata prioritaria dalle autorità elvetiche. In totale, 113 dei 119 feriti sono stati formalmente identificati; per altri sei le operazioni sono ancora in corso. La maggioranza dei feriti è svizzera, seguita da francesi e italiani; presenti anche cittadini di altri Paesi europei.
Gli italiani coinvolti – Tra le vittime figura Emanuele Galeppini, 16 anni (17 da compiere il prossimo 21 gennaio), nato a Genova e da qualche anno residente a Dubai con la famiglia, giovane atleta ricordato dalla Federazione Italiana Golf. La famiglia, tuttavia, invita alla prudenza: il ragazzo risulta ancora formalmente tra i dispersi in attesa dell’esito del dna. Tra i feriti identificati figurano 11 italiani, mentre sei connazionali risultano ancora dispersi. Tra i dispersi anche Chiara Costanzo, 16 anni, originaria di Arona (Novara) e residente a Milano; Giovanni Tamburi, 16 anni, di Bologna; i 16enni Achille Barosi, di Milano, e Riccardo Minghetti, di Roma; e Giuliano Biasini. Una ragazza di 16 anni è in coma all’ospedale di Zurigo. Al Niguarda è giunto Gregorio Esposito, 19 anni, di Baveno, le cui condizioni sono state definite migliori del previsto, pur con prognosi riservata. Al Niguarda di Milano sono arrivate anche due sedicenni e una donna di 30 anni in gravi condizioni, mentre altri giovani feriti sono in fase di trasferimento o restano per ora in Svizzera perché non trasportabili.
La dinamica del rogo – Secondo le prime ricostruzioni, l’incendio sarebbe partito da alcune candele posizionate sopra bottiglie di champagne, troppo vicine al soffitto. La deflagrazione, aggravata dall’esplosione di un petardo, ha innescato un fenomeno di flashover: in pochi istanti le fiamme si sono propagate in modo violento nell’ambiente chiuso del bar interrato. Testimoni raccontano di una sola scala come via di fuga e di una porta stretta, insufficiente per consentire un’evacuazione rapida. Molti ragazzi sarebbero rimasti intrappolati all’interno.
L’inchiesta e le ipotesi di reato – La procura del Canton Vallese ha aperto un’indagine ipotizzando i reati di incendio colposo, omicidio colposo e lesioni colpose. “Tutte le piste sono aperte”, ha spiegato la procuratrice generale Beatrice Pilloud in conferenza stampa a Sion. L’inchiesta si concentrerà sui lavori svolti nel locale, sui materiali utilizzati, sui permessi di esercizio, sulle misure di sicurezza e antincendio, sulla capienza autorizzata, sul numero di persone presenti e sulle vie di evacuazione e di accesso. Sono stati acquisiti video e ascoltate numerose persone. Interrogati anche i due gestori del bar.
Identificazioni difficili – Le autorità svizzere hanno chiarito che i dati diffusi finora riguardano solo persone formalmente identificate e sono destinati a evolvere nelle prossime ore e nei prossimi giorni. L’identificazione dei deceduti procede con estrema cautela, anche attraverso esami scientifici. “È difficilissimo riconoscere le vittime, ci vorrà tempo”, ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani, presente a Crans-Montana.
I soccorsi e i trasferimenti – Una cinquantina di feriti sarà trasferita in centri specializzati per grandi ustioni in diversi Paesi europei. L’Italia ha messo a disposizione il proprio sistema sanitario, la protezione civile e la polizia scientifica per supportare le autorità elvetiche. Al Niguarda di Milano sono attesi altri giovani italiani: tra questi un ragazzo di 15 anni proveniente dall’ospedale di Berna e, nel corso della giornata, altri tre quindicenni da Losanna e Ginevra, condizioni meteo permettendo. Alcuni feriti restano per ora in Svizzera perché giudicati intrasportabili.
Il dolore e il cordoglio – Messaggi di vicinanza sono arrivati dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella e dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. A Milano, davanti al consolato svizzero, il presidente del Senato Ignazio La Russa e una delegazione hanno deposto fiori in segno di cordoglio. Sul luogo sono comparsi anche disegni e messaggi lasciati da bambini. Papa Leone XIV, in un telegramma inviato tramite il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, ha espresso la sua compassione alle famiglie delle vittime e all’intera Confederazione Elvetica.
Le polemiche sulla sicurezza – Con il passare delle ore crescono gli interrogativi sulle condizioni del locale e sul rispetto delle norme antincendio. Le autorità hanno assicurato la massima severità nell’accertamento delle responsabilità. Per le famiglie, intanto, l’attesa di notizie continua, mentre l’elenco delle vittime potrebbe ancora allungarsi.

