La tregua in Medioriente si sta rivelando un fragile compromesso, destinato più alla carta che alla realtà. Nelle ultime ore, in diverse aree della regione il conflitto è tornato a esplodere con una violenza che mette in discussione ogni ipotesi di stabilizzazione.
Gaza, nuovi morti nonostante il cessate il fuoco – A Bani Suheila, nella zona orientale di Khan Younis, due minorenni sono stati uccisi dall’esercito israeliano. Lo riporta Al Jazeera, citando una fonte dell’ospedale Nasser. L’area si trova sul versante della linea del cessate il fuoco attualmente controllato dall’Idf. Intanto, il ministero della Sanità di Gaza, guidato da Hamas, ha aggiornato il bilancio complessivo delle vittime dall’inizio della guerra a 70.100, dopo il recupero di oltre 600 corpi dalle macerie. Dall’avvio della tregua, il 10 ottobre, le persone uccise sarebbero 354 e i feriti 906, secondo la stessa fonte.
La posizione di Hezbollah – Il numero due del movimento, Naim Qassem, ha confermato che Hezbollah considera legittima una risposta all’attacco israeliano in Libano che domenica ha ucciso il comandante Abu Ali Tabatabai. «Abbiamo il diritto di rispondere e ne stabiliremo i tempi», ha dichiarato Qassem, aggiungendo che il governo libanese dovrebbe prepararsi alla guerra con Israele. Le parole del leader ribadiscono una linea già annunciata, ma non chiariscono quando il gruppo intenda muoversi.
Le immagini diffuse dall’Iran – L’agenzia studentesca iraniana Snn ha pubblicato nuovi filmati che mostrerebbero attacchi israeliani condotti durante il conflitto di 12 giorni avvenuto a giugno. Nei video si vedrebbero una sala operativa colpita mentre era occupata da ufficiali di servizio e un sistema radar centrato da un secondo raid. Secondo l’agenzia, il personale sarebbe rimasto ai posti pur sapendo di essere un bersaglio, circostanza interpretata come segno di disciplina e determinazione.
Uno scenario sempre più instabile – Tra le tensioni lungo il confine libanese, la recrudescenza di violenze nella Striscia e la contesa narrativa sugli attacchi documentati dai media iraniani, la tregua appare minata in ogni suo punto. Un equilibrio precario, tenuto insieme da dichiarazioni diplomatiche mentre sul terreno continuano a cadere vittime, anche giovanissime.

