Sequestrata impresa edile da 2 milioni riconducibile a un condannato per mafia

di Redazione

Un nuovo colpo alle infiltrazioni mafiose nel tessuto economico del territorio peloritano. Nella giornata del 16 aprile, il personale della Direzione Investigativa Antimafia di Messina, con la collaborazione dei carabinieri della compagnia di Barcellona Pozzo di Gotto e il coordinamento della Procura Antimafia messinese, ha dato esecuzione a un decreto di sequestro nei confronti di un’impresa edile ritenuta indirettamente nella disponibilità di un soggetto condannato in via definitiva per estorsione aggravata dal metodo mafioso, riconducibile alla famiglia barcellonese, nell’ambito del procedimento penale “Gotha 7”.

Le indagini – Il provvedimento è stato emesso dalla sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Messina su proposta del procuratore distrettuale, al termine di complesse indagini economico-finanziarie condotte dalla Dia e delle risultanze investigative dell’Arma dei carabinieri. Gli accertamenti hanno fatto emergere come il pregiudicato avesse significative cointeressenze economiche nella società, rivestendo di fatto il ruolo di socio occulto.

Il ruolo del socio occulto – Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo avrebbe operato in pieno accordo e comunanza di interessi con l’amministratore dell’azienda, contribuendo, attraverso la creazione dell’impresa – ritenuta espressione di contiguità mafiosa – al consolidamento economico della realtà imprenditoriale.

Il sequestro – Sulla base degli elementi raccolti, il Tribunale ha ritenuto che l’impresa fosse frutto di attività illecite, in particolare estorsive, o che ne costituisse il reimpiego. Il sequestro ha riguardato l’intero compendio aziendale della società, operante nel settore della costruzione di edifici, il cui valore è stato stimato in circa 2 milioni di euro.

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