Sabato di sangue nel Napoletano: due agguati in poche ore tra Marano e Arzano

di Redazione

Dodici colpi esplosi a distanza ravvicinata nel centro cittadino di Marano di Napoli. Poche ore dopo, ad Arzano, decine di proiettili contro un’auto in pieno giorno tra traffico e passanti. In meno di mezza giornata la provincia di Napoli si ritrova a fare i conti con due omicidi maturati nell’area a nord del capoluogo. Episodi che riaccendono i riflettori su una possibile escalation negli ambienti della camorra.

L’agguato a Marano – La prima esecuzione è avvenuta in mattinata a Marano di Napoli. A perdere la vita è stato Castrese Palumbo, 80 anni, soprannominato “Svitapierno”, figura storica degli ambienti criminali locali. L’uomo è stato ucciso tra via Svizzera e corso Europa, nei pressi di un box di sua proprietà. Palumbo si trovava all’interno della sua auto, una Toyota Yaris nera, quando un commando composto da almeno due persone ha aperto il fuoco. Dodici i colpi di pistola esplosi, alcuni dei quali lo hanno raggiunto alla testa e in altre parti del corpo, senza lasciargli scampo. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Marano e del nucleo investigativo di Castello di Cisterna, impegnati nella ricostruzione della dinamica e nella ricerca dei responsabili. Al momento nessuna pista viene esclusa.

Il profilo della vittima – Palumbo era stato in passato condannato per associazione mafiosa e aveva scontato una lunga detenzione. Secondo gli investigatori era ritenuto vicino al clan Nuvoletta. Un fratello aveva sposato una donna imparentata con Angelo Nuvoletta, storico esponente della cosca e cugino dell’omonimo boss. La storia familiare dell’80enne è stata segnata anche da vicende drammatiche. Era il padre di Giuseppe Palumbo, morto suicida a 34 anni nel 2010 nel carcere di Sollicciano, a Firenze, dove era detenuto dopo essere stato arrestato come mandante di una spedizione punitiva avvenuta il 14 marzo dello stesso anno. Palumbo era inoltre il nonno di Aurelio Taglialatela, condannato per l’uccisione di Corrado Finale, il giovane travolto da un’auto circa un anno e mezzo fa al termine di una vicenda legata a tensioni per una relazione sentimentale non gradita.

Le ipotesi investigative – Gli investigatori non escludono completamente che l’omicidio possa avere un collegamento con quella vicenda familiare, anche se questa pista viene ritenuta al momento debole, sia per le modalità dell’agguato sia perché Taglialatela sta scontando la sua condanna in carcere. Più concreta appare invece la pista legata agli affari. Negli ultimi anni Palumbo, dopo l’uscita dal carcere, si sarebbe interessato ad alcune operazioni edilizie in corso a Marano. Un contrasto maturato in questo ambito potrebbe aver alimentato tensioni culminate nell’agguato. L’80enne era considerato una persona dal carattere forte e impulsivo e, secondo quanto emerge, negli ultimi tempi non avrebbe nascosto pubblicamente il proprio malumore per alcune situazioni.

Il secondo omicidio ad Arzano – A poche ore di distanza un nuovo agguato ha scosso l’area a nord di Napoli. Nel pomeriggio ad Arzano un commando armato ha ucciso Armando Lupoli, 49 anni, ritenuto orbitante nell’area degli Amato-Pagano, in quello che resta del clan della 167. L’uomo viaggiava a bordo di una Peugeot 3008 lungo via Mazzini con accanto la moglie. Secondo la ricostruzione, la vettura sarebbe stata affiancata da uno scooter con due persone vestite di nero e con caschi integrali. I killer hanno esploso una prima raffica di colpi. Lupoli ha tentato di fuggire accelerando, ma lo scooter lo ha raggiunto nuovamente e i sicari hanno sparato una seconda serie di proiettili. Colpito in più parti del corpo, l’uomo è stato soccorso dal personale del 118 e trasportato all’ospedale di Frattamaggiore, dove è deceduto poco dopo l’arrivo. La moglie, che era con lui in auto, è rimasta illesa nonostante la violenza dell’agguato.

Indagini e controlli sul territorio – Sul luogo dell’agguato sono intervenuti i carabinieri del nucleo investigativo di Castello di Cisterna, impegnati nella ricostruzione dell’esatta dinamica del delitto. Lupoli era originario di Arzano ma residente a Casavatore, in via Palizzi, zona dove è attiva una piazza di spaccio gestita dalla cosca Ferone. Al momento non è possibile stabilire se i due omicidi, avvenuti a distanza di poche ore l’uno dall’altro, siano collegati.

Dopo i fatti di Marano e Arzano, i carabinieri del comando provinciale hanno intensificato i controlli nell’area a nord di Napoli. Durante la notte i militari della tenenza di Arzano, del nucleo investigativo di Castello di Cisterna e della compagnia di Casoria hanno effettuato una serie di perquisizioni mirate. Nel corso delle operazioni è stato arrestato un 49enne incensurato di Arzano con l’accusa di detenzione di arma da fuoco clandestina. Nella sua abitazione i carabinieri hanno sequestrato una pistola calibro 8 millimetri modello 85 con la canna modificata per calibro 7,65 e un caricatore pieno di proiettili calibro 3,80. L’uomo è stato trasferito in carcere. L’arma sarà sottoposta ad accertamenti balistici per verificare un eventuale utilizzo in fatti di sangue o altri delitti.

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