Referendum Giustizia, affluenza record. Anziano muore dopo aver votato. Due episodi di foto alla scheda

di Redazione

Resteranno aperti fino alle ore 15 di oggi i seggi per il referendum costituzionale confermativo sulla riforma della giustizia. Gli elettori sono chiamati ad esprimersi sulla legge costituzionale recante “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”. Trattandosi di referendum confermativo, non è previsto il raggiungimento del quorum. Subito dopo la chiusura delle urne inizierà lo spoglio delle schede.

Affluenza – La partecipazione registra numeri significativi: alle ore 23 di domenica 22 marzo aveva votato il 46,07% degli aventi diritto, secondo i dati diffusi dal Viminale. Un dato che rappresenta un’affluenza elevata per questo tipo di consultazione. Gli elettori complessivi sono 51.424.729, di cui 5.477.619 residenti all’estero. A livello territoriale, l’Emilia Romagna si conferma la regione con la maggiore partecipazione (53,69%), seguita da Toscana (52,49%) e Lombardia (51,83%). In coda la Sicilia con il 34,94%. Tra le altre regioni: Abruzzo 46,56%, Basilicata 39,88%, Calabria 35,70%, Campania 37,78%, Friuli Venezia Giulia 48,55%, Lazio 48,23%, Liguria 48,18%, Marche 49,41%, Molise 39,78%, Piemonte 48,94%, Puglia 39%, Sardegna 39,09%, Trentino Alto Adige 41,34%, Umbria 50,11%, Valle d’Aosta 44,25% e Veneto 50,25%.

87enne muore dopo aver votato – La giornata elettorale è stata segnata anche da alcuni episodi. A Cascina, in provincia di Pisa, un uomo di 87 anni è morto dopo aver votato. L’anziano, uscito dal seggio allestito nella scuola elementare della frazione di Musigliano, ha accusato un malore intorno alle ore 10.45, accasciandosi a terra. Inutili i soccorsi giunti sul posto: presenti anche carabinieri e polizia municipale.

Fotografano scheda in cabina – A Ferrara, nella frazione di Fossanova San Marco, una donna di 61 anni è stata denunciata dai carabinieri dopo aver fotografato la scheda elettorale all’interno della cabina, pratica vietata dalla legge. A tradirla è stato il suono dello smartphone, rimasto attivo, che ha attirato l’attenzione del presidente di seggio. Il telefono è stato sequestrato. Un episodio analogo si è verificato anche a Catania, dove un elettore è stato identificato dalla Guardia di finanza mentre scattava una foto con il cellulare all’interno del seggio della scuola Cavour. La sua posizione è ora al vaglio della Procura.

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