Profili seducenti, promesse di amore e investimenti miracolosi in criptovalute: dietro lo schermo si muoveva un’organizzazione criminale capace di drenare centinaia di migliaia di euro dalle tasche delle vittime. I militari del comando provinciale della Guardia di Finanza di Cuneo, coordinati dalla locale procura della Repubblica, nell’ambito dell’operazione “Love Money”, hanno smantellato un sodalizio transnazionale specializzato in frodi informatiche e riciclaggio, attivo tra Italia, Portogallo, Lituania, Irlanda del Nord e Belgio.
L’indagine partita da una denuncia – L’inchiesta ha preso avvio dalla segnalazione di una vittima caduta nella rete di una cosiddetta “truffa romantica”. Da quel primo episodio i finanzieri del nucleo di polizia economico-finanziaria di Cuneo hanno ricostruito un sistema strutturato, fondato sulla creazione di falsi profili sui principali social network. Attraverso identità virtuali costruite ad arte, gli indagati adescavano cittadini su tutto il territorio nazionale, instaurando finti rapporti sentimentali o prospettando guadagni facili mediante investimenti inesistenti in criptovalute e wallet digitali. Il meccanismo si reggeva su una sofisticata attività di manipolazione psicologica e sull’uso di tecniche di sostituzione di persona, così da rendere credibili i personaggi digitali dietro cui si celavano i membri del gruppo.
Il denaro tracciato seguendo i flussi – La ricostruzione dei movimenti finanziari è stata condotta secondo il principio del “follow the money”, attraverso l’analisi di una copiosa documentazione bancaria, attività di osservazione, controllo e pedinamento, raccolta di sommarie informazioni testimoniali e l’esame delle segnalazioni di operazioni sospette generate dal sistema antiriciclaggio. Gli accertamenti hanno permesso di quantificare in circa 900mila euro le somme oggetto di riciclaggio e autoriciclaggio. Il denaro, secondo quanto emerso, veniva canalizzato su numerosi rapporti finanziari intestati agli indagati, con l’obiettivo di schermarne l’origine illecita e ostacolare l’identificazione dei reali beneficiari.
Arresto e sequestri – Alla luce del quadro indiziario raccolto, il giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Cuneo ha disposto la misura cautelare della custodia in carcere nei confronti di un indagato, ritenuto responsabile di truffa, autoriciclaggio e sostituzione di persona. Contestualmente è stato eseguito il sequestro preventivo di diciannove rapporti finanziari utilizzati per la commissione degli illeciti. Notificati, inoltre, avvisi di garanzia ad altri ventidue soggetti indagati per riciclaggio e autoriciclaggio, due dei quali già detenuti per ulteriori condotte illecite.

