Mondragone (Caserta) – Un atto d’accusa articolato e durissimo, che attraversa la gestione delle strutture sportive, il contenzioso sulle multe, il comando di Polizia locale, i tributi e il cimitero comunale. L’Associazione Mondragone Bene Comune torna a puntare il dito contro l’Amministrazione guidata dal sindaco Lavanga, denunciando scelte ritenute illegittime, inerzie amministrative e responsabilità che, secondo l’associazione, continuano a gravare sulle casse pubbliche e sulla città.
Strutture sportive e affidamenti – Nel mirino dell’Ambc finisce anzitutto la gestione delle strutture sportive comunali, definita “a perdere” e oggetto, negli anni, di “decine di denunce pubbliche” da parte dell’associazione, del movimento Mondragone Attiva e del consigliere comunale Federico. Secondo l’Ambc, nonostante i richiami, “Lavanga & Co con mezzucci burocratici vari continuano per la loro cattiva strada”. A rafforzare le critiche viene richiamato l’Atto di segnalazione n. AS2139/2026 dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, pubblicato il 2 febbraio, che qualifica la gestione degli stadi comunali come servizi pubblici locali a rilevanza economica, da affidare tramite procedure ad evidenza pubblica. Un orientamento che, secondo l’associazione, l’Amministrazione continuerebbe a ignorare, “a tutto vantaggio dei soliti privati e continuando anche a tollerare qualche insopportabile conflitto di interesse”.
Lo “scandalo delle multe” – Altro capitolo centrale è quello delle sanzioni stradali e dell’uso degli autovelox. L’Ambc richiama una recente decisione del Giudice di Pace che ha sanzionato il Comune di Ventimiglia, annullando una multa per eccesso di velocità a causa della mancata omologazione dell’apparecchio e condannando l’ente al pagamento delle spese legali e a un risarcimento, ritenendo la condotta dell’amministrazione temeraria. Un precedente che, secondo l’associazione, dovrebbe pesare anche a Mondragone, dove – viene denunciato – si continuerebbe a sostenere una tesi già più volte bocciata dalla Cassazione, secondo cui l’approvazione ministeriale del dispositivo sarebbe equiparabile all’omologazione. Una linea che, afferma l’Ambc, era stata fatta propria anche dal sindaco Lavanga in risposta a un’interrogazione consiliare. “Continuare a sostenere in giudizio una tesi già smentita più volte – sottolinea l’associazione – non espone solo al rischio di soccombenza, ma anche a conseguenze economiche dirette”, con costi che finiscono per ricadere sulla collettività.
Polizia locale, tributi e conflitti – L’associazione torna poi sulla questione del comando della polizia municipale e della gestione dei tributi. Viene denunciato che anche il comandante subentrato a Bonuglia, attraverso una procedura che l’Ambc definisce “non priva di profili d’illegittimità”, continuerebbe a prevedere “un incasso abnorme dalle multe”, mentre si tace sull’assenza di Mondragone dall’elenco ufficiale degli autovelox. Sullo sfondo, la doppia funzione di comandante dei vigili e responsabile dei tributi, già contestata in passato: a tal proposito, l’Ambc richiama un recente orientamento dell’Anac che ribadisce la necessità di prudenza nell’attribuzione ai comandanti dei vigili di incarichi gestionali ulteriori, per il rischio di sovrapposizioni e conflitti di interesse. Da qui la domanda diretta: “Vogliamo riportare i tributi nella Ripartizione ove sono sempre stati?”.
Cimitero e project financing – Anche la gestione del cimitero comunale viene descritta come “eternamente provvisoria”. L’Ambc richiama la pronuncia della Corte di giustizia dell’Unione europea che ha dichiarato incompatibile con il diritto europeo la norma italiana che riconosceva al promotore di un project financing il diritto di prelazione sull’offerta migliore presentata da altri concorrenti. Una scelta, quella del project financing adottata dall’Amministrazione Lavanga, che l’associazione afferma di aver criticato “in tempi non sospetti”, senza ottenere ascolto. A distanza di tempo, denunciano, i passi avanti sarebbero stati minimi, con il protrarsi di una gestione provvisoria “nelle more di…”. Da qui gli interrogativi: come si intende procedere dopo la pronuncia della Corte Ue e se si voglia bloccare quella che viene definita “la vergogna della illegittima riscossione coattiva”. Il comunicato si chiude con un giudizio durissimo sull’azione amministrativa complessiva, sintetizzato in un’immagine forte: “Sono stati capaci di far sprofondare la Città in una palude, che rischia di diventare una fogna”.

