La terra smossa dalle piogge ha tradito un segreto sepolto. In un’area isolata e di difficile accesso della Piana di Gioia Tauro, un fusto di plastica che affiorava dal terreno ha attirato l’attenzione delle Fiamme gialle, portando alla scoperta di un deposito di armi particolarmente fornito, sottratto alla disponibilità della criminalità organizzata.
L’operazione è stata condotta dal comando provinciale Guardia di finanza di Reggio Calabria nell’ambito di un più ampio dispositivo di prevenzione e contrasto finalizzato a fronteggiare la pericolosa diffusione di armi nel territorio reggino. L’intervento si inserisce in una serie di attività analoghe che, nelle ultime settimane, hanno interessato la provincia.
Il rinvenimento – Durante un’attività di controllo economico del territorio, una pattuglia della Guardia di finanza, impegnata nella perlustrazione di un’area rurale, ha notato l’anomala presenza di un fusto di plastica parzialmente tumulato. La parte superiore del contenitore, resa visibile dalle forti piogge che avevano interessato la zona nei giorni precedenti, affiorava dal terreno in modo sospetto.
L’arsenale – La successiva verifica ha permesso di scoprire un vero e proprio deposito di armi, immediatamente sottoposto a sequestro. All’interno del fusto erano custodite 9 pistole semiautomatiche, 4 pistole a tamburo e 3 pistole mitragliatrici, alcune dotate di silenziatori e con matricola abrasa, elemento che evidenzia il chiaro intento di renderne difficoltosa la tracciabilità.
La portata del sequestro – Il rinvenimento ha consentito di sottrarre ai sodalizi criminali della zona un ingente quantitativo di armi, potenzialmente destinato a essere impiegato per cruente attività delittuose o, quantomeno, per azioni di intimidazione sul territorio.
Le armi più pericolose – Tra il materiale sequestrato, spiccano per capacità di fuoco e caratteristiche tecniche una mitragliatrice Uzi di fabbricazione israeliana e due pistole mitragliatrici Skorpion, armi che confermano la pericolosità e il livello dell’arsenale occultato nella campagna della Piana di Gioia Tauro. IN ALTO IL VIDEO

