Una distesa verde che non aveva nulla di agricolo, nascosta tra le colline del Nuorese e alimentata da un sistema di irrigazione degno di una grande azienda. È qui che i carabinieri hanno scoperto e sequestrato una delle più grandi piantagioni di marijuana mai rinvenute in Italia.
L’operazione, condotta dai militari del comando provinciale di Nuoro, ha portato al sequestro di oltre 35mila piante ancora messe a dimora e di altre 13mila già in fase di essiccazione, per un peso complessivo di circa tre tonnellate e mezzo. Secondo le stime investigative, se immesse sul mercato al dettaglio avrebbero fruttato circa 31 milioni di euro, pari a circa 15 milioni di dosi.
Gli arresti e l’indagine giudiziaria – Nella mattinata odierna i carabinieri hanno arrestato quattro persone nei comuni di Orani e Silanus, nel Nuorese, e a Buddusò, nel Sassarese, con l’accusa di produzione di sostanze stupefacenti in concorso. Un quinto soggetto è stato denunciato. Le misure cautelari in carcere sono state disposte dal gip del tribunale di Nuoro su richiesta della Procura della Repubblica.
La piantagione sotto il monte Gonare – La coltivazione era distribuita su due terreni in località Ispodilo, sotto il monte Gonare. Per ridurre il rischio di controlli dall’alto, le piante erano state messe a dimora sotto i tralicci dell’alta tensione, una scelta studiata per confondersi con le infrastrutture e sfuggire alla ricognizione aerea. L’area, però, non è sfuggita alle Squadriglie dell’Arma, che hanno ricostruito l’intera organizzazione della coltivazione.
Furto d’acqua e manodopera – Oltre alla produzione di droga, agli indagati viene contestato anche il furto d’acqua: l’impianto di irrigazione si estendeva per circa 23 chilometri di tubazioni. Dagli accertamenti è emerso inoltre che erano stati impiegati alcuni braccianti, formalmente per la lavorazione della canapa industriale.
Il nodo del Thc e il contratto svizzero – Circa 10mila piante presentavano una concentrazione di Thc inferiore ai limiti di legge. Per queste è stato esibito un contratto di cessione con una società svizzera, sottoscritto però dopo l’avvio della piantagione. La normativa, invece, prevede che l’accordo commerciale sia preventivo rispetto alla coltivazione, elemento che ha rafforzato il quadro accusatorio.
Numeri che pesano a livello nazionale – La portata del sequestro assume un rilievo ancora maggiore se confrontata con i dati ufficiali. In Sardegna, nel 2024, le forze dell’ordine hanno sequestrato complessivamente 100.336 piante, con un aumento del 32,6% rispetto all’anno precedente. In tutta Italia il totale era stato di 154.819 piante. La sola operazione condotta nel Nuorese arriva a rappresentare circa la metà delle piante sequestrate in un intero anno considerato da record. IN ALTO IL VIDEO

