Il conflitto in Ucraina continua a ridisegnare gli equilibri internazionali, tra dichiarazioni sempre più nette, iniziative militari e tentativi di mediazione. Dalla Francia agli Stati Uniti, passando per Bruxelles e Roma, il confronto si allarga e assume una dimensione strategica che va oltre il solo fronte orientale.
L’allarme di Macron e la deterrenza europea – Emmanuel Macron, parlando davanti alle truppe riunite nella base di Istres, nel sud della Francia, ha lanciato un messaggio diretto: «Noi siamo a portata di tiro» della Russia. Il presidente francese ha sottolineato la necessità per l’Europa, e in particolare per la Francia, di dotarsi di nuove armi capaci di incidere nel breve periodo, citando il missile Oreshnik recentemente utilizzato da Mosca. Nel suo intervento, Macron ha anche rivendicato il ruolo di Parigi nel sostegno a Kiev, affermando che oggi «due terzi» delle capacità di intelligence ucraine sono fornite dalla Francia e che i 34 Paesi della Coalizione dei Volenterosi finanziano «il 100 per cento» delle risorse concesse all’Ucraina.
Trump, Zelensky e la linea del Cremlino – Dagli Stati Uniti, Donald Trump ha ribadito in un’intervista alla Reuters la sua convinzione che Vladimir Putin sia pronto a un accordo, mentre l’Ucraina sarebbe più restia. Alla domanda sul principale ostacolo ai negoziati, la risposta è stata secca: «Zelensky». Una posizione condivisa dal Cremlino, che attraverso il portavoce Dmitry Peskov ha sostenuto che il presidente ucraino stia rallentando il processo di pace. Putin, intervenendo alla cerimonia di presentazione delle credenziali di 34 nuovi ambasciatori a Mosca, ha parlato di un mondo in cui la situazione «sta peggiorando sempre di più» e in cui la diplomazia viene sostituita da «azioni unilaterali e molto pericolose».
L’Unione europea rafforza Kiev – In questo contesto, Bruxelles accelera. La Commissione europea ha adottato il pacchetto legislativo che avvia un prestito da 90 miliardi di euro all’Ucraina per il biennio 2026-2027. La decisione arriva mentre da Washington filtra la notizia di una possibile missione a Mosca degli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner, nel quadro di nuovi tentativi di mediazione con il Cremlino.
Il fronte artico e la questione Groenlandia – La tensione internazionale si estende anche all’Artico. La Francia parla apertamente di una responsabilità strategica europea in Groenlandia, territorio autonomo danese al centro di crescenti attenzioni geopolitiche. Il ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot ha sottolineato che «la sicurezza artica è inseparabile dalla sicurezza europea». A questa linea si affiancano Spagna e Paesi Bassi: la ministra della Difesa spagnola Margarita Robles ha aperto alla partecipazione a una missione di sorveglianza, mentre L’Aia ha annunciato l’invio di un ufficiale della Marina reale nella missione di ricognizione guidata dalla Danimarca, ipotizzando in prospettiva un’operazione Nato denominata Arctic Sentry.
L’Italia e la continuità degli aiuti – A Roma, la Camera ha dato il via libera alla risoluzione di maggioranza sugli aiuti a Kiev dopo le comunicazioni del ministro della Difesa Guido Crosetto sulla proroga dell’autorizzazione alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari. «Interrompere oggi il sostegno e l’aiuto all’Ucraina significherebbe rinunciare alla pace prima di averla costruita», ha affermato il ministro, chiarendo che sostenere Kiev non equivale a voler prolungare il conflitto, ma a evitare una pace fragile e ingiusta. Crosetto ha parlato di una fase «delicata e di transizione», definendo quello in corso un conflitto di logoramento, senza una vittoria imminente né una sconfitta totale di una delle parti.
Le risoluzioni parlamentari – I documenti approvati alla Camera, sia del Partito democratico sia del centrodestra, impegnano il governo a continuare il sostegno all’Ucraina in coordinamento con Nato, Unione europea e G7, rafforzando al contempo l’azione diplomatica per una pace giusta e duratura. Un equilibrio complesso, in cui il linguaggio delle armi e quello della diplomazia continuano a sovrapporsi, mentre lo scenario internazionale appare sempre più teso e frammentato.

