Un lungo applauso, le sirene spiegate della Polizia, il silenzio denso di dolore. È così che Giugliano ha salutato per l’ultima volta Ciro Luongo, il vice ispettore della Polizia di Stato di 58 anni ucciso a Melito di Napoli, lo scorso 18 agosto, dal figliastro, Roberto Marchese, al culmine di una lite per futili motivi.
Una chiesa gremita e il cordoglio delle istituzioni – Le esequie si sono tenute nel pomeriggio, alle ore 16.30, nella chiesa del Sacro Cuore di Gesù a Giugliano, precedute in mattinata dalla camera ardente allestita presso la casa funeraria di Villaricca. In prima fila, accanto ai familiari del poliziotto, il questore di Napoli Maurizio Agricola. Presenti anche il sindaco di Casal di Principe, Ottavio Corvino, città dove Luongo aveva prestato servizio per anni, e il gonfalone comunale. Prima della funzione religiosa, celebrata da don Vincenzo Marfisa, gli agenti della Polizia hanno reso omaggio al collega all’esterno del commissariato di Giugliano: un momento intenso, con le volanti ferme e le sirene accese per diversi minuti, nel segno del rispetto e del lutto condiviso.
L’omelia: “Un servitore dello Stato” – Durante la celebrazione, il parroco ha invitato tutti al raccoglimento: “Questo è il momento del silenzio e della preghiera. L’uomo, dinanzi a un delitto senza genere, non può fare altro che meditare. Come Chiesa siamo vicini ai familiari e ai conoscenti. Ciro ha dato tutta la sua vita per servire lo Stato. Tante persone e autorità sono qui oggi a testimonianza del buono che ha lasciato intorno a sé”. Poi ha aggiunto: “Ci lascia un esempio di uomo che mette tutto se stesso nel suo lavoro, un lavoro che richiede attenzione, fermezza e desiderio di aiutare gli altri. Dinanzi a questa vicenda delittuosa c’è poco da dire. Qui non celebriamo la morte, ma crediamo che Ciro sarà presto vicino a Dio. Questa consapevolezza deve dare conforto alla famiglia”.
Il messaggio della figlia: “Te ne sei andato, ma il tuo spirito resta” – A chiudere la cerimonia, un commovente messaggio di saluto letto dalla figlia Grazia: “Papà, hai lasciato un dolore enorme. Te ne sei andato, ma il tuo spirito non andrà via. Ricorderò la tua dedizione al servizio, al tuo lavoro. Sarai ricordato da tutti con grande affetto, per i tuoi valori. Ringrazio i colleghi, il sindaco di Casal di Principe che ci sono stati vicini”.
Il delitto e l’arresto – L’omicidio si è consumato la sera del 18 agosto nell’abitazione di Luongo a Melito. Il vice ispettore è stato accoltellato più volte dal 21enne Roberto Marchese, figlio della compagna. A rinvenire il corpo in una pozza di sangue sono stati i carabinieri, che hanno poi fermato il giovane su disposizione della Procura della Repubblica di Napoli Nord. Nel corso dell’interrogatorio, il ragazzo avrebbe ammesso le proprie responsabilità, confessando di aver colpito Luongo al culmine di una lite scoppiata per la fuga di un pappagallino. Dietro il gesto, tuttavia, ci sarebbero dissapori covati nel tempo, fino all’esplosione della violenza. IN ALTO IL VIDEO