Politica

Aversa, sosta a pagamento: già 700 richieste di abbonamento

di Nicola Rosselli

Aversa (Caserta) – Sono state poco meno di settecento le domande per ottenere gli abbonamenti per parcheggiare nelle strisce blu da parte di residenti che non hanno un posto auto o un garage o per studenti e lavoratori pendolari che arrivano quotidianamente ad Aversa con le proprie auto. Un numero esorbitante se si pensa che si è in pieno mese di agosto, con la città praticamente svuotata e che il numero massimo previsto di abbonamenti, secondo il capitolato di gara, è addirittura inferiore a trecento. – continua sotto – 

Dall’amministrazione fanno sapere che la cifra stimata di abbonamenti dovrebbe essere di poco superiore ai mille. Da qui la ricerca spasmodica da parte della maggioranza arcobaleno e in particolare da parte del vicesindaco Marco Villano di trovare una via d’uscita che consenta ai richiedenti di avere tutti l’abbonamento se, ovviamente, in possesso dei requisiti richiesti. Si tratterà, come sottolineato dallo stesso Villano, di una riduzione di entrate da parte della Publiparking, la società che si è aggiudicata la gara e che ha sottoscritto il contratto lo scorso anno. Infatti, il Comune di Aversa, da parte sua, avrà diritto al 30% dei guadagni con un minimo di cinquecentomila euro l’anno. Il problema è quello di capire come raggiungere un accordo tra le parti che possa consentire il rilascio di questo migliaio di abbonamenti. Questo, infatti, è stato uno degli argomenti che più ha suscitato proteste, soprattutto dei residenti nei quartieri del Parco Coppola e del Parco Argo, dove quasi tutti gli edifici non hanno garage o posti auto per quanti vi abitano. – continua sotto – 

 Un altro problema riguarda i posti in cui sono state tracciate le strisce blu. Al di là della polemica relativa a Piazza Marconi, dove le strisce blu sono state tracciate addirittura davanti alle transenne temporanee poste a seguito del crollo dell’ex convento di San Girolamo nel dicembre del 2019, sono in molti ad evidenziare perplessità per come sono state tracciate le strisce blu in alcuni punti della città. In particolare, le strisce blu sono state tracciate anche a ridosso degli incroci, senza tenere minimamente conto delle distanze prescritte dal codice della strada. Un altro argomento di discussione è rappresentato dall’impossibilità di utilizzare lo stesso tagliando per diverse zone della città. A spiegare la rimostranza è Lucio, un docente di scuola media, che afferma: «Se io debbo fare, come capita spesso, più commissioni che implicano poco tempo, non posso usare un solo tagliando. Capita di dover mettere più biglietti per cui la spesa diventa, a lungo andare, insostenibile. Perché non creare delle schede a scalare con le quali paghi solo per il tempo che effettivamente utilizzi?». – continua sotto – 

Insomma, un capitolato di gara che, redatto sotto la precedente amministrazione, sembra non aver tenuto conto di piccoli, ma utili, accorgimenti che pure in precedenza erano stati utilizzati per non rendere troppo oppressivo per gli utilizzatori un servizio che non deve essere guardato come portatore di soldi per le casse comunali, ma come strumento per educare gli automobilisti ad utilizzare le auto quanto meno possibile, soprattutto nel centro della città. Ma, a questo punto, entrano in gioco tanti altri fattori quale quello della mancanza di un piano traffico che possa definirsi tale. Prima della pausa estiva, le strade di Aversa si presentavano con un unico grande serpentone di latta senza alcuna soluzione di continuità. E c’è da giurare che la stessa cosa succederà da fine agosto in poi e non ci saranno strisce blu che tengano. Urgono soluzioni in tempi brevi anche perché i livelli di polveri sottili presenti nell’aria sono lì a testimoniare che il traffico non fa bene nemmeno alla salute.

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