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Asti, operazione “Icaro”: Riesame ordina dissequestro di 17 velivoli

Il tribunale del Riesame di Asti il 14 giugno scorso ha ordinato il dissequestro dei 17 velivoli sequestrati all’alba del 26 maggio 2021 con un blitz della Guardia di Finanza. Il provvedimento è giunto dopo che la ditta di manutenzione dei velivoli “Cirrus” dell’aviosuperficie di Ozzano (Bologna) e altri proprietari dei velivoli sequestrati hanno presentato la documentazione necessaria. I proprietari hanno, infatti, mostrato tutti i documenti, mai chiesti né dalla Procura né dalla Guardia di Finanza, con i quali era evidente che i velivoli fossero stati sia regolarmente sdoganati che regolarmente denunciati nelle dichiarazioni dei redditi dove viene pagata anche la tassa del lusso. Sono state mantenute le targhe straniere, prassi consentita dalla normativa europea per gli aeroplani (al contrario di auto e moto) e che non ha nessuna ragione fiscale ma solo ragioni operative. – continua sotto – 

“Il costoso blitz della Procura di Asti, preceduto da due anni di indagini durante i quali evidentemente non erano stati fatti i controlli più basilari presso Dogane e Agenzia delle Entrate, non ha mai visto gli inquirenti chiedere i documenti agli interessati, procedura che sembrerebbe la più normale e che avrebbe evitato spese sia all’erario che agli interessati”, commenta la “Professional Aviation” in una nota, sottolineando: “Il blitz della procura di Asti segue a quelli di Cagliari, Pisa e Genova avvenuti negli anni 2011, 2013, 2015. Sembra che l’apparato statale non abbia memoria né connessioni tra i vari uffici. Hanno invece memoria i malcapitati che si sono visti vittima di sequestri preventivi, infamanti accuse e diffamazioni pubbliche mezzo stampa ripetutamente e senza motivo”. – continua sotto – 

“Il 26 maggio 2021 la Guardia di finanza annunciava il blitz sui media con grande clamore mentre le operazioni di sequestro erano ancora in corso. Ci chiediamo, da cittadini onesti e da contribuenti, – conclude la nota – se avranno ora la stessa solerzia nello scusarsi e se l’autorità giudiziaria e la stessa Guardia di Finanza vorrà approfondire l’argomento nei confronti dei propri ufficiali che per la quarta volta hanno ispirato teorie infondate”.

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