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Olbia, fallimento “Geovillage”: arrestati i fondatori per turbativa d’asta

La Guardia di Finanza, coordinata al procuratore della Repubblica di Tempio Pausania, Gregorio Capasso, su provvedimento emesso dal giudice per le indagini preliminari del tribunale gallurese, ha sottoposto agli arresti domiciliari gli imprenditori Gavino Docche e il figlio Fabio Docche, fondatori del mega complesso turistico-alberghiero-sportivo “Geovillage” di Olbia, accusati di turbativa d’asta, ed eseguito il sequestro preventivo di beni mobili ed immobili del valore stimato in circa 60 milioni di euro. Sigilli a terreni, campi da calcio e tennis, un centro nuoto, un palasport, un albergo, una club house ed aree urbane ed uffici in tre diverse torri. Sequestrate anche le partecipazioni che gli indagati avevano in altre società. – continua sotto – 

A fine aprile il tribunale fallimentare aveva dichiarato fallita la “Real Effegì” di Fabio Docche, società che aveva gestito fino al 2020 il Geovillage. Le indagini, svolte dalle Fiamme Gialle del Gruppo di Olbia e della Sezione di Polizia giudiziaria di Tempio Pausania, hanno svelato gli accordi e le collusioni finalizzati a turbare l’asta fallimentare per consentire a soggetti falliti di rientrare in possesso del compendio. Secondo l’accusa, i due imprenditori, attraverso accordi con un pubblico ufficiale, direttore generale di un’associazione di enti pubblici locali, e con la mediazione di un importante professionista romano, avrebbero tentato di rientrare in possesso del patrimonio di società fallite. – continua sotto – 

E’ emerso come gli indagati avrebbero agito anche approfittando della situazione emergenziale venutasi a creare con la pandemia da nuovo coronavirus. Gli stessi avrebbero provato ad accedere perfino a finanziamenti agevolati e garantiti da fondi governativi. Gli indagati avrebbero, in pratica, ristretto, anzi azzerato, la platea dei possibili concorrenti, attraverso contatti clandestini ed accordi che gli avrebbero consentito, con la costituzione di una new company con sede un paese extra Ue, di continuare a gestire le attività. IN ALTO IL VIDEO

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