Politica

Sant’Arpino, Dell’Aversana tenta il “poker” da sindaco: “Nella mia squadra nessun debitore tributario”

di Nicola Rosselli

Sant’Arpino (Caserta) – Giuseppe Dell’Aversana, 58 anni, tre figli, docente di Scienze Matematiche, cultore di Storia Atellana, sarà candidato per la quarta volta alla carica di sindaco di Sant’Arpino. Lo ha annunciato l’altro giorno ed è il secondo della provincia, dopo quello del capoluogo, a decidere la ricandidatura in vista della tornata elettorale della prossima estate. – continua sotto – 

E’ vero che sarà candidato per giugno 2021? «Si, è vero. O meglio sono candidato da una squadra. Una persona non può proporsi da sola. Non ha senso. Io sono ricandidato dalla squadra di assessori e consiglieri che attualmente mi sostiene in consiglio comunale. Li ringrazio tutti per la fiducia datami Un candidato sindaco deve essere proposto da un team di persone che crede in lui. La politica è un gioco di squadra, non può essere un’azione personale». – continua sotto – 

Se venisse rieletto sarebbe un record in provincia di Caserta. La quarta volta da sindaco. «Sarebbe la quarta volta da sindaco del mio comune. Questa volta con maggiore maturità e consapevolezza. Sono conscio degli enormi problemi che tengo davanti. Un comune in dissesto finanziario con una marea di debiti e pochissimi impiegati negli uffici. Una difficoltà notevole per incassare i tributi comunali e mille emergenze sociali da affrontare. Bisogna ricostruire tutto e questi cinque anni alle spalle sono stati utili per fare un’analisi della situazione e capire lo stato di profondo malessere della macchina comunale». – continua sotto – 

Perché si candida se è conscio di tutti questi problemi da affrontare? «Ho accettato per passione politica, per amore del mio paese. Sono innamorato della storia del mio comune. Ho accettato anche per rispetto nei confronti della squadra che mi sostiene e me lo chiede, per portare a termine i tanti progetti amministrativi ancora in corso. Abbiamo approvato il Puc dopo oltre venti anni, abbiamo messo in cantiere decine di opere pubbliche che cambieranno il volto del paese, bisogna bandire concorsi ed assumere impiegati giovani per potenziare gli uffici comunali. Vi è ancora molto da fare. Serve esperienza e competenza». – continua sotto – 

Lei parte da una squadra di amministratori forte e consolidata, è disponibile ad ampliare la sua squadra con altri innesti? «Piena disponibilità al confronto ed al rafforzamento della squadra con altri innesti in lista. Sono disponibile al confronto su temi programmatici con altri gruppi, noi siamo aperti e pronti a dialogare con altre persone di qualità amministrativa adeguata che vogliono condividere il progetto politico di ammodernamento del paese». – continua sotto – 

Quale sfida lancia ai suoi avversari candidati sindaci? «Il problema fondamentale del comune sono le scarse risorse economiche disponibili. E’ alto il numero di contribuenti che non fanno il loro dovere con Imu, Tasi, Tari ed acqua, rendendo poco efficienti i servizi comunali. Chi si candida a consigliere comunale, assessore o sindaco deve sottoscrivere una dichiarazione con cui attesta di non avere pendenze arretrate con i tributi comunali. La serietà istituzionale impone che un candidato sindaco debba dare per primo l’esempio di essere un contribuente fedele del comune che ambisce a governare». – continua sotto – 

Lei è iscritto al Partito Democratico e prima ancora nei Democratici di Sinistra, cosa ne pensa della politica attuale? Perché non si è candidato alle regionali? «Credo che i partiti siano necessari ed indispensabili per la democrazia. Senza partiti politici vi sarebbero tanti piccoli leader isolati nelle città e regioni italiane senza un’idea complessiva di sviluppo della società. Il Partito Democratico rappresenta una risorsa in questo senso e bisogna riportare i giovani a fare politica nei partiti ed impegnarsi per dei valori. L’assenza di ideali politici, l’arrivismo sfrenato, fine a stesso, provoca solo danni. Decisivo fare squadra, stare dentro un gruppo, dentro un partito di caratura nazionale, le ambizioni personali vengono dopo. Alle regionali potevo ambire ad essere candidato dopo tre mandati da sindaco, ma ho preferito dare una mano al candidato del Pd, Gennaro Oliviero, restando dentro una squadra. Sono contento di averlo fatto Oliviero è persona stimabile ed oggi è il presidente del consiglio regionale ed un aiuto valido per tanti amministratori». – continua sotto – 

Lei ha vissuto questa epidemia da Covid, restando al posto di comando di sindaco in un momento difficile. Che esperienza ne ha tratto? «L’epidemia da Covid 19 è stata un momento difficilissimo ed ha creato molte angosce e paure nella popolazione. Ero al comune fin dal primo mattino, per risolvere mille problemi quotidiani, ero un punto di rifermento importantissimo per i cittadini. Tutto era nuovo. Ho creato subito una forte sinergia con protezione civile, vigili urbani, parrocchie, associazioni, commercianti per tenere in vita il paese ed aiutare i bisognosi. Ho tenuto un rapporto stretto con i vertici dell’Asl per fornire aiuti alla mia popolazione spaesata da questa grande novità. Ho ritrovato però tanta umanità e tanta solidarietà nel mio comune, che mi ha consentito di resistere e lottare. In quei giorni il mestiere di sindaco è diventato molto più difficile ma la passione ha retto».

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