Caserta Prov.

Caseificio sversa reflui in canale immissario del Volturno: sequestro nell’Alto Casertano

 I carabinieri forestali di Pietramelara e del gruppo di Caserta, insieme ai tecnici dell’Arpac, hanno sottoposto a sequestro preventivo, su provvedimento del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, la condotta dello scarico reflue derivanti dal “Caseificio Pontecorvo” di Pietramelara, all’altezza del canale “Rio Tella” che si immette nel fiume Volturno. – continua sotto – 

L’adozione del provvedimento si è resa necessaria in quanto M.P., 57 anni, amministratore unico e legale rappresentante del caseificio, è gravemente indiziato di aver dato luogo all’attivazione e mantenimento in funzione di uno scarico di acque reflue industriali in assenza di autorizzazione, non attivando la pompa di sollevamento presente nella vasca di raccolta delle acque reflue industriali provenienti dagli impianti di lavorazione dei prodotti caseari, per cui i reflui, attraverso un by-pass costituito dallo sfioratore di piena della vasca di raccolta, vengono immessi direttamente nel limitrofo corso idrico Rio Tella senza alcun trattamento di depurazione, cagionando una compromissione ed un deterioramento significativo e misurabile delle acque fluenti del canale, immissario del Volturno. – continua sotto – 

L’indagine ha preso spunto da un’accertata compromissione ambientale delle acque del Rio Tella che, alla località “Miglio 25” del comune di Alvignano, si sono presentate ai carabinieri Forestali di colore biancastro con produzione di forti e nauseabonde maleodorante. I militari, risalendo a piedi il Rio Tella, hanno individuato una condotta di scarico dalla quale fuoriuscivano le acque reflue di colore biancastro, dislocata in prossimità del Caseificio Ponticorvo. Con l’ausilio dell’Arpac è stata effettuata una prova idraulica con tracciante tipo fluoresceina, comprovando la provenienza dello scarico stesso dallo stabilimento del caseificio attraverso un by-pass deputato a convogliare le acque reflue industriali provenienti dagli impianti di lavorazione dei prodotti caseari direttamente nel Rio Tella, invece che nell’impianto di depurazione presente nello stabilimento. – continua sotto – 

La contestuale verifica documentale ha, peraltro, permesso di stabilire che l’autorizzazione allo scarico delle acque reflue provenienti dall’impianto di depurazione del Caseificio Pontecorvo, era scaduta da diversi mesi. Nella stessa giornata sono stati esperiti dei campionamenti delle acque corrivanti nel Rio Tella, a monte ed a valle dello scarico di acque reflue del caseificio, per verificare la loro eventuale compromissione. I risultati analitici di detti campioni certificavano l’avvenuta compromissione ed il deterioramento significativo e misurabile delle acque del corso d’acqua Rio Tella (corpo idrico ricettore), pregiudicato dall’incremento di concentrazione di decine di migliaia di volte di tutti i parametri indicatori di inquinamento chimico, solidi sospesi totali, BOD5, Cod, grassi e oli, nonché di inquinamento microbiologico, escherichia coli, a valle dello scarico del collettore del by-pass. Tale ultimo accertamento ha permesso, quindi, di ipotizzare la sussistenza del delitto di inquinamento ambientale, oltre al reato di immissione di acque reflue, provenienti dalle lavorazioni casearie direttamente nel corso d’acqua Rio Tella, senza preventiva depurazione e con scarico senza autorizzazione.

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