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Carinaro, opposizione e Masi chiedono annullamento “Variante Marican”

Carinaro (Caserta) – Convocare una seduta del Consiglio Comunale per annullare la variante al Piano Regolatore, adottata dall’ex commissario prefettizio, per la trasformazione di 250mila metri quadrati di territorio da area agricola a produttiva finalizzata all’insediamento di un polo logistico per l’e-commerce da parte del gruppo Marican. La richiesta arriva dall’intera opposizione consiliare (composta dal capogruppo Annamaria Dell’Aprovitola, Paolo Sepe, Giovanni Zampella e Nicola Sglavo) e dal consigliere indipendente Stefano Masi.

A illustrare le motivazioni della proposta di delibera è l’ex esponente della maggioranza Masi, che già da mesi si batte contro la cosiddetta “Variante Marican”. “Questa gravissima decisione, caso probabilmente unico in Italia, – sostiene l’avvocato Masi – se non altro perché adottata in assenza di un Consiglio democraticamente eletto, cui la legge riconosce il diritto di decidere il destino dello sviluppo del suo territorio, diede l’occasione ai componenti della lista ‘Carinaro Rinasce’, tra i quali c’ero anch’io, di sottoscrivere, nel programma elettorale che accompagnava le nostre candidature, l’impegno a sottoporre alla volontà del nuovo Consiglio ogni consumo di suolo non coerente con il piano regolatore approvato nel 2012, al fine di evitare ulteriori distruzioni delle nostre colture agricole di pregio”.

“Questo solenne impegno, confermato anche dai palchi della nostra lista, – continua Masi – per oltre un anno è stato completamente disatteso, se non addirittura osteggiato, a tal punto da vedermi costretto a lasciare il gruppo di maggioranza e a collocarmi in una posizione di indipendenza rispetto ai gruppi regolarmente costituiti in Consiglio. Nel lasciare il mio gruppo, comunicai ufficialmente che avrei appoggiato tutte quelle iniziative che consideravo indirizzate in favore degli interessi della nostra Città e del nostro territorio, da qualunque parte esse fossero pervenute. Non deve perciò sorprendere, a meno che non si voglia fare bieca speculazione, che abbia unito, per questa volta, le mie forze al gruppo d’opposizione. Il mio ruolo da indipendente, infatti, mi permette sia di scegliere liberamente sulle proposte politiche altrui ma anche di assumere iniziative politiche in proprio, chiedendo il sostegno a chiunque le condivida”.

Secondo il consigliere indipendente, “è la maggioranza che, al contrario, dovrebbe spiegare perché ha tradito il programma elettorale, perché abbia costretto un ex consigliere di maggioranza a guardare altrove per realizzare quegli obiettivi, perché nel settembre 2019 ha mentito al Consiglio comunale dichiarando l’imminente acquisizione di un parere urbanistico poi mai avvenuta, perché non abbia mosso un dito per far chiarezza su una gigantesca operazione immobiliare avvenuta sul proprio territorio. In ogni caso è bene evidenziare che ridiscutere e annullare quella sciagurata decisione dell’ex commissario Palmieri e far ritornare nelle mani dei rappresentanti eletti dal popolo le decisioni che attengono allo sviluppo del proprio territorio, significa non solo difendere la nostra città, ma anche restituire dignità alla politica e legittimità agli atti amministrativi dell’Ente, violata con quella incredibile variante adottata dal commissario. Solo dopo l’annullamento della variante, il Consiglio comunale tutto, maggioranza ed opposizione, libero da situazioni precostituite, saprà prendere le migliori decisioni sui destini di quei territori, le decisioni più favorevoli agli interessi del popolo di Carinaro”.

“E’ fondamentale – sottolinea Masi – che il presidente del Consiglio permetta la celebrazione della seduta consiliare nei venti giorni giorni, così come impone la legge, senza prestarsi a manovre dilatorie, o impedendole, e dico ciò augurandomi di non esser costretto a segnalare eventuali omissioni alle competenti autorità: si permetta a tutti i consiglieri di esprimersi liberamente prima del termine di 18 mesi dall’approvazione della variante urbanistica. Di contro, spendere circa 13mila euro per costituirsi in un giudizio pressoché inutile, come ha fatto l’amministrazione incaricando un illustre avvocato nel contenzioso promosso da Marican avverso il rigetto del permesso a costruire, significa non aver rispetto dei denari dei carinaresi o fingere di non capire che il problema è la variante urbanistica”. “Non deve essere un caso – conclude il consigliere – se tutta questa vicenda fa tornare in mente la celebre frase dello storico latino Tito Livio: ‘Mentre a Roma si discute, Sagunto è espugnata’. È forse quello che si vuole?”.

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