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Si tuffa in mare per salvare ragazzi, muore sottufficiale Guardia Costiera. Il cognato: “Potevano salvarlo”

La Procura di Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina ha disposto l’autopsia sul corpo di Aurelio Visalli, 40 anni, il sottufficiale della Capitaneria morto annegando nel tentativo di salvare due ragazzini a Milazzo, nel Messinese. Gli inquirenti proseguono le indagini sulle modalità con cui è stato ricercato dell’uomo in mare dopo le dichiarazioni anche del cognato che ha denunciato ritardi e mezzi inadeguati per le ricerche. I funerali, inizialmente previsti per domani a Milazzo, potrebbero slittare di qualche giorno. Visalli ha lasciato una moglie e due figli.

L’episodio – E’ stato ritrovato al largo di Milazzo, nel Messinese, nello specchio di mare antistante Tono, dove si erano concentrate le ricerche, il corpo di Visalli, secondo capo della Guardia Costiera di Milazzo, scomparso sabato tra le onde dopo avere salvato un 13enne e un 15enne che stavano annegando. Il cadavere è stato ripescato dall’equipaggio della motovedetta della Capitaneria di porto sulla quale il sottufficiale aveva prestato servizio. Il ritrovamento è avvenuto a nord del punto dove Visalli si era tuffato per effettuare il salvataggio dei due ragazzi in difficoltà, ad una cinquantina di metri dalla costa nota come “Puntitta”, nella baia del Tono. Nello specchio d’acqua dove si erano intensificate le ricerche aeree, terrestri e marittime, sabato pomeriggio fino a tarda serata. Il corpo dello sfortunato sottufficiale è stato trasportato con la stessa motovedetta fino al porto e da qui trasferito all’obitorio dell’ospedale di Milazzo.

Guerini: “Morto per salvare vite” – Esprime “la vicinanza e il cordoglio alla famiglia e alla Guardia costiera” il ministro della Difesa Lorenzo Guerini, che aggiunge: “Visalli è deceduto per salvare la vita a due bagnanti in difficoltà a Milazzo. Ricordiamo lui e tutte le persone che mettono il loro impegno e la loro vita al servizio dei cittadini e delle istituzioni”.

Conte: “Rendiamo merito al suo coraggio” – Della vicenda di Aurelio Visalli ha parlato anche il premier Antonio Conte. “La sua morte unisce il Paese in un profondo dolore. Esprimo il mio cordoglio alla famiglia e rendiamo tutti merito al coraggio di un valoroso servitore dello Stato”, ha detto.

Il cognato denuncia inefficienze – Ma il cognato del militare, Antonio Crea, attacca il Corpo a cui apparteneva Visalli e denuncia inefficienze. “Poteva essere salvato, ci sono responsabilità per le dinamiche con le quali lo hanno costretto ad intervenire e responsabilità dei soccorsi arrivati assolutamente in ritardo”, dice. “A mio cognato e a due sue colleghi – racconta Crea – era stato vietato di intervenire con la motovedetta perché il mare non lo consentiva”. La pattuglia era stata allertata per la presenza in acqua dei due ragazzini che avevano deciso di tuffarsi nonostante le proibitive condizioni meteo e che rischiavano di annegare. “Dopo un po’ – prosegue Crea – gli è stato chiesto di intervenire da terra. Ma come potevano farlo senza attrezzatura, non avendo né giubbotti di salvataggio né salvagenti, mute, corde o altro? Avevano solo un piccolo salvagente con una cordicella per tirarla ai due giovani. Mio cognato tra l’altro era motorista e sotto capo, sicuramente non era compito suo. Nel frattempo, uno dei ragazzi è riuscito a tornare a riva mente l’altro attendeva aggrappato ad una boa”. Il sottufficiale e il collega si sono tolti i vestiti e si sono tuffati. “Ad un certo punto mio cognato è stato investito dalle onde e nessuno lo ha più visto. – aggiunge Crea – Nessuno ha tentato di salvarlo nemmeno i suo i due colleghi perché il mare era troppo forte. E dalle 13 alle 19 prima che arrivasse l’elicottero nessuno lo ha cercato veramente”. Per Crea “ci sono molti punti oscuri su come si sono svolte le ricerche”. “Non capisco perché non si voglia fare l’autopsia. – sostiene – Ora ci hanno promesso i funerali di Stato ma noi vogliamo solo la verità”.

Il sindaco – “Milazzo è una città molto legata al mare e al corpo della Capitaneria. Quindi, questo evento ha davvero commosso l’intera comunità cittadina, il fatto che il giorno della scomparsa e delle ricerche ci fosse tutta la città schierata nel lungomare di Ponente nella speranza di riuscire ad avvistare il giovane militare, la racconta lunga su come sia stata vissuta questa tragedia”. A dirlo è Giovanni Formica, sindaco di Milazzo. Poi: “Lui è morto da eroe, nel tentativo di salvare un giovane, è un uomo che ha fatto un giuramento e lo ha onorato fino alla fine. Abbiamo previsto il lutto cittadino nel giorno in cui saranno celebrati i funerali”.

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