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Assistenti civici, Bellanova: “Milizie improvvisate, rivedere decisione”

La ministra delle politiche agricole Teresa Bellanova chiede esplicitamente un passo indietro sulla questione dei 60mila assistenti civici. «Dell’ordinanza sui 60mila volontari “assistenti civici”, annunciata ieri sera in pompa magna al Tg1 come risposta alle situazioni di assembramento, non mi sono chiari molti aspetti: a quali compiti saranno chiamati questi volontari, visto che nell’ordinanza si parla di un generico “contenimento della pandemia”? Di quale formazione avranno bisogno? Quali rischi potrebbero correre? Con quali poteri potranno intervenire di fronte al mancato rispetto delle regole per il “contenimento della pandemia”? Che coordinamento avranno con le forze dell’ordine? Il mondo del volontariato è stato coinvolto e consultato?», si chiede Bellanova.

«Sapere che vengono destinati quasi 5 milioni di euro per impiegare su base volontaria 60mila persone per due mesi circa (fino al 31 luglio), con un costo a persona quindi di quasi 80 euro, – continua Bellanova – mi fa solo temere che avremo una “milizia” di persone impreparate, improvvisate, incerte nel loro ruolo, con un rischio da un lato di inefficacia, dall’altro di esercizio arbitrario delle funzioni. Una scelta, mai condivisa in riunioni di maggioranza, che rischia di essere inopportuna, confusa e sbagliata e che è necessario rivedere anche alla luce della mancata condivisione col Viminale. Ed alla luce della quale mi chiedo: perché invece non è mai stata considerata l’ipotesi di ampliare il servizio civile come pure alcuni di noi hanno proposto?».

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