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Boss scarcerato, Maresca: “Situazione grave, Dap revochi circolare”

“Purtroppo, dopo il caso di Francesco Bonura, boss mafioso al 41 bis, il rischio di ulteriori scarcerazioni eccellenti è altissimo: la situazione è grave e sta sfuggendo di mano, bisogna intervenire subito”. Lo dichiara Catello Maresca, magistrato antimafia per molti anni in prima linea nella lotta alla criminalità organizzata, ora in forza alla Procura Generale di Napoli.

“Il Dap – sostiene Maresca – deve revocare subito la circolare del 21 marzo 2020 ed emanare un’altra circolare di segno opposto che indichi alle Autorità Giudiziarie competenti (magistrati di sorveglianza e tribunali ordinari) tutte le misure che sono state adottate per fronteggiare l’emergenza sanitaria e lo stato della situazione epidemiologica dei singoli istituti di detenzione”. “E, inoltre, – conclude Maresca – riservarsi di segnalare invece solo le esigenze straordinarie di salute eventualmente valutabili ex art. 275 co. 4 bis cpp per la sostituzione delle misure della detenzione carceraria”.

Il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha riferito che i domiciliari a Francesco Bonura sono stati concessi con “la normativa ordinaria applicabile a tutti i detenuti, anche condannati per i reati gravissimi, a tutela dei diritti costituzionali alla salute a all’umanità della pena”. In particolare, si sottolinea come nel caso concreto si tratta di “un detenuto di anni 78, affetto da gravissime patologie cardiorespiratorie e oncologiche” condannato alla pena temporanea di 18 anni e 8 mesi, che dovrebbe scontare meno di 11 mesi di pena ma “per la concessione della liberazione anticipata” avrebbe potuto lasciare il carcere tra 8 mesi. “Sono state preventivamente acquisite informazioni di polizia che garantiscono l’idoneità del domicilio, sottoposto ad assiduo controllo delle forze di polizia nel rispetto delle stringenti prescrizioni che impediscono qualsiasi uscita non autorizzata”, conclude la nota del tribunale di Sorveglianza di Milano.

Spiegazione già fornita dai legali del boss che da ieri è agli arresti domiciliari. “Nel contesto della lunga carcerazione Bonura ha subito un cancro al colon, è stato operato in urgenza e sottoposto a cicli di chemioterapia; di recente i marker tumorali avevano registrato una allarmante impennata”, dicono gli avvocati Giovanni Di Benedetto e Flavio Sinatra. “Se a tutto ciò si aggiunge, come si deve, l’età e i rischi a cui lo stesso, vieppiù a Milano, era esposto per il Coronavirus risulta palese la sussistenza di tutti i presupposti per la concessione del differimento della pena nelle forme della detenzione domiciliare in ossequio ai noti principi, di sponda anche comunitaria, sull’umanità che deve sottostare ad ogni trattamento carcerario”. “Del tutto errato è altresì il riferimento al recente decreto cosiddetto Cura Italia che non si applica al caso di specie e che non ha nulla a che vedere con il differimento pena disposto per comprovate ragioni di salute e sulla base della previgente normativa – dicono – Ripetiamo, ogni vicenda va affrontata nel suo particolare altrimenti si rischia di scadere in perniciose e inopportune generalizzazioni che alterano la realtà”.

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