Aversa

Coronavirus, Pollini: “Accanto alla guerra per la sopravvivenza c’è quella dell’economia”

Caserta – “La situazione è tragica, ma non possiamo permetterci di aggiungere una catastrofe economica”. L’aversano Maurizio Pollini, responsabile interregionale Campania e Molise della Confesercenti, vicepresidente della Camera di Commercio di Caserta, ma, soprattutto, imprenditore, lancia l’allarme sui riflessi economici che avrà la pandemia in atto.

“Abbiamo – continua Pollini – la grande consapevolezza che i sindaci della provincia stanno facendo buon lavoro anche grazie alla coordinazione del prefetto. Tutti sembrano aver capito che bisogna stare a casa. Accanto alla guerra per la sopravvivenza c’è quella dell’economia. L’agro aversano rappresenta 20mila aziende, 70mila famiglie. Alla fine di questa emergenza ci sarà un problema di liquidità con un fondo di garanzia pubblico che conceda prestiti a tasso zero. Oggi noi già non possiamo pagare già i debiti pregressi, che avevamo in corso. Inoltre bisogna che si adottino sgravi totali dei tributi e delle tasse comunali. Sensibilizzo in questo senso il presidente regionale Anci Carlo Marino ad impegnarsi per questo risultato. Oltre al nostro settore, in ginocchio anche il turismo. Dalle grande difficoltà si può uscire rafforzati se per superarle si cambia il punto di vista e si agisce con coraggio e determinazione”.

“L’altro aspetto – è ancora Pollini a parlare – riguarda tutti noi che dobbiamo fare la nostra parte. Invito a fare come noi, la frutta e verdura invenduta diamola alla Caritas di don Carmine Schiavone, il numero telefonico è 0815031112. Per le mascherine, ad esempio, ho interpellato un’azienda di Carinaro che produce mascherine non utilizzabili per i sanitari, ma buone per gli addetti ai lavori. Da parte mia ne offrirò alla Caritas e ad altri soggetti pubblici. Da casa non ci dobbiamo fermare dobbiamo continuare a dare il nostro piccolo contributo grazie a telefoni e social. Abbiamo lo spirito di ripresa nel Dna e riusciremo a superare le difficoltà rafforzandoci. C’è un tempo per capire, un tempo per scegliere, un altro per decidere”. C’è un tempo che abbiamo vissuto, l’altro che abbiamo perso e un tempo che ci attende, come affermava Seneca”.

“La politica – conclude l’imprenditore aversano – può fare la sua parte dimezzandosi gli stipendi nel prossimo futuro, facendo in modo di impegnare il ricavato in sanità e piccole e medie imprese. Anche i grandi ricchi possono e debbono fare molto. Questa guerra si vince unendoci, ognuno deve dare il proprio contributo. Ovviamente, capisco le difficoltà, sono uscito per andare in farmacia, ho visto la mia città vuota, deserta e, lo dico senza remore, ho pianto, ho pianto a lungo”.

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