Aversa

Aversa, domeniche ecologiche: Wwf plaude “a metà”, Pollini boccia l’iniziativa

Aversa (Caserta) – «Bene le domeniche ecologiche ad Aversa». Plauso del Wwf che aggiunge, però: «Ma non basta». In precedenza, diversi i provvedimenti adottati, ma un solo risultato: «aria di Aversa da maschera antigas con i bambini e gli anziani particolarmente esposti a rischi di patologie respiratorie. Vanno bene le domeniche ecologiche – dichiarano in maniera decisa – Raffaele Lauria, presidente provinciale del Wwf Caserta, ed Alessandro Gatto, coordinatore della Vigilanza Ambientale Wwf – ma bisogna avere coraggio e uscire dalla logica dei provvedimenti tampone e realizzare un nuovo progetto di mobilità cittadina, oltre che, ovviamente una nuova cultura green per la città di Aversa».

«Le principali cause dell’inquinamento atmosferico ad Aversa sono ascrivibili – continuano gli ambientalisti – al traffico veicolare che attanaglia la città, ai prodotti volatili del riscaldamento di uffici pubblici e abitazioni, ma anche all’inquinamento del territorio legato allo smaltimento abusivo di rifiuti di origine industriale, di rifiuti urbani e di rifiuti speciali troppo spesso bruciati, sia nelle campagne che all’interno della città». «Per impedire i depositi abusivi – continuano Lauria e Gatto – si sta lavorando sia a livello istituzionale che a livello di volontariato, ma per fronteggiare il flusso di traffico dovuto agli  oltre 39 mila veicoli intestati ai cittadini, registrati nel 2014 dall’Aci, e quindi, probabilmente circolanti, ai quali vanno aggiunti migliaia di veicoli provenienti dai comuni dell’hinterland che per tantissime ragioni arrivano quotidianamente ad Aversa, contribuendo con gli scariche ad inquinare l’ambiente, poco o nulla è stato mai fatto dalle precedenti  amministrazioni. Pertanto, ok alle domeniche ecologiche a patto che sia un punto di partenza di un nuovo percorso green della città di Aversa a tutela della salute dei cittadini e non un’esperienza episodica».

Più dura la presa di posizione di Maurizio Pollini (nella foto), vicepresidente della Camera di Commercio e dirigente della Confesercenti, che afferma: «Non si può partorire una decisione del genere senza pensare a servizi a corredo, vietando semplicemente la circolazione delle vetture. In primo luogo i parcheggi. Per non parlare, poi, del trasporto urbano. Si dimenticano, poi, le 20mila attività commerciali presenti in città. La nostra proposta è quella di dare vita ad un coinvolgimento dei due dipartimenti universitari che ospitiamo in città: Ingegneria e Architettura. Oggi abbiamo solo confusione. Il mondo accademico, anche con l’istituzione di una borsa di studio, potrebbe dare una mano a realizzare soluzioni rispondenti ai bisogni reali tenendo conto delle diverse realtà. Socio economiche e non solo ambientali».

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