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Scarichi illegali nella zona industriale di Marcianise: sequestrato il collettore del consorzio Asi

 I carabinieri forestali di Marcianise hanno dato esecuzione al decreto di sequestro preventivo d’urgenza, adottato dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, del collettore del consorzio Asi di Caserta, in località “Pozzo Bianco”. L’impianto riceve lo scarico di acque reflue industriali della ditta Ifis spa e del consorzio orago “Il Tarì” e ha come ricettore finale il corpo idrico superficiale costituito dal canale Saglianico, a sua volta tributario del canale dei Regi Lagni, senza che ciò sia preceduto da alcun trattamento di depurazione e, peraltro, senza autorizzazione.

Si procede, allo stato, nei confronti dei rappresentanti legali del consorzio Asi di Caserta nonché degli amministratori della ditta “Il Tari” e della ditta Ifis, che, secondo gli inquirenti, “immettono le acque reflue degli scarti delle loro produzioni senza alcun trattamento”. “Le indagini – fanno sapere dalla Procura – hanno preso spunto dall’effettuazione di controlli sugli scarichi e le immissioni di acque reflue nel canale dei Regi Lagni presenti nel comune di Marcianise. Tali accertamenti hanno permesso di individuare il collettore fognario del consorzio Asi di Caserta attraverso il quale venivano illecitamente smaltiti, in assenza di autorizzazione e senza alcun trattamento di depurazione, sia i rifiuti liquidi che le acque reflue industriali prodotte dalle ditte “Ifis” e “Il Tari”, integrando cosi il reato di scarico di acque reflue non autorizzato nonché di illecito smaltimento di rifiuti liquidi”.

Inoltre, gli indagati, prosegue la nota della Procura, “cooperando colposamente tra di loro, per negligenza, imprudenza ed imperizia, ed in violazione del principio di precauzione e prevenzione, cagionavano con detta abusiva condotta anche la compromissione ed un deterioramento significativo e misurabile delle acque del canale Saglianico, attraverso il prelievo ed analisi di campioni eseguiti a cura dell’Arpac di Caserta, che vedevano alterati i valori di escherichia coli, di azoto nitroso e di azoto ammoniacale, integrando anche il delitto per colpa di inquinamento ambientale. Agli indagati è stato contestato anche “l’illecito amministrativo per responsabilità amministrativa degli Enti, in dipendenza dei reati descritti in precedenza, per l’ingiusto profitto conseguito nel non chiedere la prevista autorizzazione integrata ambientale per lo scarico aperto abusivamente, cosi non consentendo i controlli, l’apposizione di precauzioni da parte degli enti preposti al controllo ed un risparmio di spesa per Ifis ed Il Tari per lo smaltimento dei reflui industriali”.

Intanto, la presidente del Consorzio Asi, Raffaela Pignetti, dichiara la propria totale estraneità ai fatti contestati, come sarà ampiamente dimostrato nelle sedi competenti. La stessa risulta iscritta nel registro degli indagati esclusivamente nella qualità di rappresentate legale dell’Ente. Il Consorzio Asi, si legge in una nota, “non riveste alcun ruolo nei processi di rilascio di autorizzazioni ambientali, ed equiparabili, attribuite ad altre Amministrazioni statali, né ha competenza sulle attività di controllo in relazione ai detti titoli autorizzativi peraltro rilasciati alle aziende in epoca risalente (anno 2014 e antecedenti), periodo in cui, peraltro, l’attuale presidente Pignetti non era in carica”.

E precisa, inoltre, “che non si tratta di reflui industriali e/o legati ad attività produttive”. “Pur tuttavia – prosegue la nota dell’Asi – l’Ente ha già invocato una necessaria e coordinata azione di promozione della cultura di sviluppo economico ed industriale nei territori insistenti negli agglomerati Asi preoccupandosi in maniera prioritaria della tutela dell’ambiente; ragione per la quale, oltre a ribadire la totale disponibilità del Consorzio a cooperare con gli organi inquirenti, l’Ente ha già provveduto, nei limiti delle proprie prerogative, a richiedere ai Comuni delle principali aree industriali, Regione Campania – proprietaria delle infrastrutture interessate -, Arpac, Provincia, Asl, Ente idrico campano e Consorzio generale di Bonifica del Bacino Inferiore del Volturno, di procedere ad una puntuale verifica di tutti i titoli autorizzativi rilasciati agli opifici insistenti in territorio Asi”. Il presidente Pignetti ed il consorzio Asi sono assistiti dagli avvocati Lucio Crirì e Marcello Fattore.

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