Teatro Alambra, l’opposizione: “Lo acquisisca il Comune”

di Redazione

 MADDALONI. Il cine teatro Alambra potrebbe diventare di proprietà del comune. E’ la proposta dei consiglieri comunali Aldo Tagliafierro, Pino Magliocca, Salvatore Tramontano, Sergio Ventrone, Franco D’Angelo e Vinciguerra Vincenzo.

I consiglieri infatti hanno chiesto la convocazione straordinaria di un consiglio comunale per la rivisitazione del pregresso risarcimento che la Cementir deve alla città. In sintesi la proposta è questa: la Cementir acquisterebbe l’immobile di proprietà della famiglia Barletta, per poi girarlo al Comune a parziale compensazione di quanto non ha mai corrisposto negli anni. Tributi comunali compresi. “Potrebbe essere un’ azione importante – tengono a precisare i consiglieri firmatari della proposta – che garantirebbe all’ente comunale un immobile di un certo pregio, in pieno centro storico. Ma oltre all’immobile la cosa che interessa maggiormente è riprendere l’attività teatrale in città. Ritornerebbe così quella che il Prof. Pietro Vuolo ha definito la voce della cultura cittadina”. La politica, ma non quella della maggioranza, da quando si è paventata l’ipotesi di allocare nella storica struttura un centro commerciale, si è data da fare. Alla proposta di legge del consigliere regionale dell’Idv, Eduardo Giordano, è seguita la sottoscrizione cittadina per la creazione di una fondazione dell’ex consigliere comunale Mario Barbato.

Ma non è finita qui, considerato il tentativo che lo stesso Giordano farà in sede di finanziaria regionale per recuperare già un primo contributo. L’emendamento al bilancio regionale è già stato preparato ed è stato proprio il consigliere Giordano ad annunciarlo. “Ci stiamo attivando su più fronti – fanno sapere i consiglieri – ma è la convinzione di dare alla città il Teatro Alambra che ci fa andare avanti. Contiamo di presentarci alla proprietà con progetti concreti. Adesso però anche il sindaco Cerreto deve uscire allo scoperto e dire la sua”.

“Non è di alberi di Natale che la città ha bisogno, ma di ben altro. La Cementir – continua il comunicato stampa – deve dimostrare di essere vicino alla città in questo particolare momento”. Nel documento presentato viene anche ricordato che la Cementir ha chiuso il bilancio del 2010 con un utile di tutto rispetto. Potrebbe permettersi l’acquisto del teatro Alambra ed altro ancora. Alla luce della prosecuzione dell’attività per altri otto anni, il gruppo che fa capo alla famiglia Caltagirone non può più tirarsi indietro. Soprattutto se è la politica a chiedere. “In passato – ricorda la nota – il presidente dello stabilimento, Riccardo Nicolini, ha parlato di convenzioni con l’amministrazione comunale, di realizzazioni di boschi e di opere pubbliche, di anticipazioni di oneri dovuti e di risanamento del debito comunale. Sarebbe il caso che la dirigenza della Cementir si presentasse in Consiglio e confermasse punto per punto quello che ha dichiarato prima dell’autorizzazione all’ampliamento e non si limitasse ai contentini”.

Quindi niente impegni sulla carta, ma fatti. Tra questi ecco spuntare la formula che trasformerebbe il teatro Alambra in teatro comunale. “Oggi la priorità si chiama Teatro Alambra. Servono soldi – dicono i consiglieri di minoranza – perché diventi patrimonio della città. Una città in crisi, con un bilancio comunale sempre in rosso e con la cultura che finalmente ritornata all’attenzione della discussione pubblica per mezzo dell’Alambra”.

Più di uno è disposto a mettere la mano sul fuoco che il sindaco e la sua maggioranza non approveranno mai la proposta. Sembra che gli accordi con la Cementir già siano stati chiusi. Certamente quello che sostengono i consiglieri pro teatro Alambra è destinato a creare un nuovo confronto in consiglio comunale e forse anche una polemica. Il teatro Alambra comunale e il teatro Alambra megastore spaccherà ancora di più la città.

I consiglieri comunali

Aldo Tagliafierro

Pino Magliocca

Salvatore Tramontano

Sergio Ventrone

Franco D’ Angelo

Vinciguerra Vincenzo
Scrivici su Whatsapp
Benvenuto in Pupia. Come possiamo aiutarti?
Whatsapp
Redazione
Condividi con un amico