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Il Comune parte civile nel processo sull'affaire rifiuti in Campania
di Antonio Taglialatela del 5/09/2007 in Comune - Letto 1663 volte Commenti: 7

il sindaco Nicola PaganoTRENTOLA DUCENTA. Il Comune di Trentola Ducenta si costituirà parte civile nei procedimenti giudiziari sulla vicenda rifiuti in Campania che vede tra gli indagati il presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino, e i vertici dell’Impregilo, affidataria dell’appalto per lo smaltimento dei rifiuti fino al gennaio 2006.

Ad annunciarlo il sindaco Nicola Pagano che intende rappresentare, in sede processuale, le istanze dei suoi concittadini e del suo territorio, danneggiati dal famoso sito di ecoballe presente nel vicino territorio di Villa Literno. “Sono inestimabili i danni procurati all’ambiente e alla salute dei cittadini in tutti questi anni ed è ora che qualcuno paghi per la gestione finora operata in tema di rifiuti”, commenta il primo cittadino, esponente dell’Udeur.

Antonio BassolinoTruffa aggravata e continuata ai danni dello Stato e frode in pubbliche forniture sono i reati ipotizzati dalla Procura della Repubblica di Napoli nell’ambito delle richieste di rinvio a giudizio per i 29 indagati sulla gestione dell’emergenza rifiuti in Campania. Tra questi, come dicevamo, il governatore Bassolino, commissario straordinario di governo per l’emergenza rifiuti in Campania dal maggio 2000 al febbraio 2004, e Piergiorgio Romiti e Paolo Romiti, dirigenti della Impregilo, nonché l’ex vicecommissario Raffaele Vanoli, l’ex sub commissario Giulio Facchi, tecnici del commissariato di governo come Giuseppe Sorace e Claudio De Biasio, gli amministratori delegati di Fibe, Armando Cattaneo, e Fisia, Roberto Ferraris. Le richieste dei pm napoletani Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo, coordinati dal procuratore Camillo Trapuzzano, sono state depositate lo scorso 31 luglio, dieci mesi dopo le notifiche delle conclusioni delle indagini preliminari (che risalgono all’8 settembre del 2006). A conferma dell’impianto accusatorio della Procura il rigetto, da parte del tribunale del Riesame, del ricorso sull’ordinanza del gip Rosanna Saraceno che ha disposto il sequestro di 750 milioni di euro del patrimonio del gruppo Impregilo e delle controllate Fibe, Fibe Campania e Fisia Italimpianti.

immagine aerea del sito di ecoballe di Villa LiternoDovevano produrre energia le famigerate ecoballe, e invece sono diventate delle bombe ecologiche che valgono tanto oro quanto pesano, 200 milioni di euro l’incasso annuo previsto per il loro smaltimento. Peccato che quei pacchi di immondizia non potranno mai essere bruciati, nemmeno nell’arco di centinaia di anni in quanto quei rifiuti non sono stati divisi prima di essere compattati e il trattamento con l’inceneritore è ammesso previa inertizzazione, cioè separazione da tutto ciò che non è umido e produce sostanze tossiche, come la diossina. Ma quelle ecoballe contengono di tutto. Per non parlare del territorio. Nel sito di Villa Literno, dove una volta primeggiavano terreni coltivati a pesche, prugne e uva asprigna, i prodotti rinomati della zona, adesso sorgono spaventose “piramidi” sparse su centinaia di migliaia di metri quadrati.

 

 

 

 

 





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#1 
di xxxx il 05/09/2007 (14:44)
meglio tardi che mai.

#2 
di cittadino il 05/09/2007 (15:13)
chi sono i proprietari di quei terreni dati in affitto all'industria della "monnezza"?
chi lucra a scapito della salute dei trentolesi?

#3 
di TRENTOLESE DOC il 05/09/2007 (17:59)
COMUNQUE NON CAPISCO PERCHE SI METTE IN METTE IN MEZZO TRENTOLA

#4 
di ispettore Di ciccio il 05/09/2007 (18:44)
cittadino ti posso dare una risposta sò di ki sono quei terreni. della banda cavallaccio e comp. dopo ke si sono arricchiti con il cosidetto "scamazz dé Percoca" adesso si son dati alla "monnezza"

#5 
di aaa il 05/09/2007 (21:44)
afaccia e u sindaco di villa literno che se fatt?

#6 
di trentolese il 08/09/2007 (15:14)
dite di chi sono i terreni? chi sono queste persone che si arricchiscono?
Diversi anni fa alcune persone di ducenta, il cui nome è già stato citato, diedero in affitto il proprio terreno circa 30 ettari di terreno, a queste società che depositarono le ecoballe. Tutte le ecoballe depositate in questi terreni, probabilmente perchè non a regola, iniziaro a emanare una puzza inaudita: per chi la respirava iniziava a bruciare la gola e a sentire un certo senso di nausea. A causa di questo disagio tutti i confinanti di quei terreni si trovarono COSTRETTI a cedere i propri terreni perchè per un contadino continuare a lavorare in quelle condizioni significa morire. In questo modo, chi di dovere, si è assicurato che tutti i proprietari terrieri della zona cedessero i propri possedimenti. A questo punto le persone più ignoranti diranno ma perchè cedere i propri terreni e non lasciarli stare così senza andarci a lavorare? semplice perchè l'agricoltore trova il suo UNICO mezzo di sostentamento nei frutti che riesce a coltivare col sudore della propria fronte e non può contare su altre entrate di natura economica: lasciare quei terreni significa rinunciare agli unici soldi che entrano in casa. Ecco allora che entra in gioco il fattore economico. Ci può essere chi dice: "si, sono stati costretti ma anche loro si prendono la propria fetta di pagnotta". Nulla è più lontano dalla verità.
Quando un contadino cede in affitto il proprio terreno stipula un contratto di affitto con la società (una delle tante) che gestisce questi depositi. La società si impegna a pagare un affito a mq all'anno, ogni tre anni, e solo il primo anno paga una tantum per la distruzione del frutteto che si trova sul terreno. L'affitto del terreno fa aumentare vertiginosamente il reddito del contadino che il primo anno si trova a pagarne buona parte in tasse. Si parte da un aliquota del 23% ad aumentare, come sa bene chi fa il commercialista. In totale l'affitto lordo dato al contadino è molto inferiore al prezzo del terreno stesso. A questo punto sul terreno viene fatto un solaio di cemento con uno spessore di circa un metro. Per chi si sorprende di questa cosa può asta pensare al peso che deve sostenere per ogni mq. In circa dieci giorni il terreno viene completamente ricoperto da ecoballe.
Passano tre anni e il contadino aspetta l'affito che gli spetta ma, sfortunatamente per lui, la società non esiste più: fallita, chiusa, scomparsa, sequestrata. Addio affitto. Addio terreno, perchè ricoperto di ecoballe, che anche se liberato resta ricoperto da un metro di spessore di cemento armato la cui rimozione è chissà quanto onerosa, sicuramente di più di quanto ha percepito nell'affitto dei primi tre anni.

In definitiva la sua parte di pagnotta è quella che si è bruciata durante la cottura e che, anche se a malincuore, è costretto a mangiare per non morire di tumore o di fame.

#7 
di trentolese il 08/09/2007 (15:24)
TRENTOLESE DOC non capisci perchè si mette in mezzo trentola? ma la sera respiri con il tuo naso o con un polmone artificiale? non la senti la puzza? magari ti ci sei abituato e non la percepisci più. In aggiunta ti dico che in quella zona ci sono prevalentemente agricoltori di trentola le cui aziende vengono DISTRUTTE. Queste aziende hanno sopportato il dimezzamento dei guadagni e il raddoppio dei costi per colpa dell'euro e del caro benzina. Per chi non lo sapesse i prezzi di frutta e verdura sono gli stessi di quando c'era la lira e, anzi, in alcuni mercati si è parlato di lire, quando si vendeva, per diversi anni dopo l'entrata in vigore dell'euro. Il prezzo al dettaglio è raddoppiato per imposizione dei fruttivendoli ma, come dice Berlusconi, siamo in un mercato libero. Hanno sopportato tutto e quindi è giunto il momento di cacciarli via perchè altrimenti questi non se ne vanno mai.

Bella la nostra Italia. Ci si lamenta che nascono sempre meno aziende ma poi non si fa niente quando si vede che molte vengono distrutte. Magari si fa finta di non vedere.

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