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Bologna: non si vota a marzo. Ma il Pd prepara emendamento

di Denis Sacripanti del 4/02/2010 in Politica - Letto 633 volte

Roberto MaroniBOLOGNA. Le elezioni comunali a Bologna non si terranno a marzo insieme alle regionali. Per il Comune, quindi, dopo le dimissioni del sindaco Delbono, coinvolto nello scandalo “Cinzia Gate”, arriva il commissario dal 18 febbraio.

Si voterà non prima del 2011. Tuttavia, il Parlamento potrebbe modificare la norma e consentire elezioni anticipate in primavera o in autunno. Intanto, un gruppo di parlamentari del Pd, con in testa Salvatore Vassallo, sta lavorando a un emendamento al decreto sugli enti locali che consenta di andare alle urne tra il 15 aprile e il 15 giugno, trovando, come si vocifera, appoggio anche all’interno del centrodestra.

 

Il decreto andrà in aula a fine febbraio: venerdì 19 dovrebbe essere la giornata dedicata alla presentazione degli emendamenti. In caso di approvazione (e a questo punto le possibilità sembrano buone) la Camera dovrebbe approvare il decreto fra il 22 e il 25 febbraio. A quel punto passerà, con una corsia preferenziale, al Senato dove dovrà essere approvato entro il 27 marzo (visto che è stato pubblicato il 26 gennaio). Ma visto che nella settimana prima delle elezioni le Camere saranno chiuse, il sì al decreto dovrebbe arrivare entro il 19 marzo. Se il decreto non troverà ostacoli nella strada per la sua approvazione, l’emendamento Vassallo (sul quale il deputato chiederà il sostegno di tutti i parlamentari bolognesi) consentirà a Bologna di votare fra il 15 aprile e il 15 giugno.

 

“Bologna non andrà al voto il 28 e 29 di marzo perché le dimissioni del sindaco sono avvenute oltre il termine utile”, ha detto il ministro degli Interni Roberto Maroni. “L’intervento del governo con un decreto legge non è possibile - ha spiegato il titolare del Viminale - per ragioni tecniche e giuridiche. Questa decisione è suffragata da un parere importante dell'Avvocatura di stato sulla base anche di precedenti giurisprudenziali della
Cassazione che ritiene che non si possa con un decreto legge intervenire dopo la presentazione delle dimissioni per ridurre i termini. Si è fatto in passato prima, ma non si può fare dopo”.

 

Dura la reazione del segretario del Pd Pier Luigi Bersani: “E' una vergogna vedere lo scarica barile del Governo che non sa decidere a fronte di un sindaco e di un Consiglio comunale che con rapidità ha messo la città in condizione di votare in breve tempo. Serve una data del voto in tempi assolutamente ravvicinati. Il Governo non faccia scarica barile - afferma Bersani - e decida per una data ravvicinata del voto. Ci sono tutte le condizioni per votare presto e il Pd in queste ore assumerà un'iniziativa per una norma che fissi la data”.




 

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