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ORTA DI ATELLA. "Ho avuto modo di leggere attentamente la nota del professore Michele Pisano. Pur rispettando le sue riflessioni, legittime, sulle vicende politiche nazionali e regionali, non posso condividere la sua analisi sugli ultimi dieci anni di politica locale".
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Così il consigliere regionale e commissario provinciale dell'Udeur, Angelo Brancaccio, in risposta alle dichiarazioni rilasciate dall'esponente del Partito Democratico ortese. "Devo ricordare - continua Brancaccio - che lo stesso è stato protagonista e dirigente politico attivo che ha sempre sostenuto e condiviso una filosofia amministrativa che oggi in modo ingeneroso definisce 'un ostacolo alla democrazia, ai partiti e solo fonte di malaffare'. Invita tutti ad essere chiari fino in fondo. Io comincio a farlo ed infatti lo invito ad esser presente alla pubblica conferenza che terrà in data 10 gennaio, in piazza San Salvatore, per analizzare il consuntivo dei 18 mesi dell'amministrazione straordinaria, dell'esito del ricorso al Tar, del documento 'fasullo' dei Commissari consegnato alle forze politiche e degli ultimi dieci anni di amministrazione. Non era e non è nelle mie intenzioni fare pubblicità ad una persona che ha rappresentato e non rappresenta nulla in questo paese sia sotto l'aspetto politico, elettorale e sociale, ma gli attacchi capziosi e velenosi rivolti al sottoscritto e ad una vicenda giudiziaria che mi ha riguardato, con il tentativo di demonizzare la mia persona, mi impongono a dare delle risposte immediate e nette. Non saranno quattro 'professori' a stabilire o decidere arrogantemente in nome del popolo se dovrà esserci discontinuità o chi dovrà essere il prossimo sindaco o consigliere provinciale".
"I cittadini di Orta, - conclude Brancaccio - per mia fortuna e per sfortuna dei quattro professori, sono adeguatamente maturi per comprendere realmente le vicende, l'mpegno, i risultati ed il malaffare nel nostro paese. Risponderò allo stesso modo, nella forma e nella sostanza, a quanti da destra a sinistra, tenteranno di spostare il livello del confronto su attacchi personali o vicende giudiziarie. Non è da intendersi ciò come 'minaccia' ma è una risposta affermativa all'invito rivolto dallo stesso Pisano e cioè ad essere chiari fino in fondo".
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