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Berlusconi presenta libro di Scilipoti: “Non lasceremo l’Italia alla sinistra”

di Redazione del 7/07/2011 in Politica - Letto 2990 volte

Scilipoti e BerlusconiROMA. "Contro di me fango e poteri forti". Così il premier Silvio Berlusconi durante la presentazione, alla Camera, del libro di Domenico Scilipoti dal titolo "Scilipoti re dei peones - perché Berlusconi".

Poi è sceso in difesa dell'ex dipietrista trasmigrato nella sua maggioranza, lodandolo per aver affrontato "la campagna denigratori portata avanti dagli avversari politici". Da parte sua, il deputato siciliano ha sottolineato: "Sono sceso in politica non per abbattere Berlusconi, e quando ho capito che questo era l'unico obiettivo di qualcuno ho fatto altre scelte".

ACCORDO CON LEGA SU MISSIONI. Sugli ultimi dissidi nella coalizione di centrodestra, il premier ha riferito che, con l'accordo tra Pdl e Lega sulle missioni internazionali, è stato superato uno scoglio, sottolineando tuttavia: "Lo sapevo che era tutto ok, non ero preoccupato". L'accordo prevede la riduzione di oltre 2mila militari italiani, su complessivi 10mila, impegnati nelle missioni all'estero.

LODO FININVEST. Sulla cosiddetta norma "salva-Fininvest", poi ritirata dalla manovra, per la quale ieri il ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha invitato i giornalisti "a chiedere a Palazzo Chigi", Berlusconi ha sottolineato: "Fininvest si salva senza bisogno di nessuna norma. Tuttavia, era una norma sacrosanta. Durante una causa ci sono tre gradi, se secondo grado comporta condanna per una parte obbligata a pagare una somma all’altra parte quando invece deve intervenire anche il terzo grado. In pratica, rimandava pagamento di una somma importante in attesa del terzo grado di giudizio, quindi con sentenza passata in giudicato. Purtroppo, in questo paese non può fare niente se vi è il sospetto che possa servire a Berlusconi. Se qualcuno avesse inventato oggi la penicillina, l’avrebbero fermato perché poteva servire anche a me!".

"LEGITTIMATI A GOVERNARE". "Non consegneremo l'Italia a Bersani, Di Pietro e Vendola. Siamo legittimati a governare, siamo al governo, e ci resteremo fino alla fine della legislatura", ha aggiunto, rassicurando sulla tenuta del governo "nonostante - ha detto - i giornali, il fango che ci viene buttato addosso e quanto viene deciso nei salotti dei cosiddetti poteri forti".

"STRUMENTALIZZATI SU TUTTO". Secondo il premier, "l'opposizione strumentalizza la manovra, i referendum e le elezioni amministrative. Non esiste in nessun altro paese europeo che se si perdono le elezioni di medio termine si chiede di andare a votare. Non è accaduto alla signora Merkel, nè a Obama e Sarkozy, e nemmeno a Zapatero nonostante la debacle".

"CULTURA DEL FARE". Berlusconi ha ricordato il "fardello" del debito pubblico che grava sulla libertà d'azione del Governo, ereditato, ha detto il premier, dai decenni passati: "Nello slogan 'Meno stato più società' c'è la convinzione che uno stato con la politica troppo invasiva pesa troppo sulla società, è per questo che continuiamo a lavorare con determinazione ostinata e una cultura del fare che abbiamo appreso dal mondo dell'impresa".

 




 









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