L’evento, promosso dal cantante colombiano Juanes, ha coinvolto ben 14 artisti tra cui Jovanotti, Miguel Bosé, Luis Eduardo Aute e artisti cubani quali Orishas, Los Van Van, Silvio Rodriguez, X Alfonso, Carlos Varela, Amauri Perez, Cucu Diamantes Y Yerba Buena, Danny Rivera, Juan Fernando Velasco, Olga Tanon e Victor Manuel.
Il concerto, trasmesso in diretta tv e online, è stata l’occasione per lanciare un messaggio di pace tra Washington e L’Havana nonché tra tutto il popolo cubano. L’oganizzatore della manifestazione il cantante Juanes, che l’anno scorso aveva organizzato il concerto per attutire la crisi tra Venezuela e Colombia, quest'anno ha scelto Plaza de la Revolucion per sottolineare come lo show sia apolitico in favore della pace e, per tale motivo, ha chiesto ad artisti e pubblico di vestire di bianco. Nono sono mancate le critiche soprattutto da parte dei dissidenti cubani a Miami, dove Juanes risiede, secondo i quali il concerto potrebbe apparire come una manifestazione di appoggio al regime di Castro.
A rappresentare l’Italia è stato Jovanotti che ha intonato due sue grandi successi, ‘Penso positivo’ e ‘L’ombelico del mondo’: “Sono l'unico a parlare un altra lingua su questo palcoscenico ma qui c'è ne solo una: la lingua dello spirito per la pace che noi parliamo qui. E qui stiamo ballando. Balla, soltanto al ritmo tuo”. Il cantante, a conclusione dell’esibizione, ha fatto i complimenti ai musicisti con i quali ho cantato per la prima volta affermando che “è come se avessimo cantato da 20 anni”, e poi ha sottolineato “il rapporto che c’è tra l'Italia e Cuba è speciale, la sua storia, i suoi sogni, i problemi e la gente meravigliosa”.
Dopo Jovanotti sul palco si è esibito Miguel Bosè, grande amico del cantante italiano, che dopo aver cantato vari suoi successi come ‘Te amarè’, ‘Partisano’, ‘Bandido’ e ‘Un muro’, ha affermato che “stiamo diventando realtà un sogno di pace, concordia e una mano distesa al dialogo”.
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