Il bilancio è di almeno 15 morti (10 talebani, 2 agenti di polizia e 3 civili) e 62 feriti (10 militari, 18 agenti di polizia e 35 civili, fra cui donne e bambini).
I miliziani sono riusciti a penetrare all'interno del ministero delle Finanze e da lì hanno aperto il fuoco contro gli edifici vicini, in particolare sull'hotel Serena che ospita molti giornalisti e uomini d'affari stranieri. Presi di mira anche istituti di credito, negozi e uffici istituzionali e sarebbero stati sparati almeno due razzi. Un'autobomba è stata poi fatta esplodere da un kamikaze nei pressi di uno shopping center. E una deflagrazione è stata segnalata anche nell'edificio che ospita la Telecom Afghanistan.
L'ambasciata italiana ha fatto sapere che non risultano nostri connazionali coinvolti. Attorno alle 11 italiane lo stesso presidente Karzai ha annunciato che la situazione era tornata sotto controllo e che tutti i miliziani erano stati neutralizzati dalle forze di sicurezza afghane.
Gli attentati, avvenuti nel giorno della cerimonia di giuramento dei 14 ministri del nuovo governo Karzai, sono stati rivendicati dai talebani attraverso un loro portavoce, Zabihullah Mujahid. Gli stessi talebani, su un loro sito internet, hanno poi annunciato di aver sequestrato domenica due ingegneri cinesi e quattro cittadini afghani nel nord del Paese, a Chehel Gazi, nel distretto di Qaisar. I due lavorano alla costruzione di una strada di comunicazione fra i distretti di Qaisar e Almar.
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