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Il giudice ha quindi accolto le richieste del pm Eugenio Fusco , condannano Brancher, inoltre, anche a 4mila euro di multa. L'udienza si svolge con rito abbreviato (che prevede la riduzione di un terzo delle pene) e riguarda uno dei tanti capitoli dell'inchiesta sulla tentata scalata all'istituto bancario.
L'accusa, per l'ex ministro, quella di aver intascato mazzette dall'ex ad della Popolare di Lodi Gianpiero Fiorani. In particolare la Procura di Milano lo accusa di ricettazione e appropriazione indebita per aver ricevuto 600mila euro in quattro diverse occasioni. Tra i vari accertamenti compiuti in fase istruttoria, gli inquirenti hanno rintracciato, presso la Bp, un conto intestato alla moglie di Brancher (anche lei sotto processo) con un affidamento e una plusvalenza sicura di 420mila euro in due anni.
Nominato ministro il 18 giugno scorso, senza alcuna delega chiara (prima al Federalismo, poi, dopo le proteste della Lega, per la sussidiarietà e il decentramento), il 5 luglio aveva dato le dimissioni dal suo incarico in aula, a seguito delle polemiche causate dal tentativo di avvalersi del legittimo impedimento, a cui però aveva annunciato di voler rinunciare.
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