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Raciti, Speziale condannato a 14 anni

di Angela Oliva del 9/02/2010 in Cronaca - Letto 1123 volte

Filippo RacitiCATANIA. Antonino Speziale, imputato per la morte dell'ispettore Filippo Raciti, durante gli scontri del 2007 a Catania, è stato condannato a 14 anni di reclusione e a cinque anni di interdizione.

"Sono tranquillissimo - ha detto Speziale - perché so di essere innocente. Non non ho fatto niente di male e sono sereno. Del resto mi aspettavo questa sentenza". Con l’accusa di omicidio preterintenzionale per l’uccisione di Filippo Raciti, i pm Angelo Busacca e Silvia Vassallo avevano chiesto 15 anni di reclusione. Il processo per Speziale si è svolto davanti al Tribunale per i Minorenni perché all'epoca dei fatti il giovane aveva 17 anni.

La vicenda risale al 2 febbraio 2007 quando all’esterno dello stadio “Massimino” di Catania, dove era in programma il derby Catania-Palermo, ci furono dei violenti scontri tra ultras e polizia.

Secondo la ricostruzione dei pm, Speziale, allora 17enne, avrebbe partecipato al lancio del sottolavello di metallo, che avevano divelto dai bagni dello stadio, contro i poliziotti. L’oggetto avrebbe colpito in pieno l’ispettore Raciti provocandogli lesioni interne tali da determinare l’emorragia che lo ha portato ala morte. I pm Busacca e Vassallo hanno parlato di una “qualità, precisione e completezza degli indizi a carico di Speziale e una idonea capacità offensiva del sottolavello”, sottolineando che nel lasso di tempo che non è stato ripreso dalle telecamere a circuito chiuso dello stadio non può essere successo altro se non che l’ispettore Raciti fosse colpito dal sottolavello mentre chiudeva un’anta del cancello d’ingresso allo stadio. Ricostruzione impossibile, invece, per i Ris dei carabinieri che hanno avvalorato l’ipotesi dello scontro frontale dell’ispettore Raciti con la jeep Discovery della polizia.

Antonino Speziale, accusato dell’omicidio, si è sempre difeso proclamando la propria innocenza: “È normale che l'accusa chieda la condanna, comunque sono convinto della mia innocenza. Adesso sta al giudice decidere e, anche se dovesse andar male, sono tranquillo. Sono convinto della mia innocenza e la ribadirò anche con una condanna sulle spalle”, aveva dichiarato lunedì prima della sentenza.

“Non ci sarà una pena che potrà far tornare mio marito. – ha affermato Marisa Grasso, moglie dell’ispettore Raciti - Voglio giustizia e oggi i Pm hanno ricostruito bene quello che è successo”.

Intanto, martedì, in corte d'assise si è tenuta la requisitoria nei confronti dell'altro imputato, il 21enne Daniele Micale, per il quale sono stati chiesti 11anni di reclusione con la derubricazione del reato da omicidio volontario in omicidio preterintenzionale. Per mercoledì è previsto l'intervento dei legali della difesa.





 

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