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Racket pubblicità: 15 arresti a Casal di Principe

di Redazione del 4/05/2012 in Cronaca - Letto 7727 volte

da sin. Emanuele, Ivanhoe e Francesco SchiavoneCASERTA. Un gruppo di “giovani emergenti della camorra”, al soldo dei due figli del boss Francesco Schiavone, detto “Sandokan”, che gestiva il racket della pubblicità a Casal di Principe e comuni limitrofi.

Con l’accusa di associazione di tipo mafioso ed estorsione aggravata dal metodo mafioso, i carabinieri della compagnia di Casal di Principe, agli ordini del capitano Andrea Corinaldesi, hanno arrestato, su disposizione della procura antimafia di Napoli, 15 ventenni del posto, ritenuti affiliati alla fazione Schiavone del clan dei casalesi, che avevano imposto ai commercianti la sottoscrizione di contratti di acquisto di materiale pubblicitario, come calendari, penne portachiavi ed altri gadget, in occasione delle ultime festività natalizie del 2011.

 

Tra gli arrestati Emanuele Felice, il più giovane dei figli di Schiavone, già detenuto per una rapina commessa recentemente, e di Ivanoe, l'ultimo libero dei figli del boss, e del nipote Francesco Schiavone, figlio di Walter, cugino di “Sandokan” e noto per essere il proprietario della villa in stile “Scarface”. Gli altri sono: Gianluca Cirillo, Saverio Cirillo, Saverio Affinito, Gennaro Cosimo, Mario Della Corte, Massimo Dell'Aversana, Bernardo Diana, Gaetano Diana, Ortensio Pezzella, Antonio Salzillo, Giuseppe Vassallo, Antonio Zippo junior.

 

Nicola Schiavone e un'angolo del salotto della villaNella stessa mattinata del 4 maggio, il Gico della Guardia di Finanza, in collaborazione con il Genio militare, ha sgomberato, a Casal di Principe, la villa confiscata nei mesi scorsi a Nicola Schiavone, figlio maggiore di "Sandokan".  Le suppellettili della villa potranno essere messe all'asta o utilizzate in edifici destinati ad attività sociali. La villa vale un milione e duecentomila euro, di cui oltre 300mila solo di arredi. L'immobile, di due piani per circa 300 metri quadrati, era classificato come abitazione popolare mentre di fatto è un alloggio di lusso, con tre camere da letto, cinque bagni, impianti di climatizzazione in ogni ambiente e due grandi cancelli elettrici agli accessi carrabili, oltre ad arredamenti di lusso e di noti marchi, così come le rifiniture di pregio.

 

I mobili e gli arredi della villa sono stati trasportati nel deposito di una ditta di traslochi il cui nome é mantenuto segreto per motivi di sicurezza. Le operazioni sono coordinate dai pm della Dda, Antonello Ardituro e Marco Del Gaudio.

 

Nella foto, da sin. i fratelli Emanuele e Ivanoe Schiavone e il cugino Francesco Schiavone. A lato: Nicola Schiavone e un'angolo del salotto della villa sgomberata

 

 

 

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