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Rifiuti, siamo vicini alla strage (Video di La7)

di Nicola Rosselli del 18/12/2007 in Ambiente - Letto 6242 volte Commenti: 4

rifiuti in stradaCASERTA. La situazione ambientale del nostro territorio ha ormai superato anche la soglia del presunto pericolo. Siamo, ormai, alla possibile strage. video

Nei documenti ufficiali, come già evidenziato in un mio articolo dello scorso mese di ottobre, pubblicato su “Il Mattino” e su Pupia, si evidenziava il fenomeno noto già nei documenti ufficiali sia della Regione Campania che dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Ora è la volta del Piano presentato dal commissariato di governo con il prefetto Pansa. A diffonderlo l’esponente dei Comunisti Italiani di Aversa, Luca De Rosa, che, seppure tra numerose difficoltà, lo ha scaricato dal sito del commissariato. La situazione è impressionante e quello che è più assurdo è che la stessa è nota a tutti. Siamo letteralmente seduti su una bomba che sta minando tutti noi senza che nessuno reagisca. Il silenzio è una cappa pesante, una lastra di marmo, una lapide sulla nostra tomba. Il primo istinto, dopo aver letto quanto scaricato da De Rosa e che riportiamo di seguito insieme alla cartina, è quello di raccogliere i nostri quattro stracci ed i familiari più cari e scappare. Poi sopravviene la rabbia. Vogliamo difendere la nostra terra, la nostra storia. Qualcosa si sta muovendo. Agli articoli sporadici de “L’Epresso” dei mesi scorsi è seguita una prima trasmissione televisiva nazionale, l’altra sera su “La 7”, dove il presidente della Provincia di Caserta, Sandro De Franciscis, è stato ospite al programma “Exit” condotto da Ilaria D’Amico. Ma una mobilitazione seria fino ad oggi non c’è mai stata. A questo punto non servono nemmeno più le petizioni. Si deve passare all’azione. Ben venga la riunione indetta dal sindaco di Aversa, Domenico Ciaramella, con tutti i sindaci della provincia di Caserta. Ma a questo punto deve esserci la chiusura della Provincia di Caserta. Si deve bloccare tutto, per scongiurare il pericolo concreto di vedere il nostro territorio trasformato in un grande cimitero. Il problema dei rifiuti è reale, ma quello dei depositi di scorie adottive, della diossina è più serio. La parola d’ordine non può che essere MOBILITAZIONE.


La puntata di "Exit" (La7) 


STRALCIO DEL PIANO DEL COMMISSARIATO DI GOVERNO (inviato da Luca De Rosa)

Proprio la gravità assunta dalla questione rifiuti in regione Campania ha determinato nel mondo medico – scientifico un particolare interesse verso questo territorio e le relative implicazioni sanitarie. Diversi studi, infatti, confermano la presenza di rischi elevati di mortalità per varie cause e malformazioni congenite laddove maggiore è l’intensità di esposizione a processi legati allo smaltimento dei rifiuti. Già nel 2004 un primo studio epidemiologico sulla mortalità in tre comuni della Campania (segnalati come contenenti numerosi siti di smaltimento dei rifiuti) ha evidenziato un eccesso di rischio rispetto al resto della regione, per alcune patologie tumorali. Inoltre un reportage di Lancet Oncology, pubblicato nello stesso periodo, ha circoscritto un rischio per la salute in una zona denominata il “triangolo della morte”. In seguito a questi “allarmi”, il Dipartimento di Protezione Civile ha commissionato uno studio all’Organizzazione Mondiale per la Sanità sull’impatto sanitario dei rifiuti nei Comuni delle Province di Napoli e Caserta. Tale lavoro (nella sua fase preliminare, indicata come “Studio Pilota”) ha evidenziato numerosi eccessi di rischio in comuni compresi in una determinata area, al confine tra le due province ed in alcuni comuni del litorale vesuviano. Il grande interesse sulla problematica ha visto il proliferare di tutta una serie di approfondimenti e pubblicazioni scientifiche che consolidano la nozione di una anomalia nello stato di salute della popolazione residente nei comuni dell’area Nord-Est della provincia di Napoli e Sud-Ovest della provincia di Caserta.

Questo territorio, del resto, è anche quello maggiormente interessato da pratiche illegali di smaltimento ed incenerimento (con liberazione di diossina) di rifiuti solidi urbani e pericolosi. Su tale aspetto si è concentrata la seconda fase del lavoro commissionato dal Dipartimento di Protezione Civile. Infatti, sempre con riferimento alle province di Napoli e Caserta, è stato predisposto uno studio avente come scopo quello di misurare la correlazione tra il rischio ambientale da rifiuti, mortalità e malformazioni congenite. In tale attività sono stati analizzati i dati di mortalità per tutte le cause, tutti i tumori, (separatamente per uomini e donne, relativamente al periodo 1994-2001) ed i dati di registrazione di malformazioni congenite (nati maschi e femmine combinati, nel periodo 1996-2002), nei 196 comuni delle due province. Attraverso l’utilizzo di modelli di regressione multipla, si è provveduto ad analizzare la correlazione tra gli esiti sanitari ed un indice di pressione ambientale derivante dalla presenza dei rifiuti. Tale indice, suddiviso in cinque gruppi di crescente intensità di esposizione, ha combinato tutte le informazioni disponibili sui siti di smaltimento dei rifiuti (legali e non) in un valore in grado di esprimere la pressione sulla popolazione esistente, in funzione della numerosità, estensione e pericolosità dei siti di smaltimento. L’analisi di correlazione ha tenuto conto di alcune variabili sociali ed economiche a causa del loro possibile ruolo come fattori di confondimento.

Lo studio ha evidenziato quanto segue: Sono state rilevate numerose associazioni positive e statisticamente significative (cioè non imputabili al caso) fra salute e rifiuti. Trend di rischio in aumento al passaggio da una delle cinque classi di rischio a quella superiore sono stati osservati per: mortalità generale (aumento medio del 2% per ogni classe, uomini e donne), tutti i tumori (1%, uomini e donne), tumore del polmone (2% uomini), tumore del fegato (4% uomini, 7% donne), tumore dello stomaco (5% uomini); malformazioni congenite del sistema nervoso (trend 8%) e dell’apparato uro-genitale (14%). Per le altre cause non sono stati osservati trend positivi significativi. I trend osservati si traducono in differenze marcate di rischio se si confrontano i comuni più a rischio con quelli poco o non esposti: ad esempio la mortalità generale nei primi è 9% in eccesso rispetto ai secondi per gli uomini e 12% per le donne”.

In relazione alle classi di rischio cui si fa riferimento nello studio, è opportuno specificare che quella corrispondente al rischio minimo (e quindi utilizzata come riferimento per le analisi) ingloba circa un centinaio di comuni (dei 196 complessivi), mentre il gruppo di comuni a maggior rischio (classe V) è costituito ai comuni di Acerra, Aversa, Bacoli, Caivano, Castel Volturno, Giugliano in Campania, Marcianise e Villa Literno. Ulteriori tre gruppi sono caratterizzati da situazioni di rischio intermedie. Appare indiscutibile come nei territori oggetto dell’analisi le diverse vie di contaminazione riconducibili al ciclo di smaltimento di rifiuti diano un contributo alla compromissione ambientale riconosciuto, seppure di difficile quantificazione. Tuttavia i fenomeni osservati suggeriscono che la correlazione valutata rispecchi reali effetti sanitari legati alla compromissione di numerose componenti ambientali (aria, acqua, suolo) e di prodotti agro – alimentari provenienti dal territorio “contaminato”. Occorre sottolineare che lo studio sopra riportato presenta alcune limitazioni in termini di completezza, accuratezza e risoluzione spaziale dei dati. Tuttavia appare più che evidente come l’esposizione legata alla presenza dei rifiuti determini una situazione “preoccupante” nei territori e sulla popolazione delle province di Napoli e Caserta, determinando fenomeni di allarmismo e di apprensione collettiva che incidono fortemente sull’accettazione delle scelte operate in fase di programmazione. Ne deriva che, se da un lato appare necessario colmare numerose lacune conoscitive in merito agli effetti ed all’impatto sanitario, è d’altra parte urgente attivare e rafforzare misure di contenimento delle esposizioni, attraverso politiche integrate della gestione dei rifiuti.


Mappa del rapporto ambientale






 


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#1 
di giovaneForzaItalia il 19/12/2007 (12:41)
CHE SCHIFO!!!

#2 
di giovi il 20/12/2007 (15:12)
si salvi ....chi può!!!

#3 
di Ugo Persice Pisanti il 28/12/2007 (12:56)
VISTO CHE

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
GIORGIO NAPOLITANO

TRA POCO SARA' A NAPOLI
A VILLA ROSBERY

PER UN PERIODO DI VACANZA

PROPONGO

DI UTILIZZARE OGNI MEZZO POSSIBILE ED IMMAGINABILE
PER RECARCI IN MASSA A POSILLIPO
PER PORTARE DIRETTAMENTE AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

LE FIRME RACCOLTE PER LA PETIZIONE ANTI TUMORI

PER FAR SENTIRE DIRETTAMENTE DALLA VOCE DEI CITTADINI L'ESASPERAZIONE PER UNA SITUAZIONE NON PIU' SOPPORTABILE

PER CHIEDERE DI INTERVENIRE SUL GOVERNO PER RISOLVERE UNA VOLTA E PER TUTTE LA SITUAZIONE

(NON FOSS'ALTRO PER CHIEDERE A PRODI DI VALUTARE, UNA VOLTA E PER TUTTE, L'OPPORTUNITA' DI CONTINUARE AD AVERE UN COMMISSARIO STRAORDINARIO, CON POTERI PLENIPOTENZIARI, CHE PER FAR APRIRE UN SITO DI STOCCAGGIO CHIEDE AL COMUNE IL CERTIFICATO DELL'ARPAC, LA VERIFICA ISPETTIVA DELL'ASL E IL RILASCIO DELLA CONSEGUENTE AUTORIZZAZIONE. UNA FOLLIA GIURIDICA!).

QUINDI, A TAL PROPOSITO, CHIEDO

INVECE DI CONTINUARE A FARE LE SOLITE CHIACCHIERE:

AI PARLAMENTARI ELETTI NELLA NOSTRA ZONA
DI FARSI PROMOTORI PRESSO LA SEGRETERIA GENERALE DELLA PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA DELLA NECESSARIA RICHIESTA UFFICIALE D'INCONTRO CON IL PRESIDENTE (PRECISANDO GARBATAMENTE CHE IN CASI D'EMERGENZA NON C'E' VACANZA CHE TENGA);

AL SINDACO DI AVERSA ED AI SINDACI DELL'AGRO DI METTERSI ALLA TESTA DEL CORTEO CON LA FASCIA TRICOLORE LISTATA A LUTTO E CON I GONFALONI DI TUTTI I PAESI DELL'AGRO

AI GIORNALISTI COLLEGHI LOCALI DI DIFFONDERE SUI MEZZI DI COMUNICAZIONE LOCALI E NAZIONALI LA NOTIZIA IN QUESTIONE

A TUTTI I COMMENTATORI DI PUPIA DI ORGANIZZARSI CON AUTO, TRENI, BUS PER PORTARE IL MAGGIOR NUMERO POSSIBILE DI PERSONE A POSILLIPO

A TUTTI I CITTADINI DI AVERSA E DELL'AGRO AVERSANO DI ORGANIZZARSI CON AUTO, TRENI, BUS PER RECARSI IN GRAN NUMERO A POSILLIPO

ALLE ASSOCIAZIONI, CIRCOLI, SINGOLI CITTADINI CHE HANNO RACCOLTO LE FIRME PER LA PETIZIONE DI PREPARARSI A CONSEGNARLE (PRESSO UN LUOGO ANCORA DA STABILIRE)

AGLI ORGANIZZATORI DELLE MANIFESTAZIONI DI MERCOLEDI' E GIOVEDI' DI FARSI PROMOTORI ANCHE DI QUESTA PROTESTA (CIVILE E SENZA NEANCHE L'OMBRA DI QUALSIVOGLIA TIPO DI VIOLENZA)

AGLI AVERSANI CHE GESTISCONO AGENZIE DI VIAGGI, COMPAGNIE DI TRASPORTI O SONO PROPRIETARI DI BUS, PULMINI E QUANT'ALTRO DI METTERLI A DISPOSIZIONE DELL'ORGANIZZAZIONE PER ANDARE A PRENDERE FIN SOTTO CASA GLI EVENTUALI MALTI, ANZIANI O CON DIFFICOLTA' MOTORIE VOLESSE PARTECIPARE ALLA MANIFESTAZIONE

A TUTTI I RAPPRESENTANTI DELLE ASSOCIAZIONI DEI COMMERCIANTI (SCARINGIA, POLLINI, CANDIA)
DI FARSI PROMOTORI VERSO I LORO ISCRITTI, DELLA PROPOSTA DI SERRATA IN CONCOMITANZA DELL'ORARIO DI SVOLGIMENTO DELLA MANIFESTAZIONE

AI RAPPRESENTANTI DELLE ASSOCIAZIONI STUDENTESCHE (DI DESTRA, DI CENTRO E DI SINISTRA) DI ORGANIZZARSI PER PARTECIPARE COMPATTI AL CORTEO

AGLI OPERAI DELLE FABBRICHE (POCHE PER LA VERITA') DI BLOCCARE IL LAVORO NEL PRECISO ISTANTE DELL'INIZIO DELLA MANIFESTAZIONE

AI RAPPRESENTANTI DEI MEDIA LOCALI RADIO TELEVISIVI (TELE CLUB ITALIA DI GLIGLIANO E PRIMA RETE STEREO DI CASERTA DI TRASMETTERE IN DIRETTA LA MANIFESTAZIONE PER FAR SI' CHE ANCHE CHI FOSSE STATO IMPOSSIBILITATO A PARTECIPARE SI SENTISSE PARTE INTEGRANTE DEL CORTEO)

PERCIO' BANDO ALLE CIANCE, DIAMOCI DA FARE, LO RIPETO PER L'ENNESIMA VOLTA IL TEMPO DELLE CHIACCHIERE E' FINITO.

IN ULTIMO LA NOTA PIU' DOLENTE. QUESTA CHE STIAMO VIVENDO E' L'EQUIVALENTE DELL'EMERGENZA CAUSATA DA UNA GUERRA. PER QUANTO ORRORE MI FACCIA: DEVO DIRE CHE IN GUERRA I VIGLIACCHI, I TRADITORI, I COLLABORAZIONISTI VENGONO MESSI AL MURO. ED E' ESATTAMENTE QUELLO CHE DOVREMO FARE.
SOLO CHE AL PIOMBO DELLE PALLOTTOLE SOSTITUIREMO IL PIOMBO DEL PROTO. L'ELENCO DI CHI HA PENSATO BENE DI FOTTERSENE ANCHE QUESTA VOLTA SARA' AFFISSO IN TUTTE LE STRADE. POI SARANNO C...I VOSTRI!



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#4 
di Jo3 il 02/01/2008 (15:13)
Riporto quello che secondo me e' un articolo interessante, scritto sul Corriere della sera il 22 dicembre dell'anno scorso.

http://www.corriere.it/cronache/07_dicembre_22/rifiuti_napoli_690dfb56-b062-11dc-bb54-0003ba99c53b.shtml

[I]
Riuscirà Babbo Natale a raggiungere tutti i bambini facendosi largo con la slitta tra montagne di spazzatura? Ecco il dubbio di tanti piccoli napoletani. I quali, oltre al gran freddo che il buon Gesù ha mandato loro a rendere meno fetida l’aria, avrebbero diritto ad avere in dono un po’ meno di ipocrisia. Cosa ci hanno raccontato, per anni e anni? Che il pattume partenopeo, ammucchiato senza uno straccio di raccolta differenziata così com’è («tale quale», in gergo) non può essere trattato, ripulito, riciclato, trasformato in combustibile e bruciato.

Falso. Succede già. A Venezia. Dove lo stesso tipo di immondizia viene smaltito senza problemi dal più grande impianto europeo di Cdr (Combustibile Derivato dai Rifiuti) che manda in discarica solo il 6% di quello che arriva coi camion e le chiatte. E dov’è l’inceneritore? Dov’è questo mostro orrendo le cui fiamme fanno inorridire i campani che da anni, dipingendosi già avvolti dai fumi neri della morte, si ribellano all’idea di ospitarne qualcuno? A tre chilometri dalle bancarelle del mercato di Marghera. A cinque da Mestre. A otto dal campanile di San Marco. Senza che nessuno, neppure il gruppuscolo ambientalista più duro e puro e amante delle farfalle, abbia mai fatto una manifestazione, un corteo, una marcetta, un cartellone di protesta. Prova provata, se ancora ce ne fosse bisogno, che sotto il Vesuvio sono troppi a giocare sporco.

Pare una clinica, l’impianto in riva alla laguna, ai margini di Marghera. La bolzanina «Ladurner» l’ha costruito (dal primo scavo nel terreno al fissaggio degli interruttori elettrici) in dodici mesi. Contro i millenni necessari, non per l’indolenza delle persone quanto per la rete di veti e ricatti, nella sventurata Campania che, stando ai dati Apat, rappresenta da sola il 43% del territorio italiano inquinato dallo smaltimento scriteriato, o addirittura criminale, della «munnezza». Impianto pulito. Silenzioso. Efficiente. Apparentemente quasi deserto. «Quanti dipendenti? Meno di un centinaio. Al Cdr, su tutto il ciclo, 28 persone», spiega Fiorenzo Garda, dell’azienda altoatesina. Sei in meno di quanti bivaccano al call-center napoletano del Pan (Protezione ambiente e natura) dove, stando al rapporto della commissione parlamentare, ogni centralinista riceve mediamente una telefonata a testa alla settimana.

Ventotto persone che, scivolando tra capannoni, rampe e officine, ricevono ogni giorno i rifiuti urbani di Venezia (comprese Mestre, Marghera, le isole), Chioggia e larga parte della Riviera del Brenta per un totale di 300mila persone. Meglio: per un totale equivalente a una popolazione di 300mila abitanti. La Serenissima è infatti una città speciale per almeno due motivi. Il primo è che, scesa nei decenni a 50mila residenti, accoglie ogni anno quasi 20 milioni di turisti (meglio: 20 milioni di presenze giornaliere, per una media di circa 55mila abitanti supplementari al giorno con punte di 150mila) ai quali è praticamente impossibile imporre la raccolta differenziata. Il secondo è che un conto è portar via la campana della carta e del vetro coi camion in terraferma (dove la «differenziata» sta mediamente al 45%) e un altro con le barche nei canali.

Risultato: le «scoasse» veneziane sono uguali alla «munnezza» napoletana. Con più nero di seppia e meno pummarola, ma uguali. E infatti, caricate sulle barche a da lì trasbordate su enormi chiatte alle spalle della Giudecca, quando arrivano alle banchine di Marghera potrebbero essere perfettamente confuse con quelle che vengono scaricate dai camion nelle fosse dantesche degli impianti partenopei. È lì che i destini si dividono.

I rifiuti campani, in attesa dei termovalorizzatori (quello di Acerra che doveva essere acceso a ottobre, dopo 14 anni dalla prima

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