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Aversa: il vero prodotto locale è il provincialismo
di Ugo Persice Pisanti del 22/07/2007 in Attualità - Letto 6750 volte Commenti: 26

AversaAVERSA. Il provincialismo inteso nella sua accezione negativa, da non confondere con la Patavinitas (la padovanità) di Tito Livio, è la cifra stilistica della nostra città. E’ inutile stracciarsi le vesti, arrampicarsi sugli specchi per negare quest’incontrovertibile verità.

Il provincialismo, ovvero, quella mentalità improntata alla più sfacciata chiusura mentale, corroborata da un’assoluta limitatezza di visione culturale complessiva, ad Aversa ha raggiunto livelli ineguagliabili. Eppure la ristrettezza d’interessi della gente che vive in provincia, quell’ingenua rigidezza di costumi e principi di vita, amplificati sovente da ritardi culturali, ad Aversa non dovrebbe esistere. Non siamo un borgo medievale abbarbicato sui monti, non siamo su di un’isola, non siamo in un deserto, eppure si riscontra una stagnazione sociale ed una grettezza mentale da far paura. Ogni iniziativa è ferocemente criticata. Chiunque osi proporre o realizzare qualcosa di concreto (fosse anche una tombolata) è attaccato con una virulenza spropositata. L’elenco delle manchevolezze cittadine è così lungo e così noto a tutti che ve lo risparmio.

Il fatto di essere praticamente inghiottiti da una metropoli come Napoli invece di aprire le menti sembra aver ulteriormente acuito il senso menefreghista del vivere la propria appartenenza ad una comunità. Potrei raccontarvi nomi, cognomi ed esperienze negative di chi ha voluto sfidare il mare nostrum dell’insipienza locale, ma sarebbe come girare il coltello nelle loro piaghe. Moltissimi stanno ancora pagando le pene del proprio “altruismo sociale”. Tutte queste esperienze sono state caratterizzate da un ostracismo fine a se stesso. Senza alcun costrutto. Senza alcun beneficio per nessuno. Ad Aversa si combatte sempre: tutto e tutti. Sarà forse colpa del patrimonio genetico lasciatoci in eredità dalle gens normanne ma fatto sta che non si può muovere una foglia senza sollevare critiche asperrime. A dispetto del titolo, voglio precisare che la proposta di creare un marchio per i prodotti tipici locali non dovrebbe essere affrontata con le argomentazioni sino ad ora riportate dai mass media nostrani. E’ proprio questo l’aspetto negativo del provincialismo. Se vogliamo uscire dal baratro nel quale siamo caduti bisogna ragionare in un modo completamente diverso.

La proposta in questione può arrecare danni a qualche cittadino aversano? No. Allora va appoggiata.

La proposta porta solo visibilità al proponente e pochi benefici alla città? Si. Non fa niente, va appoggiata lo stesso, perché serve a muovere le acque dello stagno.

La proposta proviene da una sola parte politica? Si. L’altra parte si attivi e, in aggiunta a questa, ne proponga subito altre due.

Questo tipo d’atteggiamento positivo nei confronti degli altri è esattamente quello che in altre città italiane, grandi quasi come Aversa, ha portato soldi nelle tasche dei commercianti, aumento delle entrate fiscali per i comuni, apertura d’infrastrutture industriali, vero benessere ai cittadini. Solo una volta raggiunti gli obiettivi ci si può tranquillamente accapigliare, mai prima. Ripeto, non voglio entrare nel merito della proposta che potrebbe rivelarsi un’enorme cazzata, però, va prima aiutata a crescere e realizzarsi e, poi, eventualmente, combattuta. Chiunque proponga qualcosa per “rianimare il morto” va ascoltato! Nelle sperdute cittadine americane, stracolme di personaggi con l’apertura mentale e l’entusiasmo di un bradipo, sono nate industrie e sviluppati progetti, sovvenzionati dai ricconi locali, che hanno colonizzato l’intero pianeta. Chi ha soldi da spendere, li investa nella propria città o se ne vada a vivere altrove. Investire in borsa, comprarsi le Mercedes, “intorzarsi” di ville con i sette nani nel giardino, forse vi farà sentire ricchi. Ma ricchi di che. E’ una ricchezza basata sul niente. Un tracollo in borsa, una ventata di diossina sui sette nani e “statti bene ricchezza”. La vera ricchezza sta nell’investire negli altri. Nel diversificare gli investimenti, partendo dalla città dove si vive. Industria, commercio, terziario avanzato questo crea ricchezza. Chi è messo in condizione di sviluppare una propria idea, si dia da fare per chiedere aiuto agli altri. Non bisogna chiudersi in una torre d’avorio. Conosco decine d’iniziative, nate da più o meno tempo, che avrebbero tutti i numeri per sviluppare grandi business se fossero dirette da persone con una mentalità più aperta e con degli investitori locali più intelligenti.

In ogni caso, come dicevano i latini:"Spes ultima dea" (La speranza è l'ultima dea), la speranza è l'ultima a morire e ad Aversa solo questo c'è rimasto.






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#1 
di Salvatore di Grazia il 22/07/2007 (08:35)
Bellissimo questo testo, lo condivido in toto, parola per parola, tant'è che ho deciso seduta stante di inserirlo (e l'ho fatto) nella home-page del mio Sito dedicato alla storia e alla cultura di questa masochistica città. Mi ero riproposto di parlare solo dell'arte, della cultura, delle nostre tradizioni (di tutta l'antica Contea), della cucina, ma da quando frequento Pupia ho capito che anche nel mio piccolo, non posso solo ricordare é tiemp bell' é nà vota, ma di avere un occhio anche all'attualità (che in verità è storia vecchia...) in modo che anche i tantissimi "aversani in esilio" sparsi nel mondo e che mi visitano, siano informati anche su spiccioli di attualità cittadina.
La fonte è stata doverosamente citata.

#2 
di Cuorenormanno il 22/07/2007 (08:49)
Finalmente.............
questi sono discorsi seri, questa e' la mentalita' giusta da questi punti bisogna uniformarsi e spingere le nostre risorse.
Appoggio in pieno il senso e la qualità del tema trattato e ne farei tesoro per aprire subito un comitato on-line per il lancio di un Marchio serio di qualità.
Da piccolo imprenditore artigiano e masochista della mia città do piena disponibilità per la realizzazione di progetti seri e costruttivi.
SVEGLIAMOCI TUTTI.....I PROBLEMI SONO TANTISSIMI DA AFFRONTARE E FINALMENTE CI VIENE DATA LA POSSIBILITA' CON QUESTO MAGNIFICO E BEN CURATO PORTALE, CHE RINGRAZIO VIVAMENTE PER IL SERVIZIO CHE CI OFFRONO.

#3 
di Lettore.Pier il 22/07/2007 (08:52)
Quanti sofismi in questo bel testo.
SI sappia tuttavia che "tanti provinciali"(?) non vorrebbero costruire sul marcio. E' questo che danneggia da sempre questa terra e le impedisce di volare alto.Si faccia o almeno si tenti di fare prima pulizia.
Altri menti sarà sempre la stessa storiella

#4 
di Cuorenormanno il 22/07/2007 (09:01)
Per fare pulizia da dove bisogna partire........??????

#5 
di Risposta il 22/07/2007 (09:08)
E facciamo Gli spiritosi(anche se forse c'è poco da ridere): dalla ramazza e dall'onesta

#6 
di DI AVERSA DOC. il 22/07/2007 (10:36)
TOTO' ANZI SCARPETTA IN MISERIA E NOBILTA' NON DICEVA MOZZARELLA, MA PER INDICARE LA GENUINITA' DEL PRODOTTO FACEVA DIRE AL SUO PERSONAGGIO MOZZARELLA D'AVERSA SE BUONA...,COSI' LA NOSTRA POLACCA DEVE ESSERE D'AVERSA E NON VICEVERSA, COSI' COME LO SCARPARIELLO, L'ASPRINIO CON LA SUA ALBERATA ETRUSCA E NON QUELLO ATTUALE CHE VIENE PRODOTTO IN VIGNE BASSE,MA CHE HA PERSO LA SUA GENUINITA'.
PER NON DIMENTICARE LA PIETRA DI S. GIROLAMO, LA MELA ANNURCA,LE POLPETTE DI S. PAOLO,LE NOSTRE SCARPE, I NOSTRI ARTIGIANI DEL CENTRO STORICO. DI QUESTO VA RINGRAZIATO LO STESSO S. DI GRAZIA CON IL SUO SITO E GLI ALTRI CHE NE PARLANO.
UN GIORNO MI TROVAVO PRESSO LA STRADA DIETRO IL COMUNE, QUANDO VIDI ARRIVARE UN SIGNORE DAI MODI DISTINTI CHE ENTRAVA IN UN NEGOZIO DI UNO DEGLI ULTIMI ARTIGIANI DEL CENTRO STORICO PER UN LETTO IN OTTONE, MI DISSERO POI;
QUEL SIGNORE ERA RENZO ARBORE.
QUESTO PER DIRE CHE A VOLTE AVERSA E' PIU' APPREZZATA,CONOSCIUTA NELLE SUE DOC E AMMIRATA DAI NON AVERSANI CHE DAI VERI AVERSANI AUTOCTONI.
MA FOSSE CHE LA FAMOSA LEGGENDA ARCO DELL'ANNUNZIATA SIA
INSITA NEL NOSTRO DNA?CHE TENIAMO DUE FACCE?
A VOI LA PALLA

#7 
di Cuorenormanno il 22/07/2007 (11:03)
Non dimentichiamo il mitico spumone gelato di "PACCA"

#8 
di X CUORENORMANNO il 22/07/2007 (11:59)
LO SPUMONE DI PACCA,FAMOSA GELATERIA DELLA VILLA,CELEBERRIME LA RIVALITA' CON LECCIA DEL SEGGIO,AL PUNTO CHE QUEST'ULTIMO FECE UN CARTELLO IN CUI SI DICEVA CHE PRODUCEVA IL MIGLIOR GELATO DOPO PACCA.
E PERCHE' NON DIMENTICARE LA NOSTRA PIZZERIA ROTUNNO CON I PANZAROTTI ARTIGIANALI E LA PIZZA,SECONDO LA VERA GUIDA DELLE PIZZERIE E' DA CONSIDERARSI LA QUINTA PIZZA IN ITALIA E NEL MONDO;DEL NOSTRO FRAGOLINO'O VINE FRAVULE'ADORATO DAI NAPOLETANI E ORMAI PRODOTTO RARO DA TROVARE NELLE NOSTRE CANTINE DI TUFO;
DA AVERSA DOC

#9 
di attila il 22/07/2007 (12:13)
Un bell'articolo! Peccato che sia pieno di contraddizioni!
Per raggiungere degli obiettivi bisogna prima fare soldi e poi discutere?
I disastri in questa Città sono stati prodotti proprio dalla politica del fare soldi!

Nelle zone agricole residue del territorio cittadino cosa si produce? ... solo precarie recinzioni con strisce di plastica di colore bianco rosso per delimitere le aree già martirizzate da cumuli di immondizia!

Nelle zone dell'Agro i prodotti (agricoli) ricevono acqua dalle falde e dai Regi Lagni che si trovano nelle condizioni che tutti conosciamo!

Ben venga un marchio doc per qualche prodotto ... ma è solo l'etichetta che ci interessa?
Certo che qualcuno possa fare soldi .

Tanti "provinciali" continuano a pensare che le energie andrebbero spese prima per una riqualificazione ambientale.

Si continua a non uscire dalla cappa che ci opprime.

Franza o Spagna purchè si magna!

#10 
di Cuorenormanno il 22/07/2007 (12:49)
Bene questa osservazione storica puo' essere utile per illustrare un opuscoletto con tanto di storia dello spumone aversano....
Altri cenni storici.......???
Alti prodotti o aziende valide......???

#11 
di bartleboom il 22/07/2007 (14:54)
per una volta, bravo pisanti. costruire, costruire, costruire. e non parlo di cemento, case, e roba del genere.

#12 
di complimenti il 23/07/2007 (12:26)
Sig. Pisanti,
mi permetta di farle i miei complimenti...
Finalmente questo blog si arricchisce di un articolo degno di questa parola...e non dei soliti commenti da comunisti inviperiti, volgari e fanatici che purtroppo noi lettori siamo costretti a leggere per la nostra passione webbatica...
è su questo che dobbiamo discutere confrontarci e tirare fuori idee che possano portare sviluppo e crescita per la nostra città...
Mi auguro di rileggerla quanto prima...
Distinti saluti
Un aversano doc

#13 
di Giovanni il 23/07/2007 (15:29)
Buona l'idea, su cui generazioni di aversani hanno a lungo in passato discusso!! Quando furono spesi soldi veri per i primi insediamenti industriali, qualcuno ricordò che il modo migliore per aiutare lo sviluppo di una zona era quello di aiutare le persone che facevano bene certe cose (mozzarella, le scarpe, ecc) a fare meglio quello che già sapevano fare. In sostanza invece di costruire capannoni era più utile favorire la creazione di cooperative di produzione e di smercio dei prodotti locali, creare una scuola professionale per la formazione di addetti all'industria di trasformazione del latte, silos attrezzati per la conservazione dei prodotti nelle fasi di sovrapproduzione, ecc. Ma inaugurare i capannoni rendeva di più sul piano politico. Speriamo bene per il futuro! Auguri.

#14 
di mimmo il 23/07/2007 (15:30)
il comune di aversa è stato escluso dalle citta campane ch e avranno la subdelega per il programma operativo 2007/2013. Strano che una citta che ha confdootto brillantemente il programma urban non venga messa in condizione di far tesoro dell'esperienza accumulata.
Suggerisco al sindaco e agli assessori competenti di far chiarezza sulle cause dell'esclusione.
http://www.ilmattino.it/mattino/view.php?data=20070721&ediz=CASERTA&npag=46&file=3H1.xml&type=STANDARD

#15 
di Criticona. il 23/07/2007 (23:54)
Tra le tante contraddizioni dell'articolo, lascia perplessi il concetto secondo cui si dovrebbe sostenere un'idea, anche se possa essere una "cazzata" (scusate, così si esprime l'autore). In pratica tale idea andrebbe aiutata a crescere e a realizzarsi e poi, eventualmente, combattuta.

Dunque, secondo l'autore, i "non-provinciali" sarebbero una massa di automi senza testa che supportino un qualunque parto balzano, basta che si realizzi o che venga da un "Aversano DOC", e solo in seguito preoccuparsi se quella cosa e' benefica o e' utile.
E se quella cosa si rivelasse deleteria o inutile, dopo aver sprecato risorse ed energie, se ne dovrebbero impiegare delle altre per combatterla.

Geniale. Davvero geniale.

Al dotto (anche se a volte poco originale) estensore del testo vorrei dire che la figura da lui delineata del "non-provinciale" sembra un monumento al vieto meridionale becero o al "colletto bianco" che si affanna ad attivarsi, senza rispetto di regole, degli altrui diritti, del vivere civile, calpestando tutto e tutti e fregandosene delle conseguenze, che non lo riguardano, tanto ha fatto i propri affari e se, nel lungo periodo la comunità ci rimetterà, peggio per i "poveri fessi" [E' attualità: vedi edilizia locale, spazi verdi, commercio straccione e colluso].
Ben venga un di per se innocuo marchio, doc, dop, o come lo si voglia chiamare, ma e' ingenuità credere che questo sia in grado di risolvere problemi che potremmo definire strutturali della società e del territorio, che sono complessi, annosi, con radici secolari, non rimossi per gretto opportunismo [questione meridionale].
Percio' non si spacci per cosa bella e buona, quello che non puo' risultare tale ["C'e' del marcio in Danimarca"]. Appare strano che l'estensore del testo, che sembra essere attento a dietrologie e manipolazioni di vario ordine, non sospetti eventuali interessi di qualche clientela.

Cio' che dispiace e' che tanta gente per bene sia costretta a vivere in un clima di disagio e sopraffazione per la mentalità di gruppi di potere che certamente non operano per fare il bene comune del quale se ne fregano altamente.
Per non parlare poi della eventuale contiguità con le caste e le razze feroci che appestano la zona.

A proposito di provincialismo, andiamo a cercarlo presso i cosiddetti aversani "doc" che guardano con supponenza [in epoca del villaggio globale] coloro che abitano a pochi metri di distanza, nei paesi vicini (ormai senza soluzione di continuità). Scusate se scendo a questi livelli, ma a volte si e' costretti.

Ancora: perche' non si cerca da parte delle Autorità (sic!) di promuovere Aversa per i suoi monumenti (altro che Spoleto!), forse perche' la cosa solletica meno appetiti immediati?
Nel lungo periodo il turismo d'arte puo' essere proficuo per tutti , ma gli amministratori sono affaccendati in altre faccende.

Vi invito ad una sola riflessione: non c'e' ad Aversa una strada dove si possa passeggiare o un parco dove si possano condurre i bambini, a parte l'ex-campo profughi che sta per essere vergognosamente ridimensionato.

#16 
di La Redazione il 24/07/2007 (01:14)
Per il commento n.12 di "complimenti". Caro visitatore, mi dispiace davvero che lei dica che questo blog abbia "un articolo degno di questa parola e non dei soliti commenti da comunisti inviperiti, volgari e fanatici che purtroppo noi lettori siamo costretti a leggere per la nostra passione webbatica". Mi scusi...ma cosa c'entra? Lei confonde gli "articoli" con i "commenti", che sono due cose completamente distinte. Se si riferisce agli articoli, non crediamo che finora ne siano mancati di validi, anzi. Per i commenti...quelli li scrivete voi lettori...e comunque non riteniamo sia giusto generalizzare anche su di questi, poichè ogni giorno ci sono tantissimi commenti interessanti. Un saluto

#17 
di x la redazione il 24/07/2007 (01:23)
concordo e ...vi prego...continuate con le vostre inchieste interessanti,tipo quelle di via fuori le mura,credo che io,come tanti aversani,ignoravamoquesta situazione prima di conoscere pupia,e questa è la vera informazione!
grazie grazie grazie

#18 
di Cric ....Cric il 24/07/2007 (08:11)
Complimenti 12....(anzi 1000),16, per l' apertura mentale ed il solito "doc" "doc". Vi auguro che i commenti siano sempre allineati (estimatori di VEline? a già il calcio è nelle vostre corde).
Allineamoci nei commenti e non disturbiamo. E...poi i provinciali ...mai come certi signoei che si rispondono e si attribuiscono voti
.

#19 
di dragon il 24/07/2007 (12:09)
Non credo sia solo provincialismo. Il fatto di dover a tutti costi criticare qualsiasi iniziativa, è purtroppo un modo di fare del tutto italiano. Basti pensare alla nostra politica nazionale, dove qualsiasi proposta diventa una lotta continua tra chi la contesta di più, per poi sprecare 5 anni di legislatura (quando va bene...) ad abrogare leggi che anche se ritenute valide, vanno abrogate solo perchè fatte da governi precendenti di bandiera opposta. E tutto questo come non può accadere in un piccolo centro come Aversa? Per il resto sono d'accordo, c'è bisogno di collaborazione, di iniziative, di poposte. C'è sostanzialmente bisogno di "MUOVERSI", perchè se non lo si fa, sprofonderemo sempre più nel malessere e quindi in un degrado che difficilmente potrà essere risanato.

#20 
di x LA REDAZIONE il 24/07/2007 (14:00)
LA MIA NON VOLEVA ESSERE UNA OFFESA AL VOSTRO LAVORO...(SIETE MOLTO PERMALOSI !!!)...ANZI, IL MIO VOLEVA ESSERE SOLO UN'UTILE SUGGERIMENTO...CREDO MI SIA ABBASTANZA CHIARA LA DIFFERENZA TRA ARTICOLI E COMMENTI (GRAZIE PER LA LEZIONCINA) ED E' PROPRIO PER QUESTO CHE MI SONO PERMESSO DI CONSIGLIARVI DI DARE MAGGIORE SPAZIO AGLI ARTICOLI ANZICHE' AGLI INNUMEREVOLI ED INUTILI COMMENTI CHE LEGGIAMO (A VOLTE ANCHE MOLTO VOLGARI)...CREDO, FORSE SBAGLIANDO, CHE MOLTI LEGGONO PER INFORMARSI E LASCIARE TRACCIA DI UN PROPRIO PENSIERO, SENZA DOVER NECESSARIAMENTE FILTRARE LE OFFESE DAI MESSAGGI CHE ARRIVANO DALL'ARTICOLO...NE GUADAGNERESTE ANCHE VOI CHE SIETE COSTRETTI TUTTA LA GIORNATA A CENSURARE DIVERSI MESSAGGI...(CON QUALE CRITERIO POI...???)
BUON LAVORO...
aVERSANO COMM. N°12

#21 
di Gigi D`Errico il 25/07/2007 (15:13)
Io non ho mai creduto nella differenza tra provinciali e non provinciali. Saro` scemo, ma non ci credo.
Credo piuttosto nel fatto che se Aversa viva oggi una fase di imbarbarimento cio` sia dovuto essenzialmente ad una mancanza - ahime` - pressoche` totale di stimoli mentali, che nel corso degli anni ha conosciuto una crescita esponenziale.
Di chi la colpa? Non lo so... ma so che la mia citta` ad un certo punto ha deciso di dirigere i propri investimenti verso le costruzioni e non verso la cultura.
E` stata una scelta. Non so se giusta o sbagliata, ma voi mi insegnate che poi "ogni azione comporta una reazione uguale e contraria".
Vi chiederete cosa c`entra. C`entra.
Ragioniamo al contrario.
Chiudiamo per un attimo gli occhi ed immaginiamo cosa fosse accaduto se la nostra citta` avesse capito che l`arte e la cultura sono le chiavi che aprono tutte le porte (e il fatto che la citta` di Cimarosa questo non l`abbia capito e` una cosa non grave, ma gravissima)... e avesse deciso di investire in cultura.
Le conclusioni, vedrete, verranno da sole.

E` vero e concordo pienamente con l`autore del testo. Altre citta` come la nostra hanno sviluppato e consolidato business piu` credibili. Ma da dove sono partite? E` nata prima la gallina o l`uovo? La mia domanda e` sempre questa...
Io mi sono trovato a Parma nel periodo delle celebrazioni Verdiane. Tutto parlava di Giuseppe Verdi.
Perugia? Patria dell`Umbria Jazz e di una mostra/fiera sul cioccolato inventata da un architetto che cercava solo di fare qualche soldo perche` non aveva nemmeno gli occhi per piangere (e questo me lo ha detto lui in persona).
Parma e Perugia non sono piu` belle di Aversa, chi dice il contrario vuol dire che non c`e` mai stato!
Vogliamo parlare di un posto piu` brutto di Aversa? Va bene... Giffoni. Chi sa dove si trova Giffoni? Io non lo so di preciso, pero` una ventina di anni fa a Salerno, nella sede dell`agenzia che mi rappresentava per quell`area, conobbi questi due amici che avevano una visione...un festival del cinema per ragazzi. Molti gli ridevano dietro, loro oggi sono ad Hollywood e molti non ridono piu`.
Molti ridevano anche dietro a me, venti anni fa.
Perche` non avevo semplicemente un`idea, ma una visione che maturava giorno dopo giorno.
Venti anni fa di notte venivo svegliato dalle bombe che venivano messe sotto i negozi al Seggio. Ve le siete dimenticate? Gli spari, gli incendi... ve li siete dimenticati? In questo humus, le idee non possono nascere e quando il miracolo avviene nascono gia` morte.
Quando ero ragazzo decisi che non avrei vissuto ad Aversa.
A quarant`anni non ci vivo piu` ormai da tempo. Ora non vivo piu` neanche in Italia.
Sono stato ad Aversa per tre anni tra il 2002 e il 2005 e purtroppo ho riscontrato in pieno quel che dice il nostro autore: non c`e` nessuna volonta` di investire nel proprio territorio, da parte di nessuno.
L`ho capito e me ne sono andato di nuovo, perche` cominciavo ad avere delle idee che pero` rischiavano di nascere gia` morte.
Mi e` dispiaciuto molto... ma in questo contesto lavorare e` praticamente impossibile.
Gigi D`Errico

#22 
di UGO PERSICE PISANTI il 25/07/2007 (17:58)
Prima di tutto un carissimo saluto a Gigi d'Errico che conosco personalmente da tantissimi anni e che non vedo da qualche annetto

quello che dici sulle condizioni che rendono impossibili il lavoro (in senso lato) ad Aversa è perfettamente vero

però noi siamo rimasti e, a differenza tua (ormai vivi in un giappone che dal punto di vista della creatività e del lavoro non ha eguali in tutto il resto del mondo) dobbiamo lottare sul posto e creare quel humus favorevole allo sviluppo di qualche iniziativa che possa portarci fuori dal baratro...

anzi perchè non ti proponi all'ineffabile Nicola De Chiara, Assessore alla Cultura per creare qualche occasione di scambio culturale tra noi e i giapponesi


Cimarosa a Tokio è conosciuto come Maradona ad Aversa
e, come diceva Peppino De Filippo,

ho detto tutto!


ovviamente per scambio culturale non intendo viaggi all'estero nè ridicoli cartelli stradali tipo "AVERSA (60.000 abitanti) CITTA' GEMELLATA CON TOKIO (20.000.000 di abitanti)" e sciocchezze simili...

ciao gigi a presto

#23 
di Gigi D`Errico il 25/07/2007 (18:14)
Ciao Ugo... ci sto pensando, o meglio ci ho gia` pensato. Proprio oggi e ieri ho tenuto due concerti ad Hisaya Odori, il centro di Nagoya. Mi accompagnava Kayoko Imaizumi, primo violino dell`orchestra sinfonica di Tokyo, prestata per un paio di mattinate alla canzone napoletana. E con lei ho fatto quattro chiacchiere su Cimarosa... io torno ad ottobre per tre settimane, sicuramente saranno proficue.
E chi mi conosce lo sa "dicette `o pappece `a noce: damme tiempo e te spertoso!"... ora vado a dormire che qui e` l`una di notte.
A presto.

#24 
di Persona il 25/07/2007 (19:12)
Finalmente anche Ugo dice qualcosa di condivisibile, soprattutto senza rifarsi ad altri.
L'originalità e la semplicità pagano...spero continui cosi'

#25 
di x persona il 25/07/2007 (22:48)
vogliamo ricominciare?

#26 
di GUERRIERO NORMANNO il 08/08/2007 (19:37)
E' più corretto parlare di provincialismo dell'agro Aversano altrimenti sembrerebbe un problema solo di Aversa, comunque è difficile parlare di provincialismo perchè l'Italia è una nazione provinciale se confrontata alle grandi nazioni d'Europa e a quelle anglosassone, per esempio a livello politico la lega ne ha fatto una bandiera, e recentemente la stessa istituzione della provincia di Monza posta come priorità a tutte le altre è stato uno dei risultati più significativi raggiunto dal provincialismo. La stessa Napoli, città ricca di cultura, pecca di provincialismo, alcuni quotati artisti napoletani non masticanano bene la lingua italiana, e poi si giustifica tutto dicendo che l'indialetto napoletano è una lingua ecc. Piuttosto punterei sulla progettualità e ad una politica di unità d'intenti, ma per raggiungere determinati obbiettivi a da programmare a lungo termine una delle stade più importanti è quella di investire nel sociale perchè solo così si possono formare meglio le persone. Dobbiamo stare attenti perchè sparare su Aversa col provincialismo in questo modo rischiamo di essere degli autolesionisti, questa è la prima regola se si vuole iniziare a fare marketing territoriale per valorizzare il nostro territorio contizione indispensabile per avviare la politica di sviluppo economico della nostra area.

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