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Prete denunciato per violenza sessuale: la Curia sapeva?
di Nicola Rosselli del 2/01/2008 in Cronaca - Letto 4043 volte Commenti: 12
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AVERSA. La Curia aversana già conosceva le presunte debolezze di don Marco Cerullo, il sacerdote di Villa Literno che, nell’immediatezza delle festività natalizie, è stato sorpreso dai carabinieri in auto, parcheggiata in aperta campagna, mentre avrebbe tentato di abusare di un ragazzino di dodici anni?
| La risposta, stando ai bene informati, sarebbe positiva, soprattutto se si considera che la stessa Curia aveva disposto, un mese prima, il trasferimento del giovane sacerdote, di 33 anni, da viceparroco di una parrocchia a Villa Literno ad un’altra di Casal di Principe, nel maldestro tentativo di fare in modo che il sacerdote si redimesse. Una speranza assurda, se così fosse. Visto che trasferire una persona non significa certamente fare in modo che vengano meno le sue inclinazioni, più o meno corrette che siano. Qualche anno fa la stessa decisione sarebbe stata adottata, a fronte di voci più o meno circostanziate, nei confronti di un altro sacerdote trasferito in fretta e furia in un paesino di un’altra provincia campana. Insomma, la Chiesa aversana si comporterebbe come lo struzzo. Farebbe quasi finta di non vedere, limitandosi ad un trasferimento che non ottiene altro risultato se non quello di inquinare altre realtà. Sarebbe interessante sapere cosa ne pensa il cardinale Crescenzio Sepe, Arcivescovo di Napoli, originario di Carinaro, dell’intera vicenda. Qualcuno dovrebbe raccontarglielo.
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 | #1 di SaldiGrazia il 02/01/2008 (21:56) | | Lasciando da parte il ptotagonista di questa sporca vicenda, tutto il resto mi sembra il riassunto di chiacchiere di capere: "farebbe", "sarebbe"... tutto al condizionale, niente di acclarato se non la notizia in oggetto. Il resto è, salvo prova contraria, gratuito pettegolezzo, e se questo è giornalismo... |
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 | #2 di nicola rosselli il 02/01/2008 (22:25) | Caro Sal, cete critice gratuite a livello di chiacchiere da bar non dovrebbero essere fatte se non si conosce un mondo qual è quello del giornalismo, dove ti becchi una querela senza che nemmeno te lo aspetti. Poi, anche se hai rgiuone, comunque devi sostenere le spese di un processo. A parte questo, ti spiego perchè si usano i condizionali: per evitare le querele. Se vuoi, in privato, ti dico anche i nomi dell'altro sacerdote implicato ed il paesino irpino dove è stato confinato. Per quanto riguarda il "giornalismo", purtroppo per me, lo pratico da "appena" 26 anni. E dico sempre che seppure fossi stato un deficiente, in tanti anni di pratica con numerosi articoli scritti quotidianamente, qualcosa avrei dovuto anche imparare. Il nostro è un brutto mestiere, sotto gli occhi di tutti. Persone intelligenti e deficienti (e questi sono i peggiori perchè credono anche, come suol dirsi, di poterti mettere la penna in mano; di buoni e fetenti ( e questi ti minacciano e tu hai anche paura perchè li conosci, abitano nel tuo stesso paese, ma continui a fare il tuo dovere a testa alta, altro che "Gomorra" e il suo autore). Le chiacchiere da bar, quelle dei "tuttologi" che tutt sanno e su tutto sparlano è meglio lasciarle al bar. Scusa dello sfogo, apprezzo il tuo logo perchè anche io ritengo le mie radici importanti e per questo non ho abbandonato la mia terra e cerco di migliorarla per quel poco che posso e mi consente la mia penna. |
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 | #3 di Alessandro Pecoraro il 03/01/2008 (00:35) | a Nicola Rosselli: caro Nicola.. anche chi abbandona la sua terra cerca di migliorarla, è uno stupido luogo comune quello che vuole chi abbandona fisicamente la terra abbandonarla anche nei fatti. Ti posso assicurare che chi come me va via da questa terra sta più male di molti ignoranti stupidi e deficienti che ancora ci sono. Non toccare Gomorra, che senza Gomorra e il suo scrittore ci sarebbero ancora più deficienti, ricorda che per quanto puoi copiare notizie il ruolo del giornalista/scrittore è quello di saper trovare il modo originale per far arrivare alle persone i fatti e soprattutto per farli riflettere: proprio quello che oggi hai fatto con questo articolo per il popolo web di pupia.tv.
Con stima, Alessandro ( 20 anni e di esperienza giornalistica solo 1, ma di fegato spappolato e avvelenato ne ha già abbastanza ) |
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 | #4 di Mario Francese il 03/01/2008 (01:21) | x Nicola Rosselli
ha ragione Pecoraro: non sempre chi abbandona la sua terra lo fa anche spiritualmente. Ma il problema in questione è un altro e su questo hai ragione tu, Nicola. Qui o altrove non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire e non c'è peggior cieco di chi non vuol vedere.
Ottime cose a tutti. |
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 | #5 di direzione il 03/01/2008 (11:25) | ci si può battere per la propria terra dovunque si abiti,c'è anche chi l'abbandona per carità ma le circostanze non sono uguali per tutti. C'è chi va via per scelta di vita, chi per il lavoro che non c'è, chi è costretto a girare di città in città, chi deve stare all'estero per la tipologia del suo lavoro che richiede spostamenti continui, ci sono persone che sono inserite in contesti che le portano ad essere continuamente mobili, ma i casi sono tantissimi, l'elenco sarebbe lungo. Permettetemi per l'occasione un saluto a tutti gli Aversani nel mondo, che con il loro lavoro e le loro capacità tengono alto il nome della tanto martoriata Aversa. Cordialmente Salvatore Pizzo Corriere di Aversa e Giugliano.it (Parma) |
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 | #6 di marilena il 03/01/2008 (13:08) | | un trasferimento non risolve il problema!La chiesa dovrebbe fare molto di più,e rivedere i limiti che da sempre ha!è una vergogna! |
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 | #7 di steve il 03/01/2008 (14:39) | | Ancora più scandaloso il silenzio della Curia ora che si apprendono questi particolari. Il prete dovrebbe essere ancora in carcere, se non sbaglio. |
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 | #8 di gioia174 il 03/01/2008 (16:28) | | Ancora una volta,ma se questi preti si sentono deboli perchè non si tolgono il collare bianco?Fanno prima e non fanno figure di m......e non danno scandolo alla chiesa. |
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 | #9 di marilena il 03/01/2008 (16:33) | | perchè se si toglie il collare può fare liberamente il pedofilo!ti preoccupi della chiesa? ma pensa a quel bambino che quel viscido ha toccatoooooooo!ma che dici! |
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 | #10 di SaldiGrazia il 03/01/2008 (18:07) | X Nicola Rosselli In tutta sincerità, mi dispiace che te la sei presa, il mio non era un attacco verso di te, che tra l'altro non ti conosco e non posso certamente esprimere giudizi al tuo riguardo e anche se fosse te le avrei detto in faccia, non in un forum, ma verso l'articolo che ho trovato "pettegolo", e giacché mi/ci hai abituato ad articoli più seriosi, l'ho preso per questo, come un articolo/riempitivo buttato giù per dire qualcosa. Giustamente tu mi insegni che nel tuo lavoro prima di lanciare la pietra bisogna essere preparati a farlo, o almeno ad avere la mira buona, sennò a chi cogli cogli, ed un articolo così, sinceramente non me lo aspettavo. Se devi dire, dì, non puoi lanciare stò famoso sasso e poi nasconderti la manina no? Sono voci di "capere"? Bene, sono voci vere? Bene. Nomi, cognomi e vediamo che accade, sempre se hai le "pezze d'appoggio" beninteso, o il sacco ancora pieno di sassi. Forse sono io che sono diventato troppo categorico nel mio modo di pensare? Boh, stò nord mi ha cambiato. E non pensare male di chi abbandona (parola tua) la propria terra, perché chi l'abbandona diventa un essere senza Patria, straniero nella nuova terra, straniero quando ritorna nella propria alla ricerca degli amici perduti, dei luoghi che gli riempiono la mente di tanti ricordi, dei parenti che non ci sono più. Presi ò treno do sole con la morte nel cuore, e purtroppo devo dire che fu la cosa giusta da fare. Da allora non ho più conosciuto 1 giorno di disoccupazione, l'umiliante fila al collocamento, l'umiliante richiesta di lavoro a qualche polituncolo del momento, lavorare in nero per quattro soldi, centinaia di concorsi fatti, e vedere che i tuoi figli crescono e capire che tu e loro non avete futuro. E quando i tuoi figli, diventati grandi hanno subito trovato lavoro senza elimosinarlo, senza dovere lustrare le scarpe a qualche stronzo con velleità politiche, senza doversi sentire dire (capitò a me) "sai non ti posso aiutare per quel posto, "quelli" sono dorotei, noi morotei" allora hai una conferma in più che, almeno per loro, facesti la scelta giusta! E per vincere la malinconia, la rabbia, mi inventai il Sito di cui vedi il logo: il biglietto del treno che mi portò al nord ce l'ho ancora, e ogni volta che mi capita tra le mani ho voglia di strapparlo per la rabbia, ma non lo faccio mai! Anche lui fa parte delle mia radici! |
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 | #11 di steve il 04/01/2008 (07:09) | In moltissimi casi di preti pedofili la prassi usata dai vescovi è proprio quella di trasferirli di parrocchia in parrocchia, quando in una parrocchia cominciano a correre delle voci sulla condotta dei preti. In questo modo si impedisce che lo scandalo venga a galla e si da la possibilità al prete di trovare un ambiente in cui non sono conosciute le sue attenzioni morbose (e quindi gli si da altro terreno fertile per altre violenze).
Questa prassi si affianca a quella del segreto pontificio a pena di scomunica imposto nell'epistola "De crimen sollicitationis" del 1962, ribadita nel 2001 dagli allora papa Wojtyla, card. Ratzinger e arcivescovo Bertone.
Alla chiesa cattolica interessa esclusivamente soffocare lo scandalo e così impedire che i preti pedofili criminali rispondano davanti alla giustizia. Infatti non si registra un solo caso di prete pedofilo denunciato da parte di un suo collega o superiore.
E il prezzo di questo scandalo soffocato sono altre vittime e altre giovani vite distrutte. |
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 | #12 di muschio il 07/01/2008 (01:05) | | Commentare la notizia del presunto sacerdote pedofilo ed esprimere lo sdegno che essa mi suscita mi sembra inutile o quanto meno scontata. La notizia mi fa, invece, riflettere sull'importanza di monitorare costantemente gli sviluppi che seguiranno queste vicende al fine di sostenere, con ogni legale mezzo, la causa della verità e della giustizia. |
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