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Castel Volturno, inchiesta Clinica Pineta Grande: revocati domiciliari a Schiavone

Il tribunale del Riesame di Napoli ha revocato gli arresti domiciliari per l’imprenditore Vincenzo Schiavone, imprenditore della sanità proprietario della clinica Pineta Grande di Castel Volturno (Caserta) e di altre cliniche in Campania, coinvolto nell’inchiesta della Procura di Santa Maria Capua Vetere per i reati di corruzione, falsità in atti pubblici, rivelazione di segreto d’ufficio e abuso d’ufficio. Per lui i giudici hanno disposto l’obbligo di dimora fuori dalla Regione Campania.

Secondo l’accusa, avrebbe ottenuto il permesso per ampliare la clinica in cambio di assunzioni di persone imparentate con l’ex responsabile dell’Ufficio Tecnico del Comune di Castel Volturno, Carmine Noviello (leggi qui). Nei giorni scorsi, prima della scarcerazione, Schiavone si era dimesso dal Consiglio di Amministrazione della clinica, insieme agli altri componenti. Nel nuovo organo direttivo nominato dall’assemblea, sono entrati Enzo Paolini, ex presidente nazionale dell’Associazione Italiana Ospedalità Privata (Aiop), designato presidente del Cda. Insieme a lui Andrea Cendali Pignatelli, già ceo di Telecom Italia a San Marino, e Roberto Morleo, attuale direttore finanziario della Pineta Grande.

La decisione di Schiavone “seppur sofferta – scriveva in una nota l’imprenditore – è nata dal senso di responsabilità e tutela nei confronti della struttura e di chi lavora al suo interno e dalla necessità di dedicarsi alla sua vicenda personale. Il cambio al timone garantirà maggiore serenità alla nuova governance che avrà il difficile compito di gestire una delle strutture sanitarie più importanti del Sud Italia”.

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