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Gioia Tauro, migranti sfruttati per lavoro nero e prostituzione: 29 arresti

Vasta operazione dei carabinieri di Reggio Calabria contro il caporalato. I militari hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare personale nei confronti di 29 persone ritenute responsabili, a vario titolo, di titolo, di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Delle 29 persone, cinque sono ghanesi, uno liberiano, tre ivoriano, sette senegalesi, due del Burkina, undici italiani.

Smascherata così una vera e propria rete di caporali, composta da cittadini extracomunitari di origine centrafricana e all’epoca dei fatti domiciliati presso la baraccopoli di San Ferdinando e nel Comune di Rosarno, i quali, in concorso con i titolari di aziende agricole e cooperative operanti nel settore della raccolta e della vendita di agrumi nella Piana di Gioia Tauro, erano dediti prevalentemente alle attività di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro ai danni di braccianti agricoli extracomunitari. Il tenente colonnello Andrea Milani, comandante del Gruppo carabinieri di Gioia Tauro.

La filiera dello sfruttamento iniziava già alle 5 del mattino quando i caporali, alla guida di minivan e veicoli – il più delle volte inidonei alla circolazione su strada ed al trasporto di persone – iniziavano a caricare a bordo i braccianti agricoli radunati presso diversi punti di raccolta, da dove venivano poi trasportati, in condizioni di estremo disagio, presso i diversi fondi agricoli sparsi nel territorio pianigiano per essere impiegati nella raccolta degli agrumi. I braccianti erano costretti a lavorare in condizioni precarie, obbligati a raccogliere mandarini ed arance 7 giorni su 7, festivi compresi, per 10-12 ore consecutive.

I carabinieri hanno accertato, inoltre, che ciascun lavoratore riceveva una paga giornaliera in relazione al numero di cassette di frutta raccolte (circa un euro a cassetta) e comunque non superiore a somme tra i 2 ed i 3 euro per ogni ora di lavoro. All’interno dei furgoni, omologati per il trasporto di non più di 9 passeggeri compreso il conducente, i caporali riuscivano a caricare fino a 15 persone. IN ALTO IL VIDEO

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