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Il Fondo Salva-Stati fa scoppiare rissa alla Camera

Alla Camera dei deputati scoppia la rissa. Oggetto del contendere è il Mes, Meccanismo europeo di stabilità, ovvero il Fondo Salva-Stati. Le agenzie di stampa hanno raccontato di una tensione altissima a Montecitorio dopo che Fdi con Giorgia Meloni e la Lega con Claudio Borghi hanno chiesto che il premier Giuseppe Conte riferisca in aula sul Mes, dopo che il ministro Gualtieri l’ha definito concluso.

Dal Pd Piero De Luca ha accusato la Lega di far finta di non sapere che governava lei quando si negoziava il trattato sul fondo salva Stati e a quel punto è scoppiata la bagarre e il presidente ha richiamato all’ordine in particolare il deputato leghista Rixi e ha sospeso i lavori. Tutto all’improvviso, mentre l’Aula di Montecitorio è impegnata nell’esame del decreto Sisma. Borghi prende la parola ed è subito bagarre: il leghista infatti riferisce che il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, in audizione in commissione proprio sul Mes, avrebbe detto che il Trattato, per Conte, è “inemendabile. Il ministro ci ha detto che Conte ha dato l’ok a un testo inemendabile e a questo punto il presidente deve immediatamente venire in Aula”.

Intanto, insorge la maggioranza e le opposizioni replicano con cori al grido di “venduti, venduti”. Se così fosse, prosegue Borghi, ovvero se fosse vero che il governo rinnova il Mes senza passare per il parlamento, che a giugno con una risoluzione, ricorda il leghista, si era espresso a larghissima maggioranza per il non rinnovo del Trattato, si tratterebbe di “infedeltà in affari di stato, è un reato, l’avvocato del popolo dovrà cercarsi un avvocato, il Parlamento è stato completamente scavalcato. “Una cosa gravissima – insiste Borghi – si è passato sopra al Parlamento su un trattato internazionale ratificato a scatola chiusa. Vogliamo qui subito Conte e se non arriva lo porteremo in tribunale”, annuncia.

Prende la parola Meloni: “Sottoscrivo le parole di Borghi e chiedo come FdI che Conte venga immediatamente a riferire in Aula”. È quando prende la parola De Luca, che difende il governo e contrattacca accusando la Lega, che la situazione in Aula diventa ingestibile, tanto che il presidente Roberto Fico, dopo vari richiami, è costretto a sospendere la seduta. IN ALTO IL VIDEO

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