Succivo

Succivo, ricatto hard al parroco: in carcere i due responsabili

Dopo le condanne in tribunale scatta l’arresto per i due giovani autori del ricatto a luci rosse ai danni dell’ex parroco di Succivo (Caserta), don Crescenzo Abbate, che destò scalpore nel dicembre del 2017 nella piccola comunità dell’agro atellano. I carabinieri delle compagnie di Marcianise e Casal di Principe hanno eseguito un provvedimento di carcerazione, emesso dal tribunale di Napoli Nord, a carico di Yevheniy Borysyuk, 22enne di origini ucraine e residente a Succivo, e Mario Donadio, 24 anni, residente a Sant’Arpino.

I due ragazzi, dopo aver patteggiato la pena, su istanza dell’avvocato difensore Enzo Domenico Spina, sono stati condannati rispettivamente ad un anno e tre mesi, Borysyuk, ed un anno e undici mesi, Donadio, per il reato di estorsione aggravata. Da quanto emerso dalle indagini, in diverse occasioni avrebbero chiesto a don Crescenzo, parroco della chiesa della Trasfigurazione, la somma di 20mila euro per non divulgare una foto di un filmato “a luci rosse” che, sembra, ritraesse il sacerdote. La vicenda andò avanti fino a quando il prete ha deciso di sporgere denuncia che, già due anni fa, portò all’arresto in flagranza di reato dei due ragazzi.

Da parte della Diocesi di Aversa ci fu la richiesta di sospensione temporanea di Abbate dal suo ufficio di parroco. In una nota del vescovo Angelo Spinillo si leggeva: “Si attende con rispetto che le indagini condotte dalle autorità giudiziarie facciano chiarezza e accertino l’effettiva consistenza dei fatti e delle responsabilità di quanto accaduto. Nel frattempo, e per il tempo che sarà ritenuto necessario, la Diocesi ha disposto di chiedere al sacerdote la sospensione temporanea dal suo ufficio di parroco”. Intanto, il tribunale ecclesiastico ha avviato un’indagine interna, per eventuali responsabilità morali che avrebbero potuto compromettere l’attività del sacerdote.

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