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Festa del Cinema di Roma, il pubblico premia “Santa Subito”

Si è conclusa la 14 esima edizione della Festa del Cinema di Roma, che ha, ormai, consolidato, sotto l’attenta direzione di Antonio Monda, la sua natura di evento festivaliero, scevro da giurie e concorsi, teso esclusivamente a celebrare la Settima Arte in tutte le sue forme di manifestazione. L’unico riconoscimento sopravvissuto è, infatti, il premio del pubblico, decretato tramite una votazione elettronica, proprio a evidenziare che i primi inoppugnabili giudici del valore o meno di un’opera cinematografica sono gli spettatori.

Il verdetto espresso ha riservato una piacevole sorpresa per i nostri colori. A spuntarla è stato, infine, il docufilm “Santa Subito” di Alessandro Piva, basato sul drammatico racconto dell’uccisione, da parte di uno stalker, della giovane attivista cattolica pugliese Santa Scorese, il 15 marzo del 1991. Eppure i concorrenti erano vari e temibili. A cominciare dall’ultimo capolavoro di Martin Scorsese “The Irishman” per finire al “Motherless Brooklyn. I segreti di una città” di Edward Norton, passando per la grande rivelazione del box office tardo estivo a stelle e strisce “Le ragazze di Wall Street” di Lorene Scafaria con una J Lo in grande spolvero.

Ma la vicenda narrata nella pellicola di Piva è arrivata direttamente al cuore del pubblico, rendendo l’autore felicissimo poiché come lui stesso ha affermato “questo riconoscimento è il segnale della maturità di un pubblico consapevole, che si mette in discussione e non opta per la spensieratezza proposta da film di intrattenimento o per temi lontani, ma per tematiche che ci riguardano da vicino, come la violenza sulle donne”, sottolineando, anche, l’estrema tragica attualità di una storia avvenuta quasi 30 anni fa. Sicuramente, il lungometraggio, senza dubbio ben fatto e onesto negli intenti, rappresenterà un tassello aggiunto al processo di beatificazione della ragazza iniziato nel 1998, sette anni dopo il decesso a soli 23 anni nel cortile della sua casa di Palo del Colle, paesino non distante da Bari, per mano dell’uomo che la tormentava e minacciava da tre anni.

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