Aversa

Aversa, chiusura Mof: se non si agisce presto la struttura è a “rischio scomparsa”

Non riapre più. Questo il timore dei cinquanta commissionari, dei loro dipendenti, dei coltivatori diretti e delle centinaia di rivenditori (fruttivendoli) che ruotano intorno al mercato ortofrutticolo di Aversa, il giorno dopo la chiusura da parte dei carabinieri del Nas e degli ispettori dell’Asl Caserta. Il timore è che, se non si opera alacremente e presto, il tempo farà il suo corso facendo dimenticare la struttura di viale Europa.

«Gli addetti, ai vari livelli, – affermano – si rivolgeranno ad altre strutture e il mercato aversano scomparirà. Un evento disastroso, se si verificasse, per il tessuto economico e sociale della nostra città. Sono circa cinquecento le famiglie che sbarcano il lunario grazie a questo mercato. Aversa non si può permettere la chiusura della struttura di viale Europa». Parole che non rimangono isolate. Sono in molti a far intravedere azioni di protesta eclatanti se la situazione dovesse prolungarsi.

14 punti contestati, dei quali due relativi all’igiene e i restanti dodici relativi a carenze strutturali che il mercato si porta dietro da anni. In tutto, il verbale di contestazione redatto presso il comando della Polizia municipale, alla presenza del sindaco Alfonso Golia e degli assessori alle Attività produttive e all’Ambiente, Benedetto Zoccola e Mena Ciarmiello, consta di sette pagine fitte di prescrizioni. Non vi è traccia di contestazioni relative alla presenza di eternit e, quindi, di amianto, come si era ipotizzato in un primo momento, nella mattinata di venerdì.

«Il mercato ortofrutticolo – ha sottolineato il sindaco Golia – è stato chiuso per le carenze infrastrutturali, esistenti da anni. Da sindaco avevo provato ad avviare un percorso nelle more dell’individuazione di una nuova sede più moderna, funzionale e dignitosa. Impegno tra l’altro al centro della campagna elettorale e di un fitto e continuo confronto con gli operatori con i quali stiamo cercando una soluzione che tuteli i posti di lavoro». «Con la mia amministrazione – ha continuato il primo cittadino, illustrando le attività della maggioranza in questi primi mesi di amministrazione – abbiamo dato seguito all’iter per aggiustare i bagni, guasti da tempo immemore e avviato l’installazione dei wc chimici. Il mercato ortofrutticolo, dunque, è sempre stato al centro della nostra azione politico-amministrativa».

In conclusione, un commento sulla decisione del Nas di chiudere la struttura e una promessa: «Sulla scelta delle forze dell’ordine hanno influito anche i problemi della raccolta rifiuti, ma, in quell’area, con la Senesi siamo intervenuti più e più volte. Solo nella giornata di giovedì, ad esempio, è stato riempito un autocompattatore, tra l’altro respinto dallo Stir perché non classificato come indifferenziato vista l’alta presenza di umido. Quanto accaduto è il frutto di anni di disinteresse alla struttura. Ora prepareremo un dossier affinché chi di dovere possa accertare eventuali responsabilità».

Tutta la politica, tutti gli amministratori che si sono succeduti in questi ultimi trenta anni si sono dovuti scontrare con i problemi del mercato ortofrutticolo. Tutti hanno promesso una delocalizzazione quando si era in campagna elettorale, salvo, poi, dimenticarsene quando hanno amministrato. Si parla da tempo di un terreno limitrofo a quello dove attualmente si tiene la fiera settimanale del sabato, al confine con San Marcellino. Accanto a questa proposta che conferma la gestione pubblica, da parte del Comune, e che tende a far rimanere la struttura ad Aversa, l’ipotesi di spostare il mercato ortofrutticolo nella Zona Asi di Aversa Nord, che di aversano ha solo il nome, trovandosi nel territorio dei comuni di Teverola, Carinaro e Gricignano.

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