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Fondi russi alla Lega, indagine per “corruzione internazionale”

La procura di Milano ha formulato l’ipotesi di “corruzione internazionale” nell’inchiesta sui presunti finanziamenti russi ricevuti dalla Lega. L’inchiesta è affidata al procuratore aggiunto Fabio De Pasquale e ai pm Gaetano Ruta e Sergio Spadaro. Al centro della vicenda ci sarebbe Gianluca Savoini, dell’associazione “Lombardia-Russia”, intercettato con esponenti del Cremlino. L’indagine nasce dagli articoli de l’Espresso e dall’audio pubblicato sul sito americano BuzzFeed, con la voce di  Savoini che a Mosca avrebbe trattato con alcuni russi per far arrivare fino a 65 milioni di dollari alla Lega nell’ambito di affari legati al petrolio ma non si sa se l’intesa sia mai andata in porto.

Salvini: “Mai preso un rublo, querelo” – “Il partito più votato d’Europa non deve avere nulla perché sono razzisti, sovranisti, populisti, prendono i soldi in Russia…zero. Dalla Russia ho sempre portato matrioske, Masha e Orso per mia figlia e chi dice il contrario mente sapendo di mentire”, ha affermato il leader della Lega, Matteo Salvini, in una diretta Facebook, sottolineando: “Siamo scomodi, siamo indagati, siamo minacciati: è evidente. Però voglio un governo che corre, che fa che cresce che scommette sul merito, non che torna indietro”. Ieri Salvini aveva dichiarato: “Ho già querelato in passato, lo farò anche oggi, domani e dopodomani: mai preso un rublo, un euro, un dollaro o un litro di vodka di finanziamento dalla Russia”.

La vicenda – Il sito americano di informazione spiega che il 18 ottobre Gianluca Savoini si è incontrato con altre cinque persone, due italiane e tre russe, allo storico Hotel Metropol di Mosca. “Nell’audio ottenuto – scrive BuzzFeed – si sentono negoziare i termini di un accordo per inviare milioni di dollari frutto dei proventi del petrolio russo al partito di Salvini, attraverso un canale segreto”. Nell’audio si sente Savoini dire in inglese: “Il prossimo maggio ci saranno le elezioni in Europa. Noi vogliamo cambiare l’Europa. E una nuova Europa deve essere vicina alla Russia come prima, perché vogliamo riprenderci la nostra sovranità. Salvini è il primo che vuole cambiare l’Europa. Insieme ai nostri alleati in Europa”. Nella registrazione, spiega ancora BuzzFeed, Salvini viene descritto con entusiasmo dai russi come “il Trump europeo”.

“Sconto” di 65 milioni da dirottare nelle casse della Lega – Il negoziato, che sarebbe durato un’ora e un quarto, avrebbe coinvolto – sempre secondo il sito americano – una compagnia petrolifera russa che avrebbe dovuto vendere 3 milioni di tonnellate di carburante in un anno alla compagnia italiana Eni per un valore di 1,5 miliardi di dollari. La compravendita di questo petrolio avrebbe interessato intermediari, a cui i venditori avrebbero dovuto applicare uno sconto a queste transazioni. Lo sconto finale sarebbe dovuto essere 65 milioni di dollari, sulla base dei prezzi del petrolio dell’epoca e secondo i calcoli che BuzzFeed ha affidato ad analisti di settore. Questo ammontare sarebbe dovuto segretamente andare, sempre via intermediari, nelle casse della Lega, a dire del sito americano. “E’ semplicissimo”, direbbe durante la riunione uno degli italiani presenti, secondo BuzzFeed. “La pianificazione fatta dai nostri politici è che, a uno sconto del 4 per cento, 250mila tonnellate più 250mila per mese, potrebbe sostenere una campagna elettorale”. “Savoini – afferma ancora BuzzFeed – avrebbe espresso nella riunione ottimismo sulla possibilità che l’accordo potesse essere chiuso”. E i tre italiani, ancora, ci avrebbero tenuto a precisare di “non voler far soldi” per loro stessi. “Noi vogliamo sostenere una campagna politica che è di beneficio, direi di mutuo beneficio, per i due Paesi”.

Russia finanzia movimenti populisti? – Lo stesso Salvini, che non era alla riunione, il giorno prima aveva incontrato il vicepremier russo Dmitry Kozak e Vladimir Pligin di ‘Russia Unita’, il partito di Putin. Non è chiaro a BuzzFeed se i negoziati del Metropol abbiano davvero portato a un accordo. Ma, secondo il sito americano, si tratta della prima prova concreta che la Russia ha almeno tentato di finanziare movimenti populisti e di estrema destra in Europa. A febbraio di quest’anno il settimanale L’Espresso aveva parlato della riunione del Metropol per la prima volta. Allora lo staff di Salvini aveva parlato di “fantasie” e lo stesso Savoini aveva detto all’agenzia di stampa ufficiale russa Sputnik di non aver preso parte ad alcun negoziato. Anche Eni, per conto suo, ha smentito a BuzzFeed in un’email: “Eni ribadisce con forza che non ha preso in alcun modo parte a transazioni che puntino a finanziare partiti politici. Per di più, l’operazione di fornitura descritta non ha mai avuto luogo”. Il sito americano non è stato in grado di identificare gli altri cinque partecipanti alla riunione. Uno degli italiani è definito Luca, l’altro Francesco. I tre russi sono chiamati Ilya, Yuri e Andrey. I russi, inoltre, fanno chiaramente riferimento a figure superiori non partecipanti alla riunione. E dal dialogo si capisce che quella del Metropol non sarebbe la prima riunione sull’argomento.

Altri casi in Francia, Gran Bretagna e Austria – Diversi esponenti del fronte sovranista europeo sono stati recentemente sospettati di aver preso soldi dalla Russia. La francese Marine Le Pen si è dovuta difendere dall’accusa di aver preso 11 milioni di euro da banche russe nel 2014. La leader del Front National disse allora che si trattava di un accordo commerciale, senza alcun valore politico. Invece uno dei principali sostenitori della Brexit, il britannico Arron Banks, deve spiegare l’origine di una donazione di 8 milioni di sterline per la campagna per l’uscita dall’Ue, che si sospetta essere di provenienza russa. Ma il caso più eclatante è quello del leader del partito di estrema destra austriaco Fpoe, Heinz-Christian Strache, che è stato costretto alle dimissioni dopo che la Sueddeutsche Zeitung ha pubblicato un video in cui lo si vede discutere lo scambio di contratti pubblici in cambio di un sostegno russo.

Savoini: “Mai un rublo da nessuna persona citata – “Posso solo dire che non è stato mai dato un centesimo o un rublo alla Lega da chiunque e da nessuno di quelli citati nell’articolo” di BuzzFeed. Lo ha dichiarato all’Ansa il presidente dell’associazione Lombardia-Russia ed emissario della Lega a Mosca, Gianluca Savoini “Il resto sono solo bla bla bla e illazioni da querela. E infatti sono dall’avvocato in questo momento. I soldi dove sono? Ovviamente non ci sono – ha continuato Savoini – e chi dice il contrario viene denunciato. Il resto è fuffa”, aggiunge. Alla domanda se sia fatto un’idea di chi abbia registrato l’audio e come sia finito a BuzzFeed, ha risposto: “Robe sporche, a distanza di mesi. Non ho idea cosa abbiano fatto. Eravamo in un albergo in mezzo ad altre persone, proprio perché erano chiacchierate su argomenti diversi e ho visto tante altre persone che avevano partecipato a un meeting pubblico”.

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