Trentola Ducenta

Trentola Ducenta, inchiesta corruzione: si dimettono dirigenti dell’area tecnica

Trentola Ducenta – Lasciano i loro incarichi i dirigenti dell’area tecnica del Comune di Trentola Ducenta che, lo scorso 28 giugno, furono coinvolti nell’inchiesta ha portato all’esecuzione di 15 misure restrittive nei confronti dell’ex sindaco Andrea Sagliocco, finito ai domiciliari, amministratori pubblici, dipendenti comunali, imprenditori ed esponenti delle forze dell’ordine (leggi qui).

Gli architetti Elena Bassolino, 51 anni, di Sant’Anastasia, e Mauro Felaco, 38 anni, di Casaluce, hanno rassegnato le dimissioni da responsabili, rispettivamente, dell’area Lavori pubblici e dell’area Urbanistica. Bassolino era tornata al lavoro una decina di giorni dopo la revoca del divieto di dimora, a cui era stata sottoposta dall’autorità giudiziaria. Anche a Felaco, lo scorso 29 luglio, è stato annullato il divieto di dimora. Difeso dagli avvocati penalisti Luciano Fabozzi e Vincenzo Motti, il cui lavoro è stato supportato dagli avvocati amministrativisti Andrea Orefice ed Angelo Caputo, Felaco ha spiegato i motivi tecnici per cui ha emesso una serie di atti amministrativi producendo apposita relazione.

L’inchiesta riguarda autorizzazioni amministrative che sarebbero state rilasciate ad imprenditori in cambio di favori o assunzioni nelle loro aziende di persone indicate dalla politica. Secondo gli inquirenti, era in atto un sistema illecito sulla gestione degli affidamenti diretti, tramite un ostruzionismo amministrativo da parte di amministratori pubblici a danno di imprenditori vittime che, per evitare conseguenze negative sotto il profilo del rilascio di autorizzazioni amministrative, avrebbero ceduto alla richiesta di assumere persone indicate dagli indagati o di fornire “aiuti”. Sarebbero emerse anche situazioni riguardanti imprenditori collusi che avrebbero fornito favori in cambio di autorizzazioni amministrative illegittime. “Protagonista” dell’inchiesta, in particolare, la questione del supermercato “Decò” per il quale sarebbero emersi tentativi del sindaco Sagliocco (dimessosi dopo l’arresto) di bloccarne l’apertura.

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