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Genova, cocaina per 100 milioni di euro sequestrata a cosca di ‘Ndrangheta

I finanzieri del comando provinciale di Genova hanno eseguito un’operazione di polizia giudiziaria finalizzata al contrasto delle narco-mafie, conclusasi con la cattura di tre italiani per traffico internazionale di cocaina dal Sudamerica, con le aggravanti “mafiosa”, della ingente quantità e della transnazionalità.

Le indagini, coordinate dalla Procura antimafia di Genova, sono state eseguite dal Nucleo di polizia economico-finanziaria del capoluogo ligure e avviate, nella primavera del 2019, quando A.A., 39 anni, è stato localizzato in Colombia, mentre contrattava l’acquisto di un ingente carico di cocaina con gli esponenti dei cartelli del narcotraffico sudamericano. All’esito di un’intensa e preziosa cooperazione giudiziaria internazionale con le autorità spagnole e francesi, sotto l’egida di Eurojust, colombiane, con la Dea e con la Cbp statunitensi, che ha permesso di monitorare le fasi dell’acquisto e dell’arrivo del carico sul territorio nazionale, sono stati sequestrati, nei giorni scorsi, nel porto di Genova, 368 chili di cocaina purissima e catturati A.A., affiliato alla cosca di ‘ndrangheta “Alvaro” di Sinopoli (Reggio calabria), in possesso di documenti falsi, M.R., 29 anni, incensurato, e I.F., di 51. È stato, inoltre, identificato e denunciato un quarto soggetto coinvolto a pieno titolo nel tentativo di importazione del carico di cocaina, R.D., 39 anni, anch’egli affiliato al clan “Alvaro”. Destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dai gip del Tribunale di Genova, risulta, allo stato, latitante. Sono in corso indagini su scala internazionale per il suo rintraccio e arresto.

Lo stupefacente oggetto del sequestro, uno dei più ingenti negli ultimi anni a Genova, ha un valore di circa 100 milioni di euro. Nel corso dell’operazione antidroga, sono stati sequestrati, inoltre, 3 autoveicoli, denaro contante pari a 953.349 euro, numerosi telefoni cellulari criptati e un jammer, dispositivo utilizzato per impedire ai telefoni cellulari di ricevere o trasmettere onde radio. A.A., organizzatore e finanziatore del traffico di cocaina represso, vanta un excursus criminale di assoluto rilievo; in particolare, a suo carico risultano condanne, fin dall’età adolescenziale, per rapina, furto, danneggiamento, tentato omicidio, detenzione illegale di armi e munizioni, furto, falsa dichiarazione sulla identità propria, associazione per traffico di stupefacenti, ricettazione, estorsione (perpetrata anche attraverso atti intimidatori e dinamitardi), crollo di costruzioni. Arrestato ad Ancona, nel 2003 e condannato nel 2006, dopo un periodo di detenzione, era stato scarcerato soltanto nel 2017. A.A. è il minore di cinque fratelli, tutti appartenenti alla storica cosca malavitosa del mandamento tirrenico e pluripregiudicati per associazione per traffico di stupefacenti.

Le attività di polizia giudiziaria eseguite nella provincia reggina sono state eseguite con la collaborazione del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Reggio Calabria, del Gruppo Locri e della Compagnia Palmi. Allo stato, sono in corso ulteriori investigazioni al fine di identificare e rintracciare gli ulteriori responsabili del trasporto dello stupefacente dalla Colombia a Genova. In ragione dei sequestri operati è stato rafforzato il presidio dei controlli ai varchi doganali con la presenza dei cani antidroga.

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