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Sparanise, inchiesta su “ditte amiche”: torna in libertà il sindaco Salvatore Martiello

Torna in libertà il sindaco del comune casertano di Sparanise, Salvatore Martiello, arrestato lo scorso 12 febbraio con l’accusa di tentativo di induzione indebita. Accogliendo l’istanza del suo legale difensore, l’avvocato Angelo Raucci, il tribunale del Riesame ha revocato l’ultima misura cautelare a cui era stato sottoposto Martiello, quella dell’obbligo di firma.

Secondo l’accusa formulata dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, al culmine delle indagini iniziate nel dicembre 2017, condotte dai carabinieri della compagnia di Capua e della stazione di Sparanise, il primo cittadino, nonostante il ruolo istituzionale rivestito, avrebbe compiuto atti idonei, diretti in modo non equivoco a indurre il presidente dell’associazione “Pro Loco” di Sparanise – risultata aggiudicataria per la manifestazione di interesse indetta dal Comune di Sparanise per le festività natalizie 2017-2018, avente ad oggetto lo svolgimento di attività culturali e di intrattenimento – a coinvolgere in tale programma determinate ditte e ad assegnare di conseguenza alle stesse ditte somme di danaro.

L’indagine era nata dalla segnalazione di un consigliere comunale di minoranza ai militari dell’Arma che elencava una serie di violazioni delle normative vigenti che, a suo avviso, erano state commesse dal Consiglio comunale di Sparanise. Tra le irregolarità segnalate ve ne erano alcune afferenti la procedura indetta per l’affidamento delle manifestazioni che dovevano svolgersi in occasione delle festività natalizie per l’anno 2017/2018. Tali “pressioni”, secondo quanto emerso dalle indagini, sarebbero state poste in essere al fine di indurre il presidente della Pro Loco a coinvolgere nel programma delle presunte “ditte amiche dell’Amministrazione” che Martiello aveva indicato e ad assegnare a ciascuna l’importo dallo stesso stabilito, prospettando, implicitamente, che l’esecuzione del servizio non poteva prescindere da tali richieste. Un “disegno criminoso”, come definito dalla Procura, che non si concretizzava in quanto la vittima non dava seguito alla richiesta indebita.

Successivamente, fanno sapere gli investigatori, “si è avuto modo di apprezzare anche la determinazione con cui il sindaco ha portato a termine il suo intento delittuoso: difatti, il diniego opposto dal presidente della Pro Loco alla realizzazione del programma elaborato dal primo cittadino, non gli ha impedito di raggiungere il proprio obiettivo. E, infatti, provvedeva successivamente, con delibera di giunta comunale, alla revoca dell’affidamento e alla assegnazione diretta delle attività, mediante frazionamento del servizio, anche a ditte che aveva indicato allo stesso presidente della Pro Loco, giustificando il tutto alla luce di ragioni di convenienza economica per l’amministrazione. Scelta che favoriva determinati operatori e determinava, di conseguenza, una maggiore spesa rispetto a quella che il Comune avrebbe sostenuto se avesse assegnato il servizio a seguito della procedura selettiva che era stata appositamente indetta”.

“In realtà – si leggeva in una nota a firma del procuratore sammaritano Maria Antonietta Troncone – questo ‘ripensamento’ della giunta comunale in termini di un risparmio economico per le casse del Comune di Sparanise, poi di fatto non appare essersi realizzato, in quanto dalla documentazione raccolta nel corso dell’attività investigativa, è stato accertato che, per la realizzazione degli eventi programmati in occasione delle festività natalizie 2017/2018, il Comune di Sparanise ha provveduto a liquidare la somma di 18.783,92 euro; dunque, un importo ben superiore ai 16mila euro previsti dal bando, quale massimo contributo comunale erogabile per la realizzazione delle manifestazioni natalizie 2017/2018”.

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