Aversa

Aversa, i ragazzi del laboratorio di giornalismo del “Conti” ricordano Don Peppe Diana

Giovedì 7 marzo, alle ore 10, nell’aula magna dell’Isiss “Conti”, si è tenuto un convegno dedicato ad un grande uomo, ad un eroe, morto per amore del suo popolo, Don Peppe Diana, ed è stato il secondo prodotto del laboratorio di giornalismo, ossia il numero uno di “racCONTI@moci”.

I protagonisti dell’esperienza hanno voluto redigere all’interno del numero un inserto completamente riservato al grande prete: una persona vitale, un capo scout energico, un insegnante generoso, un testimone d’impegno civile, ucciso nella sua Chiesa e mentre si accingeva a celebrare messa, è diventato l’emblema della vita, della fede, del culto violati nella loro sacralità. E’ stato il simbolo dell’apice della violenza cui può arrivare un camorrista sui nostri territori. Il suo impegno civile e religioso contro la camorra ha lasciato un profondo segno non solo nei giovani ma in tutta la società campana. I redattori hanno voluto ricordare il prete casalese che osò sfidare la mafia e hanno voluto documentare questo momento per condividere con tutta la comunità scolastica e territoriale la voce libera e incapace al silenzio di un uomo che fu zittito dai colpi di pistola: Don Peppe Diana, il prete che voleva porre fine allo strapotere mafioso.

Nel suo documento del dicembre 1991 “Per amore del mio popolo non tacerò”, firmato insieme a tutti i parroci delle parrocchie di Casal di Principe, è racchiuso il suo fondamento pastorale con parole di estrema integrità morale e di grande valore universale. È uno spaccato che descrive cos’è la camorra, cosa causa e soprattutto è un appello alle istituzioni e ai cristiani.  Gli alunni del Conti hanno capito, ricordando questo grande uomo, che il male della camorra non è ancora del tutto scomparso, ma è ancora in agguato.  Ed è per questo che il messaggio, l’impegno e il sacrificio di Don Peppe Diana deve giungere a tutti. I ragazzi del Conti sono pronti a superare le paure, a uscire dall’omertà, a combattere l’illegalità che è l’anticamera della criminalità.

Al convegno sono intervenuti in tanti: il dottor Renato Natale, medico e sindaco di Casal di Principe; Don Franco Picone, parroco della parrocchia San Nicola e vicario della Diocesi di Aversa; Tina Borzacchiello, responsabile della cioccolateria “Dulcis in Fundis”; Pasquale Corvino, responsabile della pizzeria sociale N.C.O.; Elisabetta Reccia, responsabile del Caffè Letterario Art-Espresso; la dottoressa Francesca Cappabianca, psicologa e operatrice del Centro Antiviolenza; Fernanda Graziano e Giovanna La Montagna, che si occupano delle Ghiottonerie di Casa Lorena, un progetto della Cooperativa E.V.A.; la dirigente, professoressa Filomena Di Grazia; le professoresse Patrizia Bocchino, Gemma Ranucci, Anna Spiezia, che curano il laboratorio di giornalismo ed hanno organizzato l’evento.

“Questi momenti – scrivono i ragazzi della redazione – sono tasselli fondamentali per gli alunni perché permettono loro di crescere, di mettersi in gioco nella costruzione di un domani dove venga debellata ogni forma di prepotenza, bullismo, femminicidio, la piaga del lavoro nero, sfruttamento, corruzione. Redigere l’inserto per Don Peppe Diana è stato per gli alunni del Conti il primo passo per iniziare un cammino di responsabilizzazione, di partecipazione attiva e costruttiva per la creazione di un mondo nuovo, un mondo solidale, un mondo migliore. La Scuola è la seconda agenzia educativa dopo la famiglia, è il luogo di incontro, di informazione, di formazione, di sperimentazione, di integrazione multidisciplinare e multietnica. E’ da qui che si vuole partire per attuare una Cultura della Pace. Don Peppe è ancora vivo e lotta coi giovani”.

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